Dante…Vale

Viareggio - 17/03/2021 : 17/04/2021

La mostra presenta bozzetti originali dei carri allegorici realizzati dai maestri del Carnevale di Viareggio negli ultimi anni , abbinati a ingrandimenti di particolari significativi di 2.50 x 2 metri.

Informazioni

Comunicato stampa

Lo sguardo arguto degli artisti del Carnevale di Viareggio per un originale omaggio al Sommo Poeta nell’anniversario dei 700 anni dalla morte. Il parallelismo tra le allegorie della poetica dantesca e quelle dei maestri artisti nella storia del Carnevale è raccontato nel percorso di questa mostra. Attraverso i bozzetti originali delle costruzioni allegoriche è possibile narrare la modernità dell’opera dantesca a cui gli artisti del Carnevale di Viareggio, oggi dopo 700 anni dalla morte, continuano a riferirsi per rappresentare la nostra attualità

D’altronde il Carnevale di Viareggio nella sua lunga storia di 148 anni con la sua satira, la sua allegoria, la fantasia dei suoi artisti, ha tratteggiato la storia politica, culturale, economica del nostro Paese, senza tralasciare eventi e avvenimenti di interesse internazionale.


"Non è certo ma verosimile che il Genio del Carnevale di Viareggio e il Genio della lingua italiana si siano incontrati in qualche luogo dello spazio curvo del tempo, come generalmente accade agli Spiriti, per trovare il modo di esorcizzare o per lo meno rimediare ai disastri combinati dagli umani. Non si spiegherebbe diversamente la nascita dell’altro mondo, ma soprattutto dell’Inferno con i suoi abitanti, affluiti in abbondanza da città murate, castelli, limousine e loft del vecchio pianeta.

Sì, perché Dante e Carnevale si sono ritrovati d’istinto nel rintracciare con notevole puntualità i potenti di turno.
Cosa non facile perché a confondere le acque ci sono sempre i corruttori, gli adulatori e i furbi che si fanno politici, allora come oggi.
E’ così che il rapporto fra poesia e maschera ha privilegiato legittimamente l’inferno. Nell’inferno c’è tutto infatti, demonio compreso.
Già il demonio, ma che cos’è? Per i due Spiriti eletti non vi sono dubbi: è l’ego, tranquillamente installato nella coscienza, chi più chi meno, chi in un modo chi un altro.
Ci ha pensato lo Spirito del Carnevale a personalizzare, disegnare, camuffare, animare e finalmente sbeffeggiare il grande Corruttore. Certamente lo Spirito di Dante era già andato sul sicuro, avendo intravisto in tempo utile quell’oscuro luogo che va dritto all’ombelico della terra, ma lo spirito del Carnevale forse ha fatto qualcosina in più: ci ha riso sopra."

Sergio Talenti