Collezioni d’arte della città

Imola - 17/12/2011 : 08/01/2012

Si inaugura, dopo i lavori di restauro e studio, il nuovo percorso espositivo permanente dal titolo Collezioni d’arte della città- Museo di San Domenico di Imola (Bologna).

Informazioni

  • Luogo: MUSEO DI SAN DOMENICO
  • Indirizzo: Via Gaspare Sacchi 4 - Imola - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 17/12/2011 - al 08/01/2012
  • Vernissage: 17/12/2011 ore 17
  • Generi: arte antica, arte moderna e contemporanea, arti decorative e industriali
  • Orari: sabato 15-19 domenica 10-13 e 15-19 apertura su richiesta martedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00.
  • Biglietti: ingresso libero
  • Uffici stampa: PEPITA PROMOTERS

Comunicato stampa

Sabato 17 dicembre 2011 alle ore 17.00 si inaugura, dopo i lavori di restauro e studio, il nuovo percorso espositivo permanente dal titolo Collezioni d’arte della città- Museo di San Domenico di Imola (Bologna).
Il nuovo Museo è stato realizzato dal Comune di Imola, con la collaborazione di Regione Emilia-Romagna, Provincia di Bologna e Fondazione della Cassa di Risparmio di Imola, e con il sostegno delle ditte imolesi SACMI e 3elle



Il nuovo percorso museale che si sviluppa all’interno del complesso di San Domenico restaurato e che racconta con seicento pezzi tra opere d’arte, disegni, ceramiche e monete la storia della città dal medioevo alla contemporaneità è stato fortemente voluto dal Comune di Imola affiancato da enti e ditte che hanno creduto in questo importante progetto culturale.
I lavori per il riadeguamento architettonico e il nuovo allestimento sono iniziati a febbraio 2011 e sono stati preceduti dai lavori di studio e riorganizzazione delle collezioni, con catalogazioni, manutenzioni e restauri condotti dallo staff tecnico-scientifico del museo con l’ausilio di alcuni specialisti esterni.

Il luogo
L’ex convento di San Domenico sorge nel cuore della città; la primitiva struttura è di fondazione duecentesca e nel corso del tempo ha conosciuto un’articolata evoluzione architettonica che lo ha portato all’assetto attuale, caratterizzato dal corpo del convento con il grande dormitorio e dai due chiostri quattrocenteschi affiancati alla chiesa, ancor oggi aperta al culto. All’inizio del ‘900, il Comune di Imola divenne proprietario del secondo chiostro del convento, mentre alla Curia rimase la chiesa di San Domenico e gli ambienti del primo chiostro. Solo in tempi relativamente recenti (1978-1983) e grazie alla politica amministrativa di recupero dei centri storici, l’Amministrazione realizzò l’impegnativo restauro del corpo conventuale e del chiostro di sua proprietà, che nel 1988 divenne sede della Pinacoteca Civica. Nel 2000 il Comune riuscì ad acquistare dalla Curia anche il primo chiostro e ad intraprendere il complesso intervento di restauro e di adeguamento alle funzioni museali, da rendendo possibile il recupero di una delle maggiori emergenze monumentali del centro storico ed il nuovo percorso espositivo che si inaugura.

Per la prima volta vengono aperti al pubblico spazi restaurati del primo chiostro (ex biblioteca conventuale, grande dormitorio, granai).

Il nuovo percorso
Il nuovo percorso privilegia la storia della città ed è costruito per nuclei tematici e cronologici, ai quali concorrono le diverse collezioni (dipinti, lapidei, ceramiche). Rispetto al precedente allestimento della Pinacoteca, che esponeva solo dipinti, il nuovo percorso si presenta più vario e ricco (circa 600 pezzi rispetto ai precedenti 100 circa).
Il percorso di visita si snoda all’interno dell’ex convento domenicano, che conserva punti di grande interesse come l’antica sala del capitolo con affreschi del primo trecento e la biblioteca cinquecentesca.

Nei precedenti ordinamenti degli anni trenta e degli anni sessanta, le varie collezioni erano esposte separatamente. Pur consapevoli della diversità tipologica dei materiali e della consistenza delle collezioni, tutti però presentano una “matrice civica”, cioè sono legati fortemente alla città, ne raccontano la storia e ne restituiscono il volto. Per questo nuovo allestimento si è pensato, evidenziando le relazioni esistenti tra le opere, di proporre un nuovo percorso che privilegi questo aspetto.
I pezzi presenti sono circa seicento tra dipinti, sculture, ceramiche, disegni, arredi liturgici, monete e medaglie: insieme costituiscono i capitoli di una storia per immagini dal medioevo alla contemporaneità, che ha come filo conduttore la città di Imola, di cui mettono in luce luoghi, avvenimenti, gusti e stili di vita. Si tratta di opere diverse per epoca, qualità e rarità: dai dipinti di Innocenzo da Imola (sec. XVI), Lavinia Fontana (secc. XVI-XVII), Bartolomeo Cesi (sec. XVII), Ubaldo Gandolfi (sec. XVIII-XIX), Domenico Maria Viani (sec. XVIII) ai contemporanei come Giorgio Morandi, Filippo de Pisis, Felice Casorati e gli imolesi Germano Sartelli, Andrea Raccagni, Bertozzi e Casoni; dalle ceramiche arcaiche - frutto anche di recenti scavi- ad un gruppo di preziosi boccali rinascimentali ed alla vasta produzione delle manifatture ceramiche locali dal XVII al XX secolo. Si aggiungono a questa sequenza la stanza della numismatica, nella quale sono esposte trecento tra monete e medaglie e la stanza dei disegni nella quale viene presentata una scelta di opere, tra le quali spiccano quelle di Carracci, Domenichino, Guercino, Creti.

Il nuovo percorso espositivo si chiude con opere degli artisti imolesi contemporanei noti a livelo nazionale ed internazionale, con l’intenzione di proseguire, quindi, il racconto dell’evoluzione della cultura figurativa imolese. In particolare i nomi di Germano Sartelli, Andrea Raccagni e il duo artistico Bertozzi e Casoni.


Le novità
Accanto ai dipinti che già facevano parte del percorso museale del 1988, una campagna di restauri ed una rotazione con le opere in deposito permetterà di vedere dipinti finora meno esposti e conosciuti. Vengono esposti in totale circa 100 dipinti dal XV al XXI secolo. I pezzi lapidei e le campane sono stati restaurati e studiati per questa occasione e di fatto costituiscono per il pubblico una novità.

Ricca anche la parte delle Ceramiche: il nuovo percorso espone pezzi non più visibili dal 1991 ed a questo nucleo “storico” si aggiungono i materiali frutto di scavi più recenti e quindi mai presentati al grande pubblico.

Nota a parte per i Disegni. Si tratta di materiale completamente inedito, perché, creduti scomparsi in seguito all’ultimo conflitto, sono stati recentemente ritrovati e sottoposti a restauro e studio, così da identificare opere di qualità legate ai più grandi nomi della grafica e della storia dell’arte bolognese ed emiliana: Agostino Carracci, Guido Reni, Guercino, Calvaert, Ubaldo e Gaetano Gandolfi.

Per quanto riguarda la sezione numismatica, sono esposti circa trecento pezzi, scelti tra i più rappresentativi, a scalare cronologicamente tra Grecia antica e Italia post-unitaria. Una parte delle monete sarà alloggiata in un mobile-medagliere storico anch’esso restaurato per l’occasione.

Rimane una divisione tipologica per la stanza della numismatica e per la stanza dei disegni, dove la particolarità dei materiali e la necessità di esporli secondo standard di conservazione (controllo della luce per i disegni; ingrandimenti per le monete) necessita di una scelta diversa.



Breve storia della Pinacoteca e delle raccolte artistiche
I musei civici imolesi, artistici, naturalistici, archeologici, tutti di formazione ottocentesca, trovarono la loro sede nell’ex convento di San Francesco, attuale Biblioteca Comunale, che fungeva da luogo di raccolta, deposito ed esposizione secondo modalità diverse ed articolate nel corso degli anni. Fatta salva l’esperienza della formazione e apertura ottocentesca, i momenti che corrispondono alla riorganizzazione dei percorsi espositivi secondo un pensiero museografico sono gli anni ’30 con l’opera di Romeo Galli e quella degli anni ’60 che si deve a Fausto Mancini. Entrambi erano i dirigenti delle istituzioni culturali.
Nel 1988 la Pinacoteca venne trasferita nell’ex convento di San Domenico, in quella occasione fu oggetto di studio completo e di un nuovo ordinamento espositivo.

I dipinti
Il primo nucleo di dipinti di proprietà civica si è formato ad inizio ottocento (1819) ed era dedicato alla raccolta di ritratti di “cittadini illustri”; questa primitiva collezione si arricchì, negli anni 50-60 del XIX secolo, di dipinti provenienti da chiese e conventi soppressi, acquistando dignità di galleria esemplificativa della cultura pittorica imolese. Con l’apertura al pubblico (1868) si configurò come prima e moderna Pinacoteca cittadina. L’esperienza durò una decina d’anni e solo nel 1938 si ebbe una nuova inaugurazione della collezione di dipinti. Lo spostamento delle opere presso l’ex convento di San Domenico (1988), propiziò un riallestimento ragionato, rimasto in essere fino all’attuale riformulazione (2011).


Le ceramiche (secoli XIV-XX)
La raccolta nasce da doni e ritrovamenti avvenuti tra 1920 e 1950 circa, a seguito di una serie di sterri e recuperi, soprattutto dal centro storico di Imola. La precedente esposizione risaliva agli anni ’60 e dal 1991 la collezione non era più visibile.



Il lapidario (secoli XIV-XVI)
I materiali lapidei, da molti anni non più in esposizione, sono un piccolo e composito gruppo di targhe, rilievi, fregi, piccole sculture a tutto tondo per lo più particolari realizzati ad uso decorativo delle architetture cittadine. A questi si uniscono due campane in bronzo.

I disegni
Di una generosa donazione al Museo da parte della Cassa di Risparmio di Imola avvenuta nel 1938, faceva parte anche un album di cinquanta disegni antichi, principalmente di maestri della scuola bolognese; ne compariva notizia nei documenti ma non si trovavano al museo.

La collezione numismatica
Frutto di successive donazioni di collezionisti imolesi, avvenute a partire dal sec. XIX fino ad epoca recentissima, (il corpo della collezione è di circa 15.000 pezzi), le monete e medaglie coprono un arco cronologico che va dalla prima monetazione greca fino al novecento. Per quest’ultimo periodo vale la pena citare la sequenza di monete Savoia; da non dimenticare il nucleo di medaglie cinquecentesche, in particolare quella con il profilo di Caterina e Ottaviano Sforza, di papa Sisto V e di Girolamo Riario. Da anni non erano più in esposizione.

Restauro architettonico del complesso di San Domenico
Studio Nanni e Labanti, Imola

Allestimento delle “Collezioni d’arte della città”
opere murarie- Gian Piero Martinoni, Comune di Imola
allestimenti e identità visiva- Mannes Laffi / mu design, Imola

Info: Musei, 0542.602609
[email protected]
http://www.comune.imola.bo.it/museicomunali
orari: sabato 15-19
domenica 10-13 e 15-19
apertura su richiesta martedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00.

ingresso: € 3,50
Ridotto: € 2,50, speciale € 1,50
Cumulativo: Museo di San Domenico, Palazzo Tozzoni e Rocca: € 6,00
Gratuito: scolaresche più accompagnatori, giornalisti, Ispettori di Musei e Soprintendenze, membri di I.CO.M., guide turistiche

L’ingresso al museo e alle iniziative per l’apertura è gratuito fino all’8 gennaio 2012.


Ufficio Stampa: Pepita Promoters tel. 051/2919805
[email protected]







Calendario delle attività per l’apertura
Museo di San Domenico - Collezioni d’arte della città

Domenica 18 dicembre 2011

ore 11, 16 e 17,30
Visita guidata al nuovo allestimento con i curatori del museo

dalle ore 16 alle ore 17,30
A spasso nel nuovo museo: laboratori itineranti per bambini

Lunedì 26 dicembre 2011
ore 11 e 17
Visite guidate
Venerdì 6 gennaio 2012
ore 11
Visita guidata
Domenica 8 gennaio 2012
ore 16 e 17,30
Museo in famiglia
Visite guidate per gli adulti e laboratori per bambini nel nuovo museo