Convivium. I menù d’autore della Confraternita dell’antipasto caldo

Costigliole Saluzzo - 05/09/2015 : 10/01/2016

La storia della Confraternita è volutamente narrata negli spazi di Palazzo La Tour, sede del Centro Miche Berra per l’arte del ‘900.

Informazioni

  • Luogo: CENTRO MICHE BERRA PER L'ARTE DEL '900
  • Indirizzo: Via Vittorio Veneto, 103 12024 - Costigliole Saluzzo - Piemonte
  • Quando: dal 05/09/2015 - al 10/01/2016
  • Vernissage: 05/09/2015 ore 10 su invito
  • Curatori: Ivana Mulatero
  • Generi: documentaria, fotografia
  • Orari: sabato: 14.30-19.00 / domenica: 10.00-19.00
  • Biglietti: INTERO: euro 5,00; RIDOTTO: euro 3,00 (7-14 anni; oltre i 65 anni; docenti; gruppi maggiori di 15 persone su prenotazione; tessera Marcovaldo; tessera ACLI; tessera +Eventi; tessera T. C. I.; tessera Abbonamento Musei Torino Piemonte; tessera Torino+Piemonte Card; studenti universitari su presentazione della tessera universitaria); GRATUITO: minori di 7 anni; giornalisti; residenti Costigliole (domenica mattina); disabili e accompagnatore
  • Sito web: http://www.gustoebellezza.it
  • Uffici stampa: STILEMA

Comunicato stampa

CONVIVIUM
I menù d’autore della Confraternita dell’antipasto caldo
a cura di Ivana Mulatero in collaborazione con Fiorenzo Cravetto

5 settembre 2015 – 10 gennaio 2016
Costigliole Saluzzo (Cn), Palazzo Sarriod de La Tour, Centro Miche Berra per l’arte del ‘900
via Vittorio Veneto, 103 - 12024 Costigliole Saluzzo (CN)

Nasce nel gennaio 1983 a Cuneo la Confraternita dell’antipasto caldo, una libera associazione di appassionati del buon cibo radunata in oltre trenta “convivi” che si sono succeduti fino al dicembre 1990

La Confraternita riuniva gastronomi, cuochi e giornalisti ogni mercoledì sera in un diverso ristorante del territorio cuneese per riscoprire le ricette e i prodotti della tradizione. Vi erano personalità di prim’ordine: dagli chef Lele Alimandi, Nino Durando, Renzo Spada, Adriano Lovera, Gianni e Loris Macario, Pierangelo Silvestro, Carlo Bella, i fratelli Politano, al sommelier Giò Maria Turletti, dai giornalisti Franco Collidà, Costanzo Martini, Fiorenzo Cravetto agli amministratori pubblici come i sindaci Guido Bonino ed Elvio Viano che guidarono Cuneo nei decenni Settanta e Ottanta, e molti simpatizzanti tra i professionisti della Provincia Granda.
La mostra, come precisa l’artista Giovanni Mattio, autore di alcune immagini che corredavano i menù dei convivi: “intende evocare un’atmosfera per recuperare il fervore di un’impresa che mescolava leggerezza e impegno e che assume un significato più profondo ora, alla luce degli avvenimenti successivi e attuali. Se adesso il movimento “Slow Food” (e Eataly, la sua costola commerciale), domina la scena della ricerca sull’alimentazione e difende le identità culturali e gastronomiche da un’insipida massificazione, non è un caso che la nuova e vincente filosofia del cibo sia nata in una provincia che nei suoi annali annovera una iniziativa come la ‘Confraternita dell’antipasto caldo’. Già nel nome scelto, apparentemente scherzoso e un po’ bislacco, sono evidenti due elementi: la tradizione culinaria piemontese affezionata agli antipasti e la premonizione che agli antipasti sarebbe seguito un pasto, vale a dire un’indagine a tutto tondo sull’argomento cibo”.
La storia della Confraternita è volutamente narrata negli spazi di Palazzo La Tour, sede del Centro Miche Berra per l’arte del ‘900. Lo stesso Miche Berra fu un assiduo frequentatore delle “tavolate” organizzate dalla libera associazione, portando personali contributi nel recupero di alcune tradizionali ricette. La mostra Convivium è la prima e accurata documentazione di una iniziativa nata nel territorio cuneese e che rientra tra quelle precorritrici di un fenomeno ora ben configurato sul tema del cibo. In mostra i visitatori incontrano i principali protagonisti, dotati di voce e sonoro, le cui figure sono proiettate sulle grandi pareti e animano la regia di una videoinstallazione realizzata da Ugo Giletta. La mostra ripercorre la storia di ogni convivio, attraverso il ritrovamento straordinario dei menù in carta pergamena stampati dalla tipografia Corall di Boves, vergati in caratteri gotici. I trentuno esemplari sono da sfogliare per scoprire sia le immagini realizzate da alcuni artisti invitati a illustrare i menù, vere opere d’arte, e sia i piatti che si apprestavano a gustare gli aderenti alla Confraternita. A completare il progetto espositivo, i volti dei fondatori della Confraternita resi con arguzia in punta di penna dal noto vignettista Danilo Paparelli e una selezione di dipinti proveniente dal fondo Miche Berra e da altre collezioni del territorio. Imperdibili tavole imbandite, nature morte e scene di mercato all’aperto realizzate da artisti italiani e stranieri, fino ad includere esponenti della comunità artistica guatemalteca. La mostra fa parte del progetto ampio di riscoperta di un territorio con un percorso avviato in sinergia tra i Comuni delle Terre del Monviso, con uno specifico patto territoriale vocato allo sviluppo del turismo enogastronomico e della cultura.