D’Apres Giorgio #5 meeting

Roma - 07/12/2012 : 07/12/2012

Francesco Stocchi condurrà una visita guidata personalizzata del progetto espositivo D'après Giorgio, a cura di Luca Lo Pinto, in corso fino al 27 gennaio 2013 presso la Casa-museo Giorgio de Chirico a Roma. Un'opportunità per riflettere sui processi interpretativi e sulle modalità con le quali persone diverse possono guardare allo stesso oggetto o, come in questo caso, ad un'esposizione. Installazioni, dipinti, disegni, sculture, fotografie, sono realizzati appositamente da artisti italiani e stranieri nell'intento di offrire un secondo livello di lettura della Casa-museo. Per l'occasione verrà presentata una nuova opera in mostra: Portrait of Alfredo Casella, 1924, 2012, dell'artista Patrizio di Massimo.

Informazioni

Comunicato stampa

Fondazione Giorgio e Isa de Chirico

presenta

D'APRÈS GIORGIO
un progetto a cura di Luca Lo Pinto

Fondazione Giorgio e Isa de Chirico
Piazza di Spagna 31, Roma

fino al 27 gennaio 2013

Prosegue fino al 27 gennaio 2013 presso la Casa-museo Giorgio de Chirico di Roma il progetto espositivo D'après Giorgio, ideato e curato da Luca Lo Pinto, che prevede gli interventi di diversi artisti italiani e stranieri di livello internazionale, invitati a dialogare con le opere, gli oggetti e l'architettura della Casa-museo de Chirico



La mostra si articola in un ampio arco di tempo e coinvolge artisti volutamente eterogenei fra loro per generazione, poetica e ricerca stilistica: Alek O, Darren Bader, Nina Beier, Carola Bonfili, Benny Chirco, Patrizio di Massimo, Giulio Frigo, Martino Gamper, Paul Armand Gette, Nicholas Hatfull, Mino Maccari, Tobias Madison & Kaspar Müller, Marcello Maloberti, Carlo Mollino, Momus, Olaf Nicolai, Henrik Olesen, Luigi Ontani, Nicola Pecoraro, Emilio Prini, Dan Rees, Izet Sheshivari, Alexandre Singh, John Stezaker, Luca Trevisani, Luca Vitone e Raphäel Zarka e altri a venire.

I lavori esposti - installazioni, dipinti, disegni, sculture, fotografie – sono realizzati appositamente per i suggestivi spazi della casa in cui de Chirico abitò negli ultimi trent’anni della sua vita, sviluppata sui tre piani superiori del seicentesco Palazzetto dei Borgognoni in Piazza di Spagna, nel cuore di quello che fu considerato il centro culturale e artistico della città fin dal XVII secolo. Come altre celebri case-museo, quali il Museo Praz, il Soane Museum o il Freud Museum, anche la casa di Giorgio de Chirico stimola il visitatore a riflettere su tematiche inerenti al ritratto, alla memoria, all’idea di collezione, al rapporto fra pubblico e privato. Se le opere pittoriche, grafiche e scultoree testimoniano la fervida attività del de Chirico artista, l’arredamento e gli oggetti presenti nella casa ne svelano un lato più intimo e personale.

In questo contesto, gli artisti invitati al progetto sono stati chiamati a intervenire con opere non invasive, in grado di relazionarsi con lo spazio e di mimetizzarsi in esso, al fine di creare vari e molteplici livelli narrativi e interpretativi. “D’après Giorgio si propone di creare un secondo livello di lettura della Casa-museo per le persone che la visitano e di offrire un nuovo punto di vista su de Chirico, attraverso il dialogo instaurato con gli artisti contemporanei” – spiega Luca Lo Pinto – “Il titolo della mostra fa riferimento ai famosi ‘d’après’ dello stesso de Chirico ed è un modo di rendere omaggio a una figura cardine dell'avanguardia del Novecento, la cui influenza sulle nuove generazioni di artisti persiste ancora oggi. Nel contempo è l’occasione per far conoscere la Casa-museo a un pubblico sempre più ampio, attraverso una mostra pensata come una lunga storia, con le opere a fungere da capitoli, al fine di produrre una narrazione al tempo stesso dilatata e frenetica, didascalica e sfuggente, intima e concettuale”.

I lavori vengono presentati in più fasi: nel corso dei mesi nuove opere di nuovi artisti vanno ad aggiungersi a quelle già presenti, in modo da creare un "museo nel museo" in fieri. I visitatori sono accompagnati da un responsabile della Fondazione, che illustra la casa e il progetto creando, con la propria interpretazione, un ulteriore livello narrativo.
In occasione della mostra Momus ha realizzato un lavoro audio che funge da colonna sonora, mentre lo staff del museo indossa delle divise disegnate ad hoc dalla designer Julia Frommel. Inoltre, per tutta la durata del progetto viene presentata per la prima volta al pubblico una serie di fotografie tratte dall'archivio della Fondazione.

Il catalogo è concepito come un’opera d’arte da Izet Sheshivari ed è composto da 365 pagine, corrispondenti ciascuna a un giorno dell’anno in cui si svolge la mostra.