Codice Italia Academy

Venezia - 17/11/2015 : 01/12/2015

Codice Italia Academy prova a intercettare alcuni indizi del “divenire delle arti” in Italia. Quando una determinata geografia comincia a cambiare aspetto, ruota su se stessa, per farsi paesaggio irriconoscibile.

Informazioni

Comunicato stampa

Codice Italia seconda parte. Ovvero, Codice Italia Academy


Percorso critico teso a presentare una selezione di diciassette artisti italiani di diverse generazioni (dalla stagione dell’Arte Povera alle ultime leve) accomunati dal bisogno di porsi in sintonia con gli esiti più audaci della ricerca artistica internazionale e, insieme, dal desiderio di frequentare in maniera problematica materiali iconografici e culturali già esistenti, il Padiglione Italia della 56^ edizione della Biennale di Venezia – curato da Vincenzo Trione – da giugno a novembre si è aperto a una serie di workshop tematici, diretti da alcuni artisti presenti in mostra (Giuseppe Caccavale, Nino Longobardi, Davide Ferrario, Andrea Aquilanti, Antonio Biasiucci), rivolti agli allievi delle Accademie di Belle Arti italiane.

Gli studenti sono stati dapprima selezionati dai Direttori delle Accademie insieme con i docenti. Dopo, sono stati sottoposti alla valutazione finale da parte di una commissione presieduta da Trione e formata da alcuni artisti invitati al Padiglione Italia.
Promossi dalla Direzione generale arte, architettura contemporanee e periferie urbane del Mibact (diretto da Federica Galloni), i workshop, di taglio teorico-pratico, della durata di tre giorni, con cadenza mensile (da giugno a novembre 2015 - ad eccezione di agosto), si sono svolti presso il Parco Scientifico Tecnologico di Venezia Marghera (Venezia).
I workshop sono dedicati ai seguenti linguaggi: pittura, scultura, cinema e videoarte, disegno, fotografia.
Il numero complessivo degli allievi che hanno frequentato questi lavoratori è di circa 100.

Una selezione dei lavori prodotti nell'ambito di questi laboratori saranno esposti in una mostra organizzata a Venezia nelle sale di Palazzo Grimani (organizzata con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Napoli), intitolata Codice Italia Academy. Quadri, sculture, disegni, fotografie e video realizzati dai giovani scelti saranno incastonati all’interno di ambienti che ospitano opere di maestri come Giorgione, Hieronymius Bosch e Giovanni da Udine, suggerendo un confronto e un dialogo tra capolavori della storia dell’arte ed episodi dell’ “arte viva”. Tratto comune: la volontà di reinventare i media di cui si servono e, al tempo stesso, la necessità di coltivare in maniera più o meno intenzionale precise discendenze storico-artistiche.

La mostra “rimonta” i lavori dei giovani allievi dei workshop disponendoli all’interno di alcune sezioni tematiche: Narciso infranto, Scritture del corpo, Elogio dell’informe, Pittori di grafie, Ricordando il futuro.
L’evento – coordinato da Giuseppe Gaeta (per le Accademie di Belle arti italiane) e da Paola Maddaluno (per il Padiglione Italia) – è accompagnato da un catalogo edito da Arte’m.
L’allestimento della mostra è a cura di Giovanni Francesco Frascino; il progetto grafico è curato da Giulia Scalera.

Questa iniziativa mira a saldare realtà culturali importanti del nostro Paese: il Mibact, la Biennale e le Accademie. E si propone di svelare alcune “promesse” dell’arte italiana dei prossimi anni. I quali – adesso – si stanno formando nelle nostre Accademie di Belle Arti, luoghi che, pur se talvolta segnati da alcune difficoltà economico-gestionali, appaiono ancora come straordinari territori di esperienze, di pratiche e di progetti; meravigliose cantere multietniche, dove stanno maturando alcuni tra i possibili maestri del futuro, impegnati in un viaggio che non prevede approdi sicuri; officine in cui si allevano talenti; spazi nei quali è possibile seguire dal vivo il divenire degli stili attuali e catturare gli indizi di che è in progress.

Codice Italia Academy prova a intercettare alcuni indizi del “divenire delle arti” in Italia. Quando una determinata geografia comincia a cambiare aspetto, ruota su se stessa, per farsi paesaggio irriconoscibile.