Daniele Nitti Sotres – A ferro e fuoco
Lo scultore milanese presenta, nello spazio de ‘Il Triangolo Nero’, una accurata e meditata scelta di opere eseguite prevalentemente nel biennio 2024/25.
Comunicato stampa
Mai titolo di mostra, ideato e voluto dallo stesso Daniele Nitti Sotres, è stato così puntuale nel definire le coordinate che tessono l'architettura della mostra alessandrina di uno degli scultori emergenti più interessanti e vitali nel panorama artistico italiano... e non solo!
Lo scultore milanese presenta, nello spazio de 'Il Triangolo Nero', una accurata e meditata scelta di opere eseguite prevalentemente nel biennio 2024/25. Daniele ha predisposto una piccola e articolata disseminazione di sculture sulle basi di appoggio, quindi con visione a tutto tondo, in dialogo con un nucleo equivalente, con visione frontale, 'abbarbicate' alle pareti.
Gli elementi che concorrono alla realizzazione di queste opere tridimensionali sono il ferro e la terracotta ma nella ormai importante storia di Nitti si sono viste spesso anche presenze di legno pietra e vetro. Questi materiali sono assemblati con abilità, sicurezza e prorompente forza compositiva. Gli elementi di ferro, nastri e verghe, si torcono, con la regia di Daniele, come tentacoli nell'inglobare e 'divorare' i nuclei interni, imprigionando le forme di terracotta plasmate e modellate con sicuro e carezzevole gesto manipolatorio. Il risultato è sempre un mix perfetto di strutture ferrose, torte e ritorte con memorie "Chillidiane", che avvolgono concrezioni di terre che spesso presentano suggestive e innovative 'illazioni' cromatico-pittoriche.
Ci piace comunque sintetizzare il fare arte di Nitti Sotres con una significativa frase/considerazione estrapolata da un recente testo di presentazione di Mara De Fanti per lo 'Studio d'Arte del Lauro': "Ogni scultura è come un micro cosmo che contiene in sé tutte le informazioni necessarie alla creazione di un universo".
Infine, a complemento delle opere in terza dimensione, nella saletta sono presenti alcuni esemplari di opere delle serie "Scartificazioni" e "Angoli svelati" nelle quali il materiale carta è visto dal nostro artista come una apertura/inseminazione verso nuovi spunti di libera leggerezza e di raffinata ricerca minimale.