Conversazione con Lothar Baumgarten

Rivoli - 07/06/2016 : 07/06/2016

Lothar Baumgarten, che nel 1984 realizzò l'installazione permanente Yurupari - Stanza di Rheinsberg in una sala aulica del Castello di Rivoli, torna al Museo per una conversazione con il direttore Carolyn Christov-Bakargiev.

Informazioni

Comunicato stampa

Conversazione con Lothar Baumgarten
Conversation with Lothar Baumgarten

7 giugno ore 19.30 / June 7th, 7.30 pm
Manica Lunga, Sala Convegni
Manica Lunga, Conference Hall

Lothar Baumgarten, che nel 1984 realizzò l'installazione permanente Yurupari - Stanza di Rheinsberg in una sala aulica del Castello di Rivoli, torna al Museo per una conversazione con il direttore Carolyn Christov-Bakargiev

Parte della Collezione permanente, l'opera di Baumgarten - il cui titolo si riferisce alla città natale dell'artista, Rheinsberg - allude al "Tempo" in senso storico attraverso il dialogo instaurato con il contesto architettonico, ma anche alla transitorietà del tempo mediante la scelta dei materiali utilizzati. Nella sala ricoperta di pigmento blu, l'artista ha inserito parole nella lingua degli indio americani Yurupari che indicano flora e fauna del loro mondo accanto a piume di uccelli che alludono al colonialismo e all'esproprio del loro ambiente e cultura.
In 1984 Lothar Baumgarten created the permanent installation Yurupari - Stanza di Rheinsberg (€“Rheinsberg Room) in an historic room of the Castello di Rivoli; he returns today for a conversation with Director Carolyn Christov-Bakargiev. Part of the Museum's permanent collection, Baumgarten's installation - whose title refers to the artist's birthplace, Rheinsberg - alludes to the phenomenon of "Time", to historical time through the dialog it establishes with the architectural context, but also to the transitory nature of time through the choice of materials employed. The gallery covered with cobalt blue pigment hosts words in the indigenous language Yurupari indicating the flora and fauna of their world placed near feathers so that the work as a whole alludes to colonialism and the expropriation of environments and cultures.