Contain[era] #1 – Carlo Zanni

Roma - 20/08/2015 : 25/08/2015

Label201 partecipa a Contain[era] invitando l’artista Carlo Zanni con un progetto a cura del duo curatoriale Abbiatici_Levy.

Informazioni

Comunicato stampa

ONTAINER #01 > ITALIA

Artista: CARLO ZANNI
A cura di Abbiatici_Levy
Galleria: Label201, Roma (IT)

OPENING > 20 AGOSTO 2015, ore 19 – fino al 25 Agosto
TRAM DEPOT, via Marmorata 13, Roma


Segui il container di Carlo Zanni:
ZURIGO > 27 Agosto
BERLINO > 4 Settembre
VARSAVIA > 12 Settembre
PRAGA > 21 Settembre
BRATISLAVA > 28 Settembre
BUDAPEST > 5 Ottobre
VIENNA > 13 Ottobre


Condividere e ottenere informazioni, oltrepassando il divario di infomazione a livello locale e globale, scoprire le nostre radici nell’era post-Internet - questi sono i temi del progetto espositivo internazionale Contain[era], materialized Information Transfer in the Post-Internet Era.
Otto container saranno trasformati in gallerie mobili da 8 artisti di 8 città europee: Praga, Bratislava, Varsavia, Budapest, Roma, Zurigo, Berlino e Vienna. Dal 20 agosto viaggeranno per due mesi lungo un circuito che collega tutte le città partecipanti, fino ad arrivare il 23 ottobre a Praga, destinazione finale, che rappresenterà un momento unico di incontro, visione e discussione dei risultati del progetto, al fine di sviluppare un ulteriore container collettivo.
“Uno degli obiettivi di Contain[era] è di materializzare la modalità di condivisione delle informazioni a cui ci siamo abituati nell’era post-internet. Costantemente adottiamo e riversiamo contenuti: la condivisione è il ritmo della nostra generazione” affermano le ideatrici del progetto: Alex Karpuchina - Art Direct, Jana Kubátová, Inter-Art e la curatrice Magdalena Hartelová.

Label201 partecipa a Contain[era] invitando l’artista Carlo Zanni con un progetto a cura del duo curatoriale Abbiatici_Levy. L’opening è previsto il 20 Agosto nel giardino del Tram Depot, in via Marmorata (Roma).

Già alla fine degli anni ’70, nel suo famoso libro “La Condizione Post-moderna”, il filosofo francese Jean-François Lyotard si interrogava sul futuro del sapere dopo l’avvento dell’informatizzazione della società e lo sviluppo dei nuovi strumenti di diffusione della conoscenza. Dopo oltre 35 anni, le questioni sollevate da Lyotard non solo restano aperte, ma si sono ampliate in virtù della complessità delle dinamiche messe in atto dalla nascita del web 2.0 e dalla sempre maggiore sofisticazione delle tecnologie a nostra disposizione. I dubbi sul futuro della conoscenza si estendono oggi anche a tutte quelle opere d’arte, soprattutto a quelle che utilizzano e/o sono costituite da tecnologie soggette al deperimento e all’obsolescenza.
Cosa bisogna mettere in un software per farlo durare? Quesito che segue e accompagna il suo gemello “cosa bisogna mettere in un'opera per farla durare?” Non solo in termini di significato, ma anche di spazio. Fosse anche solo quello occupato da un gigabyte. Molte opere di artisti contemporanei si appoggiano su file, creati con determinati sistemi operativi e particolari formati. Il problema di lettura sorge tuttora a fronte di formati non compatibili con alcuni dispositivi (lettori DVD, impianti stereo, computer). Cosa ne sarà nel futuro di dopodomani quando il rinnovamento di software e hardware impedirà una fluida fruizione di documenti nei nostri personal computer?
La Variable Media Institute, piattaforma per la conservazione dei media variabili promossa dal Guggenheim Museum di New York ha in ogni caso specificato che non e' possibile sviluppare un protocollo comune: ogni opera rappresenta un caso a se', soggetta alla volontà degli artisti e ad una struttura propria.
L'esperienza del reale oggi è spesso anticipata o addirittura sostituita da quella mediatica. La web culture ha profondamente modificato la finestra da cui guardiamo il mondo e quindi anche l'arte, aprendo la strada a nuove e diverse modalità di creazione e godimento della cultura visiva. Il che rappresenta un vantaggio in termini di quantità di informazione e stimoli, ma forse uno svantaggio dal punto di vista della tattilità e del transfer occhio-materia.
Il container italiano è stato affidato a Carlo Zanni, uno dei pionieri della NET art in Italia. Zanni si interessa fin dalla fine degli anni ’90 alle diverse possibilità di creazione, diffusione e ricezione dell’arte nata dalla rete e/o ad essa destinata. Sulle facciate esterne il container presenterà una nuova versione del lavoro Localhost, il cui concetto è stato elaborato per la prima volta dall’artista nel 2013 nell’ambito di una committenza da parte della Zurich Art University (ZHdK). L’artista riproduce il messaggio di errore che il computer lancia quando non riconosce o non riesce a trovare un file associato ad un determinato nome. Il pubblico è invitato ad intervenire sulle pareti bianche del container scrivendo con un pennarello le idee, i valori o in generale tutte quelle cose di cui non trova più traccia nella società attuale.
L’interno del container ospiterà invece la video installazione Koh-iN∞r nella quale l’artista crea una scenografia di luce con diversi dispositivi elettronici che illuminano l’oscurità. Nel buio, appaiono le figure di un vecchio e di un bambino che dormono abbracciati. L’immagine richiama subito alla mente quel gap generazionale, linguistico e culturale, che si manifesta spesso all’interno dei nuclei familiari (tra un nonno e un nipote ad esempio). Le nuove tecnologie hanno sicuramente contribuito ad accrescere questa distanza. Per l’anziano, l'essere online è possibile ma non assoluto, mentre per il nativo digitale, la navigazione quotidiana in rete è la norma, tanto che perde senso distinguere fra uno stato online e uno offline.
Il lavoro di Zanni sembra quindi invitare a riflettere sulla portata di questo gap nell’epoca attuale, un divario che non riguarda solo gli aspetti linguistico-culturali all’interno di un’interazione, ma principalmente le modalità con cui essa si realizza. È cambiato profondamente il modo in cui l’individuo si relaziona con l’altro e con il mondo esterno, ma anche la visione che l’individuo ha di se stesso. Nonostante un gap generazionale di questa portata non si sia mai verificato prima nella storia dell’umanità, il lavoro di Zanni sembra suggerire che il divario può essere colmato. La soluzione è l’abbraccio calmo e silenzioso tra un nonno e un nipote, è lo stringersi in silenzio perché solo attraverso il recupero del contatto umano il gap viene sanato e ogni divergenza appianata.

Contain[era] è un progetto co-finanziato dal Programma Europa Creativa, ma per attuarlo abbiamo bisogno anche di voi: è possibile sostenere Contain[era] con una donazione contattando direttamente Label201 [[email protected]].


Produzione italiana: Label201
Direzione e organizzazione: Manuela Tognoli
A cura di Elena Abbiatici e Valentina Gioia Levy




Maggiori informazioni su:
www.containera.eu
www.facebook.containera
www.label201.com

Date di CONTAIN[ERA] su Roma:
20 – 25 AGOSTO > Carlo Zanni (IT) > Tram Depot, via Marmorata 13
26 – 30 AGOSTO > Lukas Troberg (AT) > Tram Depot, via Marmorata 13
1 -8 SETTEMBRE > Janos Bruckner (HU) > Eutropia, Città dell’altra economia, Largo Dino Frisullo
9 – 16 SETTEMBRE > Dionýz Troskó (SK) > Eutropia, Città dell’altra economia, Largo Dino Frisullo
23 – 29 SETTEMBRE > Adéla Součková (CZ) > Biblioteca Nazionale di Roma, viale Castro Pretorio 105
30 SETT. – 6 OTTOBRE > Karol Komorowski (PL) > Biblioteca Nazionale di Roma, viale Castro Pretorio 105
7 – 13 OTTOBRE > Angela Kaisers (DE) > Biblioteca Nazionale di Roma, viale Castro Pretorio 105
14 – 20 OTTOBRE > Till Koenneker (CH) > Biblioteca Nazionale di Roma, viale Castro Pretorio 105