Concerto per archi e fili d’erba

Napoli - 29/10/2016 : 07/01/2017

MATRONATO della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli alla mostra Concerto per archi e fili d’erba di Carmine Rezzuti e Quintino Scolavino.

Informazioni

Comunicato stampa

ATRONATO della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli
alla mostra Concerto per archi e fili d’erba di Carmine Rezzuti e Quintino Scolavino
inaugurazione: Museo Archeologico Nazionale di Napoli (piazza Museo, 1), sabato 29 ottobre 2016 ore 11:30 e Certosa di San Giacomo a Capri (via Certosa, 1), sabato 10 dicembre 2016 ore 11:30

La Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee ha varato nel 2013 un programma di patrocinio, denominato MATRONATO, volto al riconoscimento e alla promozione di progetti (aventi sede in una delle seguenti regioni italiane: Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna), che, per il loro valore e qualità culturale, stimolino la coesione sociale, la ricerca scientifica e umanistica, il dialogo fra diverse discipline, il supporto alla produzione e alla mediazione artistica quali fonte e stimolo di progresso collettivo.

Il MATRONATO è stato concesso alla mostra Concerto per archi e fili d’erba di Carmine Rezzuti e Quintino Scolavino, a cura di Marco De Gemmis e Patrizia Di Maggio (opening: sabato 29 ottobre 2016, ore 11:30, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e sabato 10 dicembre 2016, ore 11:30, alla Certosa di San Giacomo a Capri), realizzata in collaborazione con il MANN e il Polo Museale della Campania, con il patrocinio della Regione Campania e del Comune di Napoli.
Nel Giardino delle Camelie del MANN e nel Chiostro Piccolo della Certosa, Carmine Rezzuti e Quintino Scolavinopropongono i loro nuovi “pronti interventi estetici”, mettendo in dialogo le proprie voci soliste, in contrasto di sonorità e di espressione, ma accomunate dal gusto del gioco e dell’ironia e da una fantasia lasciata libera di produrre immagini sorprendenti: tra archi, chiostri e aiuole, va in scena il loro concerto a quattro mani. Fulcro della mostra, in entrambe le sedi, è l’arco, forma canonica e familiare, solida e leggera allo stesso tempo, luogo poetico e supporto su cui inscrivere citazioni classiche, allusioni al mito, lettere d’alfabeto o fantastici animali che coniugano fra loro l'universo “sintetico” di Rezzuti e quello “analitico” di Scolavino.
In preparazione anche il catalogo della mostra contenente un dialogo a tre (“trialogo”) fra Achille Bonito Oliva, Carmine Rezzuti e Quintino Scolavino, con testi di Paolo Giulierini, Anna Imponente e dei due curatori Marco De Gemmis, Patrizia Di Maggio e un intervento poetico di Eugenio Lucrezi.
Le opere resteranno in esposizione al MANN fino al 7 gennaio 2017 e alla Certosa San Giacomo di Capri fino al 29 gennaio.

Carmine Rezzuti (Napoli, 1944) è tra i fondatori dell’Asocial-Group e del gruppo Orologio ad Acqua. Le sue prime ricerche artistiche e tecniche risalgono agli anni Sessanta. Partecipa a numerose mostre in Italia e all’estero. Nel 2006, su invito di Achille Bonito Oliva, gli viene commissionato un mosaico (Guardiani del fuoco) per la Stazione Augusto della Metropolitana dell’Arte di Napoli (Linea 6, Stazione Augusto). Nel 2007 viene invitato, dagli Incontri Internazionali d’Arte di Roma, alla mostra Arte Contemporanea a Capodimonte e realizza un'installazione permanente di grandi dimensioni.

Quintino Scolavino (Bagnoli Irpino, 1945), tra i fondatori del Gruppo Studio P.66 e del gruppo Orologio ad Acqua, è produttore versatile di oggetti in “forma d’arte” tra cui macchine per giocare, servomeccanismi, falsi antichi. Protagonista della Nuova Scultura Internazionale, è tra gli artisti invitati da Achille Bonito Oliva a realizzare opere per le “Stazioni dell’Arte” della Metropolitana di Napoli (Linea 1, stazione Salvator Rosa), per la quale progetta l'opera Strabico (2001). Ha partecipato, tra le altre mostra, a Beelden-Sculpture 1983, Rotterdam; Raj Hughes Gallery 1985, Brisbane, e ha esposto al Museo de Arte Contemporaneo di Caracas (Venezuela), al Museo Carrillo di Città Del Messico (Messico), al Japan National Committee di Tokyo (Giappone).