Dante illustrato

Firenze - 21/11/2011 : 26/02/2012

La mostra presenta 64 fotografie realizzate per illustrare l’edizione della Divina Commedia del 1898. Questa mostra fa parte di una serie di esposizioni, iniziate nel 2002, che hanno la finalità di valorizzare il patrimonio del Gabinetto Fotografico.

Informazioni

Comunicato stampa

Lunedì 21 novembre alle ore 12.00 presso la Sala del Camino al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi si inaugura la mostra fotografica Dante illustrato Paesaggi per la Divina Commedia, che presenta 64 fotografie realizzate per illustrare l’edizione della Divina Commedia del 1898.
Questa mostra fa parte di una serie di esposizioni, iniziate nel 2002, che hanno la finalità di valorizzare il patrimonio del Gabinetto Fotografico.


La Divina Commedia illustrata, curata da Corrado Ricci nel 1898, ha la caratteristica, per i tempi estremamente innovativa, di essere illustrata con fotografie

Le fotografie di questa mostra sono state realizzate da Giuseppe Cremoncini per la prima edizione. Sono poi state donate, nel 1916, al Gabinetto Fotografico, che Corrado Ricci aveva fondato nel 1904.
Questi negativi sono stati donati probabilmente per ricordare il loro autore prematuramente e tragicamente scomparso, al Soprintendente Giovanni Poggi.

L’impresa di illustrare il nostro poema nazionale è assai ardua.
Il conte Giovanni Acquaderni di Bologna, collaboratore del Ricci nell’impresa di procurarsi foto per il Dante, mette in contatto il Ricci con Giuseppe Cremoncini di Firenze, accordandosi perché girasse per tutta la Toscana, per riprodurre “paesi, castelli, valli, fiumi, da Talamone, in Maremma, a Certaldo, da Campi a Chiusi, dalla foce dell’Arno alle fonti del Tevere”.
Entro il 1894 Cremoncini completa l’incarico ricevuto dal Ricci. 34 fotografie saranno pubblicate nei volumi del Dante illustrato del 1898.
Giuseppe Cremoncini nasce a Firenze il 4 marzo 1869.
Appartiene alla borghesia imprenditoriale fiorentina di fine secolo, si dedica prevalentemente agli affari di famiglia insieme al padre. Si divide fra l’attività di commerciante e quella che egli inizia fin da molto giovane, per passione e diletto, la fotografia.
Purtroppo un destino crudele si abbatte sulla figura di questo giovane iniziato all’arte fotografica: nel pomeriggio del 31 dicembre del 1897 un tragico incidente avvenuto proprio all’interno del magazzino del suo negozio, durante l’accensione di un lume a gas, operazione che Giuseppe esegue insieme al commesso per illuminare i locali, stronca all’istante la vita di Giuseppe.
Le fotografie di Giuseppe Cremoncini, unica testimonianza rimastaci di questo giovane morto a 28 anni, ci restituiscono la volontà di esplorare e documentare i luoghi danteschi, ai limiti del possibile, con uno sforzo di ricerca e di ripresa, che fornisce uno strumento di avvicinamento al poema più innovativo possibile, a testimonianza dell’impulso dato all’uso della fotografia in operazioni culturali di altissimo livello.