Counterforms
Counterforms esamina come il significato venga strutturato attraverso l’assenza.
Comunicato stampa
Counterforms esamina come il significato venga strutturato attraverso l'assenza. Secondo la definizione di Ellen Lupton, basata sui principi articolati da Jan Tschichold, in tipografia le "contrografie" (counterforms) si riferiscono agli spazi interni e circostanti alle lettere che ne permettono la leggibilità, definendone proporzioni e ritmo e plasmando il modo in cui le forme vengono interpretate. Questa logica informa l'intera esposizione, dove gli interstizi operano come condizione organizzativa.
Attraverso film, fotografia, installazione, pittura ed ephemera, la frammentazione e la mediazione modellano il modo in cui le opere vengono prodotte e fruite. Le immagini appaiono dislocate o incomplete, gli oggetti registrano tracce di uso, rimozione e redazione, e il suono risuona sia come presenza che come residuo, dispiegandosi attraverso condizioni temporali e materiali stratificati. I sistemi di cattura, elaborazione e visualizzazione condizionano ulteriormente il modo in cui queste opere prendono forma e diventano visibili. La mostra estende la contrografia a principio strutturante, attraverso il quale intervalli, discontinuità e relazioni spaziali determinano l'incontro.
Counterforms
Hannah Black
Yvo Cho
Anna Clegg
Racheal Crowther
Ufuoma Essi
Nat Faulkner
Amelia Gill
Jason Hirata
Anna Howard
Vincenzo Ottino
Nina Porter
A cura di Neue Alte Brücke e Matt Williams
Preview: 4 maggio 2026, 11:30 - 20:00, cocktail reception alle 17:30
Dal 5 maggio al 26 luglio 2026