Colleen Corradi Brannigan – Le Città Invisibili

Bosisio Parini - 23/03/2013 : 27/03/2013

Una delle più grandi opere letterarie italiane si trasforma in arte figurativa, rendendo la nostra cultura, ancora una volta, fonte di inedita creatività.

Informazioni

Comunicato stampa

La straordinaria opera di Italo Calvino, “Le Città Invisibili”, è un libro molto particolare: non ha una storia, non ha una trama, non c’è inizio e non c’è alcuno sviluppo di personaggi, ma presenta un’affascinante collezione di descrizioni delle città che Marco Polo ha visitato durante i suoi lunghi viaggi, intercalate dai dialoghi tra Kubilai Khan, l’imperatore dei Tartari, e lo stesso viaggiatore veneziano


La mostra, organizzata dall’Istituto Comprensivo Bosisio Parini con il patrocinio del Comune, della Provincia di Lecco e della regione Lombardia, vuole essere un originale contributo alla conoscenza e all’approfondimento di questo testo, ma rappresenta anche un’eccellente occasione per approcciare l’arte poliedrica e cosmopolita di Colleen Corradi Brannigan, irlandese d’Abruzzo.
Incisioni, litografie, olii, acquerelli, sculture e disegni: l’artista italo-irlandese ha percorso tutti i linguaggi dell’arte per esprimere nell’arco di un decennio la complessità dell’opera di Calvino, per penetrarne le infinite sfaccettature e le inquietanti aperture su abissi insondabili.
Le immagini, scaturite da un’attenta lettura ed interpretazione del testo, riassumono i concetti di città che Calvino spesso presenta come “essenza” senza alcun


riferimento architettonico, e lo rendono visibile tramite caratteristiche positive (uso di colori pastello o brillanti) o negative (immagini distorte e con colori cupi e tetri).
In collaborazione con la scuola primaria Italo Calvino di Bosisio Parini, la mostra diventerà anche un laboratorio per sviluppare la creatività dei più piccoli a partire da un tema certo complesso ma anche ricco di spunti evocativi.
La mostra sarà inaugurata per la stampa alla presenza dell’artista e delle autorità locali il 23 marzo p.v. alle ore 19.00, e resterà aperta al pubblico fino al 27 marzo dalle 10.00 alle 16.30 con ingresso gratuito.
Per informazioni: Sara Riva 3393558272 [email protected]

Colleen Corradi Brannigan
Laureata in Lingue e Maestro d’Arte, Colleen Corradi Brannigan è maturata come artista grazie alla frequentazione delle migliori scuole d’arte in Europa e Stati Uniti, soprattutto L’Art Students Legue di New York, dove si e’ specializzata in Incisione e Calcografia.
Da qui l'inserimento di alcune tra le sue opere più significative in importanti collezioni pubbliche e private.
La sua voglia di rinnovamento la spinge a far si’ che le conoscenze ottenute da continui viaggi, aggiornamenti e contatti con alcuni tra i più famosi artisti di fama internazionale sfocino in un uso assolutamente personale dei materiali (olii, acrilici, tempere, acquerelli ed inchiostri). Nella sua tecnica pittorica si scorgono infatti effetti di lucentezza difficilmente realizzabili.
La sua continua evoluzione sfocia nell’attenzione verso elementi architettonici in un susseguirsi di linee rette e curve; piani e dissezioni.
Anche a livello di cromie c'è un passaggio dalla prevalenza del bianco e del nero all'utilizzo del rosso.
Nell'inserimento di questi elementi colorati si coglie la volontà dell'artista da una parte di accentuare il contrasto tra il tutto ed il nulla rappresentati dal bianco e dal nero, e dall’altra di amplificare il potere di questi due elementi assoluti ma freddi grazie al contrasto con un colore primario di calda potenza.
E’ spesso questa –ma non sempre- la chiave di lettura delle composizioni cromatiche, come per esempio ne ‘Le Citta’ Invisibili’, rappresentazione figurativa dell’opera di Calvino. Il taglio delle incisioni ne segna i gradini, l’inchiostro cola dai ponti, i tetti sbilenchi diventano eterei nei colori trasparenti d’acquerello.
Se Clarice e Adelma -che siano acquaforte o litografia- sono spietatamente in bianco e nero, il rosso di Maurilla e Leonia da’ alle Citta’ un’altra ottica e forma di pensiero, quindi un’altra dimensione. Il passo successivo diventa scultura. Eutropia, Tecla e Zermude sono in ceramica, terracotta e gres; in un’evoluzione che conosce il solo limite delle parole ispiratrici di Calvino e degli strumenti e materie prime che ne permettono la realizzazione.
Monica Miuccio