Click or Clash? #3

Milano - 15/03/2012 : 12/05/2012

Nel terzo episodio di “Click or Clash? Strategie di Collaborazione”, un progetto a lungo termine sviluppato da LaRete Art Projects e realizzato in collaborazione con la Galleria Bianconi, i tre artisti invitati in questo caso si concentreranno meno sulle pratiche artistiche di collaborazione, ma usciranno dalla torre d’avorio per dedicarsi alle condizioni di vita urbana e rurale.

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Comunicato stampa

Nel terzo episodio di “Click or Clash? Strategie di Collaborazione”, un progetto a lungo termine sviluppato da LaRete Art Projects e realizzato in collaborazione con la Galleria Bianconi, i tre artisti invitati in questo caso si concentreranno meno sulle pratiche artistiche di collaborazione, ma usciranno dalla torre d’avorio per dedicarsi alle condizioni di vita urbana e rurale



La memoria e il valore simbolico di luoghi in stato di abbandono, siano essi abitazioni private, strutture pubbliche o paesaggi naturali trasformati in aree coltivate e quindi sfruttate dall'uomo, costituiscono il legame tra il lavoro della colombiana Maria Elvira Escallòn, che espone per la prima volta in Europa, e l'italiano Gian Maria Tosatti. Le stampe fotografiche di Maria Elvira Escallòn documentano i suoi interventi in un ospedale abbandonato, ma ancora pienamente arredato, nella sua città natale Bogotà e “Nuevas Floras”, il suo progetto di land art in corso da quasi 10 anni, fino ad ora realizzato nella foresta pluviale colombiana, nelle Pampas brasiliane e in un parco inglese. Gian Maria Tosatti trasforma con il suo lavoro il piano interrato della galleria in un appartamento abbandonato a seguito di un incendio che non lo ha distrutto ma ha lasciato il segno.
Le ironiche sculture e gli acquerelli di Alexandre Arrechea svelano la necessità di uno sforzo congiunto per costruire sistemi urbani e condizioni di vita appropriate.

“Click or Clash?” è il concept di una serie di mostre, incontri e pubblicazioni curata da Julia Draganović e LaRete Art Projects, e promosso dalla Galleria Bianconi. Il terzo episodio, che per la prima volta presenta due artisti provenienti dal Centro e Sud America è frutto di una collaborazione curatoriale tra Omayra Alvarado e Julia Draganović. L'obiettivo del progetto è affrontare il tema della collaborazione per indagare quanto accordo o disaccordo, consenso o "agonismo" - per usare un termine di Chantal Mouffe - possano avere un impatto costruttivo nell'ambito di un processo creativo.

Con questo progetto di lungo periodo, la Galleria Bianconi affronta un percorso di ricerca che coinvolge artisti distintisi nel panorama contemporaneo, attivando così collaborazioni a livello nazionale e internazionale. Con l’obiettivo di stimolare nuove visioni ed energie positive, essenziali per lo sviluppo della società di oggi, la Galleria estende la sua mission in ambito contemporaneo, a fianco della sua decennale vocazione alla ricerca e alla rivalutazione di importanti figure della scena artistica della seconda metà del Novecento, come Carlo Zauli.

Alexandre Arrechea nato a Trinidad, Cuba, nel 1970, diplomato all'Istituto Superiore d'Arte de l'Havana nel 1994, vive e lavora a Madrid, in Spagna. E' stato tra i fondatori del collettivo Carpinteros (1991-2003). Come artista individuale ha esposto in numerose mostre negli Stati Uniti e in altri Paesi. Nel 2010 ha presentato una proiezione del suo video "Black Sun", precedentemente realizzato nel 2009 per la Biennale di Salonicco, sulla facciata della sede del NASDAQ a New York, in Times Square. Arrechea ha rappresentato il suo Paese natale al primo Padiglione di Cuba alla Biennale di Venezia. Nella primavera del 2013 realizzerà una serie di sculture monumentali presso il Park Avenue Malls a New York.

Maria Elvira Escallòn, nata a Londra, vive e lavora a Bogotà. Il suo lavoro si fonda sulla dimensione processuale e si sviluppa lungo le relazioni tra cultura e natura e tra costruzione e distruzione. Ogni progetto nasce da un percorso visivo unico, in cui gli interventi scultorei e le installazioni in luoghi di solito inaccessibili, poi documentati fotograficamente, costituiscono il suo approccio formale alle tematiche affrontate. Dal 2007 lavora inoltre a un progetto dedicato al sistema sanitario pubblico, che mette in evidenza la progressiva riduzione di spazio per il paziente e l'abbandono dei grandi ospedali pubblici. Con il suo lavoro ha preso parte a numerosi eventi artistici in Colombia, ha realizzato numerose mostre personali e ricevuto notevoli riconoscimenti. Dal 2000 sviluppa anche progetti al di fuori del suo Paese partecipando a mostre di livello internazionale.

Gian Maria Tosatti (1980) opera nel territorio fra arte e architettura. Dal 2007 il suo lavoro è sostenuto dalla Fondazione Volume! di Roma, per cui ha sviluppato il ciclo di opere Devozioni, un progetto di dieci installazioni ambientali per dieci edifici romani. Nel 2011 è in residenza presso il Lower Manhattan Cultural Council di New York, dove realizza il progetto “I’ve already been here”, occupando due edifici governativi con due grandi opere ambientali. Attualmente la sua ricerca è legata ai progetti, “Fondamenta”, basato sull’identificazione degli archetipi dell’era contemporanea, e “Le considerazioni sugli intenti della mia prima comunione restano lettera morta”, dedicato agli enigmi della memoria individuale.