Daniel Libeskind – Disegni architettonici

Torino - 16/05/2013 : 30/06/2013

“Never Say the Eye is Rigid: Architectural Drawings of Daniel Libeskind”, la prima mostra con i disegni architettonici dell’artista di fama mondiale. La mostra riunisce 52 disegni originali che risalgono a 8 diversi progetti di Libeskind realizzati per la Germania, l’Italia, la Polonia, gli Usa e l’Inghilterra, inclusi i lavori più rappresentativi dell’artista, ossia il Museo Ebraico di Berlino (2001) e il Master Plan di Ground Zero (2003).

Informazioni

Comunicato stampa

Giovedì 16 Maggio la Ermanno Tedeschi Gallery di Torino inaugura “Never Say the Eye is Rigid: Architectural Drawings of Daniel Libeskind”, la prima mostra con i disegni architettonici dell’artista di fama mondiale. La mostra riunisce 52 disegni originali che risalgono a 8 diversi progetti di Libeskind realizzati per la Germania, l’Italia, la Polonia, gli Usa e l’Inghilterra, inclusi i lavori più rappresentativi dell’artista, ossia il Museo Ebraico di Berlino (2001) e il Master Plan di Ground Zero (2003)

Come in un vero tour, dopo aver esposto a Roma e ora nel capoluogo piemontese, i lavori di Libeskind saranno messi in mostra anche alla Ermanno Tedeschi Gallery di Milano (settembre), di Tel Aviv (novembre), per poi tornare a New York per un grande evento di chiusura del progetto curato da Ermanno Tedeschi, in collaborazione con la Mapei.

I 52 disegni mettono in mostra un’ampia gamma di stili e tecniche dal classico disegno a linea, fino ai vividi acquarelli a colori e agli schizzi a mano libera. Ciò che li accomuna, è una connessione tra le idee filosofiche sottostanti uno specifico progetto e le caratteristiche estetiche di quel progetto stesso- il suo particolare colore, animo, postura e tensione. Dalla maestosità del rotolo che raffigura la visione per il Masterplan del World Trade Center di New York, presso Ground Zero, all’intimità che caratterizza gli schizzi per il Museo Ebraico di Berlino, il visitatore è accompagnato da Daniel Libeskind in un percorso personale tramite alcuni tra suoi progetti più noti.

I progetti

1. 18.36.54 House (casa privata, Connecticut, USA; 2010)
2. City Edge Competition (Piano di sviluppo urbano; Berlino; 1987)
3. Fiera di Milano (Residenziale, sviluppo di uffici e commercio in dettaglio, Milano; 2015)
4. Ground Zero Master Plan (New York City; 2003)
5. Museo Ebraico di Berlino (Berlino; 2001)
6. Museo di Storia Militare (Estensione; Dresden; 2011)
7. Museo di Victoria e Alberto (Estensione proposta; Londra; 1996)
8. Zlota 44 (Appartamenti; Warsaw; 2013)

La filosofia

Nel suo memoriale del 2004 “Breakind Ground: Adventures in Life and Architecture”, Libeskind tratta in modo eloquente il tema della centralità del disegno nel suo processo creativo. “L’atto fisico di disegnare con una mano – spiega Libeskind - è una parte importantissima del processo architettonico. Un architetto ha bisogno di sapere come disegnare, senza una connessione tra occhio, mano e mente, il disegno dell’edificio perderebbe l’anima umana che lo caratterizza e diventerebbe esercizio astratto. Sostengo inoltre che solo disegnando, gli architetti raggiungono i cosiddetti momenti Proustiani, quegli istanti in cui accidentalmente inciampano in pietre della mente, innescando ricordi che magicamente sbloccano quelle visioni che conducono alla vera arte.”

Prima di iniziare la sua prima costruzione, il Museo Ebraico di Berlino, Libeskind ha oltrepassato i limiti del disegno architettonico. Le sue prime raccolte di disegni, “Micromegas” e “Chamberworks” che vanno dal 1970 al 1980, sfidano il significato di architettura contemporanea e allo stesso tempo portando avanti l’idea Rinascimentale per cui il disegno non è solo un mero strumento per raggiungere lo scopo, ma è fine a se stesso, è il vero cuore, la linfa dell’architettura.

A dire il vero, la passione per il disegno di Libeskind risale alla sua infanzia, quando il suo “disegno ossessivo” preoccupava “la sua brillante e audace mamma, Dora, una profonda influenza nella mia vita”, scrive l’artista in “Breakind Ground”.

“Una tarda notte, ha versato del the a entrambi e si è seduta con me attorno al tavolo della cucina, dove stavo disegnando compulsivamente. “E quindi vuoi diventare un’artista?” mi chiese, come se stesse per fare una battuta, ma era seria in quel momento. “Vuoi finire affamato in una soffitta da qualche parte, senza soldi sufficienti per comprarti una matita? E’ questa la vita a cui aspiri? Diventa un architetto. L’architettura è un mercato e una forma d’arte”. E poi, disse qualcosa che dovrebbe rallegrare ogni architetto: “ Tu puoi sempre fare dell’arte nell’architettura, ma non puoi fare architettura nell’arte. In questo modo, prenderai due pesci con un amo.” Come dimostrano i disegni della mostra, l’artista prese davvero in considerazione il consiglio della madre.

Libeskind e la Ermanno Tedeschi Gallery protagonisti del Salone del Libro di Torino

Il 16 Maggio Daniel Libeskind sarà protagonista di una lectio magistralis al Salone del Libro, poche ore prima dell’inaugurazione della mostra alla Ermanno Tedeschi Gallery. Il maestro del decostruttivismo che ha firmato alcune delle più importanti opere al mondo, svelerà i fondamenti della sua architettura e la filosofia che l’accompagna. Ma il Salone del Libro di Torino vede ancora una volta protagonista l’Ermanno Tedeschi Gallery con il progetto di Luca Beatrice “Dall’idea al chiodo: dieci musei e fondazioni e tredici gallerie per raccontare la creatività nell’arte contemporanea”. Il gallerista torinese sarà parte centrale di questo percorso artistico con le sue opere che saranno esposte al pubblico negli spazi aperti al pubblico del Salone.

Ermanno Tedeschi e la Mapei portano le opere di Daniel Libeskind in “tour” per l’Italia

“Dopo il successo di Roma, ora la mostra si sposta nel cuore del Nord Italia a Torino”, ha detto Ermanno Tedeschi. “La visione di Daniel è davvero convincente. Con questa mostra, il pubblico avrà la rara possibilità di ammirare i lavori di questo incredibile artista da un punto di vista completamente nuovo”. La mostra di Libeskind sarà un vero e proprio tour espositivo per l’Italia attraverso le Ermanno Tedeschi Gallery e grazie al prezioso contributo della Mapei, che da sempre sposa progetti di alto profilo culturale. Seguirà all’esposizione di Torino quella di Milano, a settembre. Infine, il tour terminerà in Israele, alla Ermanno Tedeschi Gallery di Tel Aviv. Le opere torneranno poi a New York per una mostra complessiva. Quello del gallerista Ermanno Tedeschi e della Mapei è un progetto culturale di grande prestigio, che grazie ai tre spazi espositivi in Italia darà vita al primo tour italiano delle opere di uno dei più importanti architetti del mondo.