Davide Bonotto – Don’t ask me for directions please

Informazioni Evento

Luogo
BUGNO ART GALLERY
San Marco 1996/d 30124 , Venezia, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
27/02/2026

ore 18

Artisti
Davide Bonotto
Generi
arte contemporanea, personale

Con la serie di lavori “Man in Fly” Davide Bonotto interviene sui simboli del tessuto urbano presenti nella segnaletica stradale, smontandone letteralmente e fisicamente il significato originario.

Comunicato stampa

Con la serie di lavori “Man in Fly” Davide Bonotto interviene sui simboli del tessuto urbano presenti nella segnaletica stradale, smontandone letteralmente e fisicamente il significato originario. Li considera icone del quotidiano; attraverso il taglio e l’assemblaggio di porzioni eterogenee di cartelli raccolti in diverse località italiane, l’artista genera nuove situazioni visive, talvolta paradossali, talvolta ironiche. Bonotto trova particolarmente affascinante saldare elementi provenienti da luoghi e tempi differenti, segnati dall’uso e dall’esperienza di persone diverse. Un elemento costante e fondamentale della sua poetica è il blu della segnaletica di obbligo, che ricorre frequentemente nelle sue opere. Bonotto lo inserisce tra gli altri piani cromatici come una sorta di ossessiva ricerca del cielo, che nella realtà visiva di qualsiasi città assume un valore decisamente centrale.

With the series “Man in Fly”, Davide Bonotto intervenes on the symbols of the urban fabric found in road signage, literally and physically dismantling their original meaning. He regards them as everyday icons; through the cutting and reassembling of heterogeneous fragments of signs collected in various locations across Italy, the artist generates new visual situations, at times paradoxical, at times ironic. Bonotto is particularly fascinated by the act of welding together elements originating from different places and periods, marked by the use and experience of diverse individuals. A constant and fundamental element of his poetics is the blue of mandatory road signs, which recurs frequently in his works. Bonotto inserts it among the other chromatic planes as a sort of obsessive quest for the sky, which, in the visual reality of any city, assumes a decidedly central role.

Bonotto nasce a San Donà nel 1980. Si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Venezia, Corso di Pittura, dove si diploma nel 2006. Durante gli anni di formazione realizza prevalentemente installazioni ed espone in diverse mostre collettive con xilografie di matrice pop. Successivamente abbandona ogni forma figurativa e concentra la propria ricerca sul confronto e sull’urto tra materiali eterogenei, lavorando su grandi tavole. Di particolare interesse è il ciclo “Sacche”, opere in legno che l’artista definisce come contenitori universali di diversità. Nel ciclo “Riserve” la riflessione si sposta sull’uso smodato della plastica, da cui scaturisce l’immaginario di paesaggi desertificati in cui ciò che resta sono soltanto specchi aridi. Fin dall’adolescenza Bonotto partecipa attivamente, sia in fase progettuale sia realizzativa, a gruppi artistici legati al Movimento del Carnevale della sua città, sperimentando in modo significativo la dimensione popolare e partecipativa del fare arte insieme a molti altri artisti, in stretto contatto con il pubblico. Tra i progetti a lui più cari vi è “Lands”, lavoro nel quale il pubblico è chiamato a intervenire direttamente sull’opera, modificandola. Di rilievo, in questo contesto, l’evento “Arte tra mare e cielo”, in cui l’installazione è presentata sulla battigia del litorale di Jesolo. Da “Lands” maturano le motivazioni che lo condurranno alla creazione di “Man in fly”. “Man in fly” nasce infatti come sviluppo del progetto “Lands”, in cui Bonotto poneva al centro la necessità del dialogo tra “terre”. Attraverso l’uso di materiali come la terra e una riflessione sul rapporto intrinseco tra la sua lavorazione e l’uomo, l’attenzione dell’artista si concentra sui cantieri stradali, in particolare sui segnali triangolari gialli con l’omino stilizzato (men at work, “lavori in corso”). L’analisi lo conduce all’esigenza di creare una nuova dimensione in cui quell’omino, ormai icona quotidiana del paesaggio urbano, si elevi letteralmente a nuova “natura”. Il fatto che, nella segnaletica, la figura sia sempre rappresentata piegata e visivamente connessa a un cumulo di terra non lo convince: da qui l’elaborazione di tecniche volte a modificare e reinterpretare tale grafica, generandone una nuova. In questo processo l’artista attribuisce centrale importanza al gesto, inteso come modalità semplice e diretta per misurare se stesso in un mondo che percepiamo costantemente sotto i nostri piedi. Alleggerire la nostra presunta centralità, suggerisce Bonotto, potrebbe metaforicamente sollevarci da terra. Di rilievo è anche il rapporto di amicizia e collaborazione instaurato con lo street artist genovese Labadanzky, con il quale condivide l’urgenza di utilizzare, nella pratica artistica, materiali già transitati attraverso i circuiti della società urbana. Dal dialogo epistolare tra i due nasce una collaborazione che porta Bonotto a essere invitato, con una selezione di sue opere, allo show personale di Labadanzky tenutosi nel settembre 2023 presso Studio Sinapsi, a Torino.

Bonotto was born in San Donà in 1980. He enrolled in the Academy of Fine Arts in Venice, Painting Department, where he graduated in 2006. During his studies he mainly produced installations and took part in several group exhibitions with pop-oriented woodcuts. He later abandoned all figurative approaches and focused his research on the confrontation and collision between heterogeneous materials, working on large panels. Of particular interest is the series “Sacche” (“Bags”), wooden works that the artist describes as universal containers of diversity. In the series “Riserve” (“Reserves”), his reflection shifts to the excessive use of plastic, from which emerges an imaginary of desertified landscapes where all that remains are arid mirrors. Since adolescence, Bonotto has been actively involved, both at the design and production stages, in artistic groups linked to the Carnival Movement of his hometown, significantly exploring the popular and participatory dimension of making art together with many other artists, in close contact with the public. Among the projects dearest to him is “Lands”, a work in which the audience is invited to intervene directly on the piece, modifying it. Noteworthy in this context is the event “Arte tra mare e cielo” (“Art Between Sea and Sky”), where the installation was presented on the shoreline of Jesolo beach. From “Lands” stemmed the motivations that led him to the creation of “Man in fly”. “Man in fly” was indeed developed as an evolution of “Lands”, in which Bonotto placed at the centre the need for dialogue between “lands”. Through the use of materials such as soil and a reflection on the intrinsic relationship between its processing and human activity, the artist’s focus turned to road construction sites, in particular to the yellow triangular warning signs depicting a stylised figure (men at work, “lavori in corso”). His analysis led him to the need to create a new dimension in which that little man, by now a daily icon of the urban landscape, could literally rise to a new “nature”. The fact that, in road signage, the figure is always shown bent over and visually connected to a heap of earth did not convince him; from there he developed techniques aimed at modifying and reinterpreting that graphic symbol, generating a new one. In this process, the artist attributes central importance to the gesture, understood as a simple and direct way to measure himself in a world we constantly perceive as lying beneath our feet. Lightening our presumed centrality, Bonotto suggests, might metaphorically lift us off the ground. Also significant is the relationship of friendship and collaboration established with the Genoa-based street artist Labadanzky, with whom he shares the urgency of using, in artistic practice, materials that have already circulated within the systems of urban society. From the epistolary exchange between the two, a collaboration emerged that led to Bonotto being invited, with a selection of his works, to Labadanzky’s solo show held in September 2023 at Studio Sinapsi in Turin.