Cosimo Veneziano – Questo è dunque un monumento?

Torino - 09/03/2012 : 09/03/2012

Sarà inaugurato un monumento dedicato alle operaie della Superga, storica fabbrica torinese della gomma; un gesto che vuole intrecciare i luoghi e la loro memoria con i temi del lavoro e della città.

Informazioni

Comunicato stampa

uesto è dunque un monumento?
è un progetto d’arte per lo spazio pubblico di Cosimo Veneziano nato nell’ambito del programma Situa.to a cura di
a.titolo e Maurizio Cilli e ideato per In occasione di Your Time / TORINO 2010 EUROPEAN YOUTH CAPITAL
Inaugurazione venerdì 9 marzo 2012 alle ore 11
Giardini di via Verolengo presso il numero civico 28, Torino
info: 011 443.55.33 - 329.9886654
http://www.situa.to - [email protected]
In occasione della Giornata delle donne, nella quale mai come quest’anno il tema del lavoro sembra essere
strategico per il futuro delle città, dei cittadini e soprattutto delle cittadine, si è scelto di aprire una riflessione che
parte dall’arte e dalla cultura per incontrare le donne e i giovani.
Il 9 marzo alle ore 11 sarà inaugurato un monumento dedicato alle operaie della Superga, storica fabbrica
torinese della gomma; un gesto che vuole intrecciare i luoghi e la loro memoria con i temi del lavoro e della
città.
L’opera. Nel corso dei secoli, il monumento è stato la rappresentazione, imponente e ingombrante, di un’azione e
una data per lo più dedicata alla storia degli uomini: conquiste, rivoluzioni, studi e cultura. Rovesciando questo
racconto univoco, Cosimo Veneziano ha deciso di realizzare un monumento dedicato al lavoro delle operaie nel
corso del XX secolo. A partire dal titolo dell’ opera, Questo è dunque un monumento?, Veneziano solleva una
riflessione su tutto il ‘vuoto di memorie’ che accompagna la storia delle donne e in particolare il loro ruolo nel
mondo del lavoro. L’artista torinese ha posizionando sulla fontana preesistente di via Verolengo quattro semplici
lastre di Cor-ten (cm. 50x100 ognuna) che riproducono i quattro gesti che quotidianamente le operaie facevano nel
corso della loro giornata in fabbrica. Come tratti di un disegno a matita, le lastre riproducono solo le quattro azioni
che venivano ripetute per inserire il tessuto nella macchina e permettere la cucitura alla tomaia di gomma.
Gesti che, dai primi decenni del XX secolo e fino agli anni Settanta, si svolgevano nel Reparto 52 che sorgeva
proprio sull’area che ospita il monumento e che, in anni recenti, è stata riconvertita in area verde.
Quelle proposte da Veneziano sono dunque ‘tracce di storia’, spunti di riflessione che partono dal lavoro delle
donne e aprono altri interrogativi in merito alla difficile relazione tra i generi e le generazioni, la memoria e lo
spazio pubblico.
La fontana scelta dall’artista come supporto dell’opera e realizzata agli inizi degli anni Duemila, ha dimensioni
imponenti ed è caratterizzata da una pozza d’acqua e da due ampie ali laterali ed è posizionata nella stessa area
dove sorgeva il padiglione 52 oggi è spontaneamente nominata dai cittadini del quartiere: giardinetti Superga.
Coniugando luoghi e forme urbane, narrazioni e tempi della Storia, l’azione di Cosimo Veneziano ha permesso a
un anonimo arredo urbano di trovare e accogliere una storia importante ma che ancora manca di un
riconoscimento collettivo e al contempo sollevare altre riflessioni in merito alla funzione sociale e politica del
monumento, del documento e della responsabilità civica di chi decide d’intrecciare alcuni temi centrali del XX
secolo con quelli di questo difficile primo decennio del XXI.
La ricerca. Il monumento alle operaie della fabbrica Superga, il primo in Italia dedicato al lavoro delle donne,
nasce infatti da una ricerca presso l’Archivio Storico della Città di Torino e il Centro di Documentazione Storica
della Circoscrizione 5. Attraverso la lettura dei documenti, dalla rielaborazione del materiale cartaceo, dalle mappe,
dai libretti sanitari e da una serie d’ immagini fotografiche accompagnate da alcune d’interviste realizzate, lo
scorso anno, a un gruppo di ex operaie della fabbrica torinese, il lavoro di Cosimo Veneziano, con la
collaborazione di Marco Magnone (scrittore) ed Elena Pede (urbanista), vuole rendere omaggio a una storia ancora
muta nonostante per molti decenni la presenza femminile nella fabbrica superasse l’80% del numero complessivo
di lavoratori della Superga. L’opera dell’artista torinese s’inserisce anche nel dibattito attuale di molta ricerca
contemporanea intorno al recupero di momenti e di fatti della storia del XX secolo e che in molte ricerche di artisti,
chiama in causa la soggettività e il significato dell’analisi storica in relazione al documento e al monumento.
L’artista. Cosimo Veneziano (1983) da alcuni anni svolge una ricerca artistica che indaga il rapporto tra
cambiamenti sociali e territorio urbano. Tra i suoi progetti: La possibilità di un’isola (2009) presentato negli spazi
dell’associazione Barriera a cura di Nerina Ciaccia e Non è cosa, Cappella Anselmetti nel Laboratorio di Storia e
storie progettato da Massimo Bartolini a Torino, a cura di a.titolo, L’epoca delle passioni tristi (2010), Tirana
Institute for Contemporary Art, Tirana, Estensione del dominio della lotta #1 (2011) a cura di Lorena Tadorni,
Carte Blanche - L’archivio storico: quattro interpretazioni, Unicredit, Milano a cura di Francesca Pagliuca. Ha
partecipato alla residenza Aperto 2011 - art on the border, distretto culturale della Valle Camonica, Edolo (Brescia)
e, con Maurizio Cilli, al programma d’arte pubblica Progetto Casanova. Quando un posto diventa luogo a
Bolzano. Cosimo Veneziano è tra i fondatori e animatori del progetto internazionale di residenza per artisti
Diogene Bivacco Urbano (www.progettodiogene.eu) nato nell’ambito di Leap into the Void. Proposte XXII, (2007)
con Stalker Osservatorio Nomade e a cura di a.titolo; nel 2011, in occasione della fiera Artissima XIX, Diogene ha
preso parte alla rassegna Artissima Lido.
La storia della fabbrica. Superga è un marchio registrato che nasce a Torino il 3 ottobre 1911, quando la società
Anonima per Azioni Walter Martiny inizia a produrre calzature con suola in gomma marchiate Superga. Nel 1929
inizia la produzione di calzature in tela con fondo in gomma vulcanizzata. Nel 1934 Superga annovera decine di
modelli di calzature destinate alle pratiche sportive (tennis, pallacanestro, yachting, ginnastica). Dopo la seconda
guerra mondiale, Superga riprende la produzione e si concentra principalmente nella fabbricazione di calzature.
Nel 1951 la fusione con la Pirelli S.p.A., socio di maggioranza, fa aumentare la produzione in maniera vertiginosa:
tra il 1952 e il 1975 le paia di scarpe prodotte passano da 2 a 12 milioni. Dal 1975, risentendo della nuova crisi che
colpisce il mercato italiano, Superga si specializza nella fabbricazione di articoli sportivi e nel 1981 debutta
ufficialmente nel campo dell'abbigliamento sportivo. (da http://it.wikipedia.org).
L’omaggio alle operaie della fabbrica Superga - Fabbriche Riunite Industria Gomma Torino non sarebbe stato
possibile senza il contributo di Vibel Design, con il supporto dell’Archivio Storico della Città di Torino e del
Centro di Documentazione Storica della Circoscrizione 5 e grazie alle voci di: Anna Dramdic, Cristina Borlino,
Giancarlo Culpo, Maura Baima, Massimo Francone, Franco Goria, Claudio Rizzolo, Nicola Cirulli, Alessandra
Aires, Paolo Forgnone, Raffaele Barillaro, Antonio Ciavarra, Maria Antonietta Consiglio, Delia Consales, Jacopo
Iacoboni, Monica Taverniti, Franco Ariaudo, Giulia Druetta, Liliana Ellena, Ivano Podestani, Enrico Miletto,
Walter Tucci, Nerina Ciaccia, Barbara Fecchio, Marco Farano, Olga Gambari, Lorena Tadorni, Sandra Giannini,
Ezio Boero, Claudia Losi, Elisabetta Rapetti, Simone Bertin, Keti Shehu, Andrea Coccorese, Paolo Coccorese,
Edoardo Bergamin, Secondo Carli, Piero Ferrando, Veronica Carta.