ContamInAzioni

Livorno - 07/11/2014 : 22/11/2014

Le opere in mostra documentano una contaminazione, una reciprocità di relazione nell’esplorazione dello sposalizio tra corpi estranei, che entrando in contatto tra loro creano appendici e prolungamenti, in grado di produrre chimicamente un terzo e nuovo elemento che a sua volta interagisce con lo spazio circostante.

Informazioni

Comunicato stampa

Venerdì 7 novembre alle ore 17.30 inaugura ContamInAzioni, a cura di Francesca D’Aria, progetto espositivo vincitore nello scorso luglio di PREMIERE LIVORNO, bando per giovani curatori under 35 nato in ambito del PREMIO COMBAT 2014 e di Toscanaincontemporanea.
ContamInAzioni sarà ospitato nella Sala degli Archi all’interno della Fortezza Nuova di Livorno e proporrà un’indagine sulle mutazioni, le variazioni dell’identità e la perdita dei confini della propria singolarità attraverso il percorso di sei autori, selezionati tra gli iscritti della passata edizione del Premio


Le opere in mostra documentano una contaminazione, una reciprocità di relazione nell’esplorazione dello sposalizio tra corpi estranei, che entrando in contatto tra loro creano appendici e prolungamenti, in grado di produrre chimicamente un terzo e nuovo elemento che a sua volta interagisce con lo spazio circostante.
Nei suoi tre lavori fotografici qui proposti, Anna Rose presenta una variazione estetica del corpo femminile orchestrata mediante l’impiego di elementi tanto inconsueti quanto stranianti, che contribuiscono alla trasformazione dell’identità originaria in una nuova immagine in profondo e solitario dialogo con il paesaggio che la accoglie.
Anna Garner, autrice di un video-trittico, si muove in uno spazio neutro nel quale avviene un conflitto tra l’artista e alcuni materiali, che sono ostacoli da abbattere e azioni-riti da compiere in modo ossessivo.
Le due artiste norvegesi, Suhrke_Skevik, presentano invece un progetto articolato in tre video dove l’elemento costante è la simbiosi, il legame, il contatto fisico tra le due protagoniste e la loro interazione nello spazio.
Le installazioni di Alessandro Gattuso e Manuele Mirabella indicano da una parte un'elaborazione che trasforma l'oggetto corpo umano naturale in oggetto d'arte, dall'altra un esempio di metamorfosi materica capace di reinventare la stessa forma umana.