Cytter | Kimsooja | Maloberti

Milano - 24/09/2014 : 13/11/2014

Raffaella Cortese è lieta di annunciare l'apertura del terzo spazio della galleria in via Stradella 4, che inaugurerà con una mostra personale di Marcello Maloberti. In contemporanea, saranno inaugurate le mostre di Keren Cytter in via Stradella 7 e di Kimsooja in via Stradella 1.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA RAFFAELLA CORTESE
  • Indirizzo: Via Alessandro Stradella 7 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 24/09/2014 - al 13/11/2014
  • Vernissage: 24/09/2014 ore 19-21
  • Autori: Keren Cytter, Marcello Maloberti, Kimsooja
  • Generi: arte contemporanea, inaugurazione, personale
  • Orari: martedì - sabato 10-13; 15-19.30 e su appuntamento

Comunicato stampa

Raffaella Cortese è orgogliosa di prensentare la seconda mostra personale di Keren Cytter.

Vincitrice del Premio Absolute nel 2009, Keren Cytter realizza film, video installazioni e disegni che raccontano la realtà sociale sperimentando diverse modalità narrative. Caratterizzati da una logica ciclica e non lineare, i film di Keren Cytter consistono in una stratificazione di immagini, conversazioni, monologhi e voci fuori campo combinati in modo da minare le convenzioni linguistiche e i meccanismi interpretativi tradizionali. Questi montaggi di impressioni, ricordi e fantasie creano composizioni poetiche e autoreferenziali, che rimandano ai video amatoriali



Cytter presenta al pubblico italiano il suo video recente Siren (2014) e un film inedito in corso di produzione.
In Siren ritroviamo le forme narrative tipiche delle folli storie costruite dall'artista, incentrate sul conflitto di generi e su flashback che disorientano lo spettatore, accanto all'uso di strumenti digitali innovativi, che creano un linguaggio visivo altro, cambiando la nostra percezione. Cytter recupera le "immagini povere" e i processi di massificazione e di circolazione, in particolare quelle realizzate con gli smart-phone. Scene di diversa qualità vengono ripetute per mostrare la vasta - e ambigua - gamma di possibilità interpretative delle immagini e per insistere su argomenti come l'amore e la vendetta: la voce narrante femminile convince un amico a uccidere un altro uomo per vendicare tutte le donne vittime di un trattamento ineguale nella lotta tra sessi.

In mostra anche alcuni disegni in bianco e nero di grandi dimensioni, che dialogano con sequenze tratte dal film. Il supporto utilizzato per i disegni - grandi teli di pelle - li fa apparire come tende, che vengono utilizzate nell'allestimento per giocare tra l'idea di sipario e installazione.

Keren Cytter (nata nel 1977 a Tel Aviv, Israele) vive e lavora a New York. Mostre recenti e performance includono: Kunsthall Charlotenberg, Copenhagen (2014); State of Concept, Athens (2014); Der Stachel des Skorpions, Museum Villa Stuck, Monaco (2014); l'Istituto Mahildeonhoehe, Darmstadt (2014); Where are we Now, 5th Marrakesh Biennal, (2014); High Performance; la Collezione Julia Stoschek (2014) Show Real Drama Fondazione Trussardi, Milano (2013); A Theatre Cycle, NOMAS Foundation at Teatro Valle Occupato, Roma (2013); Show Real Drama, Tate Modern Oil Tanks, Londra (2012); Avalanche, Stedelijk Museum Amsterdam (2011); Project Series: Keren Cytter, Hammer Museum, Los Angeles (2010); Moderna Museet, Stoccolma (2010); X Initiative, New York (2009); CCA Center for Contemporary Art, Kitakyushu (2009).

Kimsooja



Raffaella Cortese è lieta di presentare nello spazio di Via Stradella 1 la mostra personale di Kimsooja, con cui la galleria collabora dal 2005 e che in Italia ha avuto prestigiose mostre pubbliche: PAC, Milano (2004), Fondazione Bevilaqua la Masa/ Teatro la Fenice, Venezia (2006).

Le sue opere video, fotografiche e installative, estremamente poetiche e al tempo stesso contemplative, attingono al background culturale della Corea, sua terra d’origine. Il tema centrale di molte di esse verte sul ruolo dell’essere umano nel mondo globalizzato.
Le componenti dualistiche ed esistenziali della vita secondo la filosofia orientale, yin e yang, nascita e morte, stasi e movimento, sono la base per narrare il ruolo dell’essere umano nella odierna società globalizzata e le molteplici sfaccettature dell’identità.

Kimsooja ha rappresentato la Corea alla scorsa Biennale di Venezia con un progetto site specific dal titolo “To Breathe Bottari”. Pensato per la particolare configurazione architettonica del padiglione il suo intervento ha trasformato completamente lo spazio in un ambiente esperenziale e trascendentale ricoprendolo con una pellicola translucida e fondendo così diversi mezzi immateriali come luce, colore, suoni nel tentativo di rendere l’invisibile in un’esperienza condivisa, attivando stati di coscienza.

In mostra, una serie di Lightboxes “To Breathe Bottari” (2013), sul tema della luce con immagini tratte da elaborazioni dell’installazione veneziana in cui l’artista annulla i confini tra natura esterna e spazio interno, dispiegando e rifrangendo gli infiniti riflessi del sole in un caleidoscopio di spettri di luce.
Anche la serie fotografica The Sun Unfolded (2008), con immagini in successione di spettri cromatici circolari che ruotano intorno al sole, indaga il tema della luce e dei suoi riflessi.
Sul concetto di natura e il suo mutamento la serie delle Lightboxes “Architecture of Vulnerability”, (2010): immagini che appaiono quasi come semplici monocromi in cui si rivelano in realtà architetture ambientali infinitesimali composte da grumi di sabbia e buchi di varie dimensioni.

Kimsooja (Taegu, Korea, 1957), vive e lavora a New York dal 1999. Ha esposto in numerose importanti istituzioni pubbliche tra cui Vancouver Art Gallery (2013). Museum of Modern Art St. Etienne (2012); Kunsthal 44 Møen (2012); Perm Contemporary Art Museum, Russia (2012); Miami Art Museum (2012); Feldkirch Church and Kunstmuseum Lichtenstein (2010); National Museum of Contemporary Art Korea for the Yong Gwang Nuclear Power Plant (2010); Atelier Hermes, Seoul (2009); Baltic Center, London (2009); Hirshhorn Museum (2008); Fondazione Bevilacqua La Masa & La Fenice Theatre, Venice (2006); Crystal Palace of Reina Sofia Museum, Madrid (2006); Kunsthalle Wien (2002); Kunsthalle Bern (2002); MoMA PS1 (2001). Ha partecipato anche ad importanti e prestigiose Biennali: Venezia (1999, 2005, 2013); San Paolo (1997); Whitney Biennal (2002); Istanbul (1997); Lyon (2000); Gwangju Biennal (1995, 2012), Thessaloniki (2010), Moscow (2009) e Poznan (2010).


Marcello Maloberti



Raffaella Cortese è orgogliosa di presentare Marcello, mostra personale di Marcello Maloberti, artista con cui la galleria collabora dal 1995. Proseguendo una sorta di tradizione, la galleria sceglie di far coincidere l’inaugurazione di un nuovo spazio espositivo con la presentazione di un lavoro inedito di Maloberti.

La produzione artistica di Marcello Maloberti riflette in modo versatile e ironico i molteplici e contraddittori aspetti della realtà sociale nella quale viviamo, le sue varianti, i suoi interpreti, i suoi umori. Artista eclettico, attraverso installazioni, spesso destinate a spazi pubblici, Maloberti instaura un'empatia diretta con il pubblico, generando al contempo sensazioni di stupore e straniamento. Autore di immaginari onirici, ma inequivocabilmente radicati nella cultura collettiva, Maloberti crea lavori che emergono grazie alla loro fisicità ed energia, producendo uno spontaneo impatto teatrale.

All'interno del nuovo spazio espositivo di via Stradella 4, Maloberti realizza un progetto, basato su una selezione di scritti redatti a partire dal 1990. L’artista compie un intervento visivamente minimale, caratterizzato dalla presenza di quattro tavoli-scultura disposti asimmetricamente rispetto a una grande scritta a muro, una sorta di orizzonte testuale, collocato sulla parete più estesa della sala. Ogni tavolo costituisce la base d'appoggio di altrettanti libri: ideali archivi di suggestioni, parole onomatopeiche, aneddoti fulminei, desideri e vertigini, titoli di mostre già realizzate - e tuttora vive - oppure da compiersi, i quattro libri sono variamente segnati dal tratto nero del pennarello utilizzato dall'artista.

Marcello segna un’apparente rinuncia all’immagine da parte dell'artista. Indagando il potenziale immaginifico delle parole, la loro capacità di compensare l'assenza di elementi figurativi, Maloberti sceglie di costituire un tassello nuovo all’interno del suo percorso artistico, grazie al quale mira a delineare uno scenario costantemente in evoluzione.

Marcello Maloberti nasce a Codogno (Lodi) nel 1966, attualmente vive e lavora a Milano. Contemporaneamente alla mostra in galleria alcune opere di Maloberti saranno in mostra al Museion di Bolzano e al Mucem di Marsiglia. Da segnalare la partecipazione alla 55ma Biennale di Venezia del 2013 presso il Padiglione Italia e alla Thessaloniki Biennale del 2013. Tra le mostre personali si ricordano quelle presso il MACRO di Roma (2012); la Generali Foundation di Vienna (2010); la GAMeC di Bergamo (2009). Ha partecipato a numerose collettive in importanti spazi pubblici e privati, come il Mac/Val di Vitry (2012); la Kunstverein di Francoforte (2012); il Copenhagen Art Festival (2012); la Triennale di Milano (2012 e 2008); il Museo d’Arte Moderna di Lubiana (2011); alla Nuit Blanche di Parigi del 2011; il CAC di Bretigny (2011); la Royal Academy of Arts di Londra (2010); Performa di New York (2009); Collection Yvon Lambert (2005).