David (Zeb) Fedi – Zeb!!!

Montecatini Terme - 29/09/2012 : 14/10/2012

Mostra di pittura di David Fedi (in arte Zeb) dal titolo “Zeb!!! È vent'anni he mi sembra di parla' co' muri” curata da Filippo Lotti, curatore d'arte, nonché mecenate e collezionista delle opere di Fedi.

Informazioni

  • Luogo: MC TERME (CON)TEMPORARY ART
  • Indirizzo: via Toti 26 - Montecatini Terme - Toscana
  • Quando: dal 29/09/2012 - al 14/10/2012
  • Vernissage: 29/09/2012 ore 17.30
  • Autori: David (Zeb) Fedi
  • Curatori: Filippo Lotti
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Venerdì 16.00-19.00 / Sabato e Domenica 10,30-12,30 e 16,00-19,00
  • Biglietti: ingresso libero
  • Email: flippolotti@interfree.it
  • Patrocini: Comune di Montecatini Terme - Assessorato alla Cultura

Comunicato stampa

MONTECATINI TERME Si inaugura sabato 29 settembre 2012 alle ore 17.30 a Montecatini Terme (Pt) presso lo spazio espositivo “McTerme (Con)temporary Art” (via Toti 26), la mostra di pittura di David Fedi (in arte Zeb) dal titolo “Zeb!!! È vent'anni he mi sembra di parla' co' muri” curata da Filippo Lotti, curatore d'arte, nonché mecenate e collezionista delle opere di Fedi



Esposizione patrocinata dal Comune di Montecatini Terme - Assessorato alla Cultura e realizzata in collaborazione con la Cooperativa Giodò che gestisce lo spazio, unitamente a FuoriLuogo-servizi per l'arte e l'associazione culturale “La Ruga”, riunisce una trentina di opere che ripercorrono il percorso artistico di Fedi tra il 1997 e il 2003.

Le opere di Zeb ritornano in mostra, dopo la recente esposizione di Castiglioncello, in un'altra prestigiosa città che ha voluto tributare omaggio a questo grande artista livornese, grazie alla passione per l'arte dell'assessore alla cultura Bruno Ialuna e al suo impegno nel promuovere giovani artisti di valore all'interno dello spazio espositivo montecatinese da lui voluto.



Nel maggio 2008 l'inspiegabile scomparsa di Fedi. Da allora ad oggi la storia del fantomatico Zeb è diventata cronaca. Da allora un mistero avvolge la figura di questo singolare artista che ha scelto come alter ego il personaggio di Diabolik e come forma di comunicazione più eclatante le scritte sui muri.

Zeb ha imperversato per anni scrivendo sui muri di tutta la città di Livorno. Battute in vero stile livornese, divertenti e dissacranti ma mai cattive.

Invece nelle imprese dell'inafferrabile personaggio mascherato, Fedi ha cercato una vita altra, da vendicatore di sé stesso e delle vittime delle ingiustizie e delle prevaricazioni, un moderno e solitario Robin Hood che combatte per una società più equa e giusta. Se Diabolik con spregiudicatezza finalizza le sue vendette ad un riscatto economico, Zeb ha avuto come obbiettivo la sensibilizzazione dei suoi “lettori” verso le vessazioni sempre più pressanti che la società globalizzata impone a tutti noi.

Il tratto comune fra lui e il personaggio creato dalla fantasia delle sorelle Giussani è rappresentato da una sorta di codice d'onore che va oltre la soglia del bene e del male e che autorizza i due a combattere, per legittima difesa, con cinismo e senza sconti una continua battaglia contro chi ammorba la società facendosi scudo con l'ipocrisia, il perbenismo, la falsità, il doppiogiochismo. Trasgrediscono entrambi contro gli usurpatori di una carica immeritata, di una posizione sociale raggiunta in maniera fraudolenta, di una collocazione gerarchica frutto di nepotismo anziché di valori meritocratici.

Se questa è la principale peculiarità dello Zeb writer, quella del suo omologo, l'artista David Fedi impegnato a raffigurare su tela le avventure di Diabolik e della fedele compagna Eva Kant, è rappresentata dalla vocazione a raccontare storie che si sviluppano - contrariamente a quelle dei fumetti che hanno come protagonista l'uomo senza identità - in senso verticale tributando un esplicito omaggio all'arte dell'amato conterraneo Modigliani e a quella di Picasso.

Artisticamente anarchico come loro, Zeb frantuma le geometrie euclidee, scompone le architetture razionali, deforma le figure canonizzate allungandone i contorni e avvolgendole in linee sinuose che contribuiscono a creare situazioni misteriose perfettamente in chiave con la sua visione del mondo che osserva, celandosi dietro la maschera di Diabolik, e scandaglia, attraverso gli occhi algidi dell'amato eroe di carta, alla ricerca delle cause del malessere quotidiano che lo attanaglia.