das – dialoghi artistici sperimentali 2022

Bologna - 18/01/2022 : 25/04/2022

Quinta edizione di das - dialoghi artistici sperimentali dal titolo “MUTAMENTI. Le metamorfosi sintetiche”, la rassegna di CUBO dedicata al dialogo artistico e culturale sui temi della contemporaneità e territorio di confronto tra artisti della new generation.

Informazioni

Comunicato stampa

¬CUBO presenta la quinta edizione: das-dialoghi artistici sperimentali
MUTAMENTI. Le metamorfosi sintetiche
di fuse* e Francesca Pasquali
a cura di Federica Patti

Bologna, 10 gennaio 2022

Dal 18 gennaio al 22 maggio 2022, CUBO - Museo d’impresa del Gruppo Unipol, mantenendosi fedele al proprio calendario espositivo, nella settimana dedicata ai linguaggi più sperimentali, promuove la quinta edizione di das - dialoghi artistici sperimentali, progetto espositivo e culturale sui temi della contemporaneità che nasce come territorio di confronto – di contenuti, tecniche, linguaggi – tra diversi registri dell’arte contemporanea con esponenti della new generation.
Mutamenti

Le metamorfosi sintetiche di fuse* e Francesca Pasquali è il titolo del progetto curato da Federica Patti per das05 che vede il contributo della Biblioteca Universitaria di Bologna, dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna.
Per questa edizione CUBO Unipol si concentra sull’idea di mutevolezza, caducità, evoluzione che le nozioni, le immagini, i supporti, le tecnologie e gli elementi culturali attuano nel tempo, incessantemente, proprio come i processi di trasformazione che avvengono in natura. La doppia esposizione pensata per das05 propone un’esperienza diffusa, immersiva e variegata che coinvolge i diversi spazi di CUBO (Porta Europa e Torre Unipol); una video installazione, accompagnata da una serie di stampe realizzate secondo diversi metodi, interventi open air e un’installazione site specific sonorizzata in cui perdersi, da porre in dialogo visivo e diretto con artefatti antichi e originali e con elementi architettonici e naturali.

Opere e interventi di fuse* e Francesca Pasquali che generano una forte ambiguità rispetto “a cosa sia cosa”: un corto circuito fra permanente ed effimero, unico e plurale, naturale e artificiale e fantastico, in cui perdersi per riscoprire nuovi punti di vista. Le cangianti rappresentazioni digitali e i materiali plastici sembrano qui ricreare più efficacemente la dimensione viva, metamorfica, evolutiva dell’esistenza.
Artificial Botany, cuore del progetto espositivo per das05 a CUBO in Porta Europa, è un sistema in real time creato da fuse* per esplorare le potenzialità espressive delle antiche illustrazioni botaniche attraverso l'utilizzo di algoritmi di machine learning. Un sistema di GAN (Generative Adversarial Network) è stato allenato con diversi dataset di immagini (immagini di foreste, illustrazioni botaniche, immagini di foglie); grazie all'addestramento competitivo delle due reti neurali, il sistema è in grado di ricreare nuove immagini artificiali inedite, che mantengono elementi morfologici simili alle immagini originali. Affinando il modello e integrando il concetto di transfer learning a modelli precedentemente sviluppati, Artificial Botany genera un immaginario dall'estetica complessa, peculiare, aliena.
La ricerca si è sviluppata attingendo da archivi di pubblico dominio contenenti illustrazioni botaniche dei più grandi artisti del genere, tra cui Maria Sibylla Merian, Pierre-Joseph Redouté, Anne Pratt, Mariann North ed Ernst Haeckel. Prima dell'invenzione della fotografia, le illustrazioni botaniche e gli erbari, infatti, erano l'unico modo per archiviare visivamente le molteplici varietà di piante esistenti al mondo e per carpirne l’essenza prima che la loro naturale evoluzione portasse alla successiva metamorfosi.
Fra i più antichi e conosciuti erbari, quello di Ulisse Aldrovandi è ancora oggi riferimento di una forma mentis e di un metodo: iniziato nel 1551, oggi completamente digitalizzato ad alta risoluzione e fruibile online. In occasione delle celebrazioni dei 500 anni dalla nascita dello studioso, CUBO Unipol entra in relazione con la Biblioteca Universitaria di Bologna esponendo il XVIII Volume dell’erbario dipinto originale accanto alle creazioni digitali di fuse*.
Contemporaneamente, negli spazi del 25esimo piano, Labirinto_Innesti armonici di Francesca Pasquali trasforma CUBO in Torre Unipol in un mondo incantato, una foresta sintetica magicamente comparsa dal nulla e prepotentemente insinuata tra le architetture custodi del nostro presente. Una giungla di morbidi filamenti sospesi, cascate zampillanti realizzati con materie plastiche e setole di vario spessore all’interno delle quali si irradiano suggestioni luminose e sonore di diversa frequenza, accoglie ora una vegetazione che durante i mesi si è trasformata, insinuandosi tra i materiali sintetici. Dal Neolitico ad oggi, il segno iconografico del labirinto è testimone di una forza primigenia profondamente radicata, un'idea archetipa universale e assoluta che evidenzia, nella sua stessa forma figurale, quell'itinerario mentale - il labirinto della mente - che ha accompagnato l'umanità nella storia e nel suo tortuoso cammino di conoscenza e coscienza. Impossibile non ricollegarne la forma all’immagine delle involuzioni del cervello, e all’intreccio delle reti neurali artificiali.
Un singolare percorso invita il pubblico ad un cammino sonoro e sensoriale attraverso il Labirinto di Francesca Pasquali, tra artificio e natura, materia e ambiente, luci e suoni, seguendo la musica come filo di Arianna.


Inaugurazione di das05 - Mutamenti. Metamorfosi sintetiche di fuse* e Francesca Pasquali.
Martedì 18 gennaio 2022:
ore 18:00 - Artificial Botany, c/o CUBO in Porta Europa
ore 21:00 - Labirinto _Innesti armonici, c/o CUBO in Torre Unipol

CUBO Art Week
venerdì 21 gennaio ore 18:00 Meet the Artist w/Francesca Pasquali, c/o CUBO in Torre Unipol
venerdì 21 gennaio ore 21:00 Meet the Artist w/fuse*, c/o CUBO in Porta Europa
sabato 22 gennaio ore 15:00 Masterclass “Arte e Intelligenza Artificiale - Decolonizing knowledge through AI” a cura di RE:Humanism, c/o CUBO in Porta Europa
domenica 23 gennaio ore 17:00 e ore 19:00 - SoundLAB – performance musicale con Pasquale Mirra c/o CUBO in Torre Unipol

Public Program
Le tematiche alla base della mostra si ritrovano nel più ampio programma di questa quinta edizione di das - dialoghi artistici sperimentali - che prevede incontri e approfondimenti dove le arti si confrontano con le nuove tecnologie digitali. Da febbraio a maggio, un calendario di appuntamenti dispiega il progetto espositivo e ne declina gli argomenti salienti aprendo al dialogo artistico e alla contaminazione multidisciplinare.
Tutti gli incontri si svolgeranno in modalità mista - presenza con prenotazione e live streaming sulla piattaforma di CUBO accessibile dal sito www.cubounipol.it e sui canali social.

Biografie – gli artisti

fuse* è uno studio d’arte multidisciplinare fondato nel 2007 che esplora le possibilità espressive date dall’uso creativo delle tecnologie digitali al fine di interpretare la complessità dei fenomeni umani e naturali. Sin dalle origini la ricerca dello studio ha avuto come obiettivo primario la creazione di installazioni e performance multimediali capaci di coinvolgere profondamente il pubblico amplificando l’impatto emotivo della narrazione. Nel corso degli anni lo studio si è evoluto, tendendo verso un approccio sempre più olistico alla creazione di nuovi progetti. Affidandosi ad un modus operandi che valorizza la sperimentazione pura, l’intento è quello di realizzare opere in grado di ispirare le persone, spostare i confini e cercare nuove connessioni tra luce, spazio, suono e movimento. Fuse* lega da sempre il proprio sviluppo a quello della comunità in cui opera sostenendo, promuovendo ed ideando progetti che hanno come obiettivo la diffusione della cultura e della conoscenza. Con questo intento dal 2016 co-produce il festival di musica elettronica ed arti digitali NODE. Nel corso degli anni fuse* ha presentato le sue opere e produzioni a livello
internazionale in istituzioni d’arte e festival tra cui Mutek, TodaysArt, Sonar Istanbul, Artechouse, STRP Biennal, RomaEuropa, Kikk, Scopitone ed il National Centre for the Performing Arts of China.
Francesca Pasquali
Francesca Pasquali conduce una puntuale ricerca attraverso i materiali di uso domestico e industriale rintracciabili nelle produzioni artificiali, recuperandone le effettive potenzialità plastico-scultoree volte a stimolare un atteggiamento proattivo dell'osservatore. Ogni sua opera diventa un dispositivo visivo e relazionale che si inserisce tra lo spettatore e l'ambiente circostante, in grado di far scaturire altre letture della realtà e a stimolare nuove riflessioni. Francesca Pasquali ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 2013 con altri artisti e la curatrice Ilaria Bignotti, ha fondato il movimento di arte e cultura Resilienza italiana, con lo scopo di sviluppare il dibattito internazionale sulla scultura di generazioni di artisti contemporanei ed emergenti. Nel dicembre 2015 nasce il Francesca Pasquali Archive, coordinato da Ilaria Bignotti quale direttore scientifico, con lo scopo di archiviare, conservare, tutelare e promuovere la sua produzione artistica attraverso progetti in corso e in futuro da sviluppare con Enti pubblici e privati, e per diffonderne il linguaggio con innovativi sistemi di comunicazione.
Biografia – la curatrice

Federica Patti è storica dell’arte, docente e curatrice indipendente, la cui ricerca si concentra sulle arti multimediali digitali, su progetti interattivi e partecipativi, sulle live media performance con una propensione all’apertura e alla contaminazione verso pubblici e spazi non convenzionali. Vincitrice della nona edizione dell'Italian Council nel 2020, attualmente collabora con diverse realtà istituzionali e indipendenti nell'ideazione e realizzazione di mostre e attività educative legate ai temi di arte, scienza, nuove tecnologie. E' membro del collettivo LaRete Art Projects e di IKT – International Association of Curators of Contemporary Art. Scrive per Exibart e Creativeapplication.net.

Perché per il Gruppo Unipol pensare alle persone significa pensare anche a ciò che amano: l’arte.