Click or Clash? #2

Milano - 19/01/2012 : 03/03/2012

Il tema specifico e l’interrogativo su cui in questo caso gli artisti sono invitati a confrontare le loro posizioni è la relazione tra l’individuo e le strutture del potere della nostra società.

Informazioni

Comunicato stampa

Marco Giovani, Niklas Goldbach e Yves Netzhammer sono i protagonisti della seconda tappa di Click or Clash? Strategie di collaborazione. La mostra – che inaugura il 19 gennaio 2012 alla Galleria Bianconi (via Lecco 20, Milano) – è parte di un progetto articolato, curato da Julia Draganovic e LaRete Art Projects, e promosso dalla Galleria Bianconi, rivolto ad approfondire il concetto di collaborazione all’interno delle pratiche artistiche.
In questa prospettiva, il secondo episodio di Click or Clash? attiva una collaborazione curatoriale, oltre che tra gli artisti, coinvolgendo, insieme a Julia Draganovic, Elena Forin


Il tema specifico e l’interrogativo su cui in questo caso gli artisti sono invitati a confrontare le loro posizioni è la relazione tra l’individuo e le strutture del potere della nostra società. Per i tre artisti, che per la prima volta si incontrano a lavorare insieme, l’individuo è infatti il punto di partenza per un’analisi delle relazioni e dei ruoli che l’uomo costruisce nell’ambiente e nella società.

Marco Giovani (Pavullo, Modena, 1964) realizza una serie di opere fotografiche e installative in cui l’uomo ritorna come forma e come catalizzatore di una fitta trama di intrecci. La potente raffinatezza delle sue opere, sempre in bilico tra inganno percettivo e forte presenza, ben si confronta con gli umanoidi di Yves Netzhammer (Zurigo, Svizzera, 1970) che con il loro richiamo alla semplificazione del digitale, tessono delle relazioni emblematiche con l’ambiente, la natura e il paesaggio. L’ambiguità latente e la ricchezza con cui si articola tale rapporto, crea un interessante dialogo sia con Giovani, sia con Niklas Goldbach (Witten, Germania, 1973). La sua ricerca, attraverso il video e la fotografia, moltiplica potenzialmente all’infinito l’identità del singolo, che riprodotto e standardizzato da una curiosa forma di uguaglianza, partecipa lo spazio rivelandone carattere e aspetti socio-politici normalmente poco visibili.

Di fronte alla domanda posta da Click or Clash?, gli artisti hanno scelto di offrire dei veri e propri universi di rappresentazione e di indagine dell’individuo e delle sue strutture di potere. Sono proprio questi “mondi”, risultanti dai loro punti di vista, a consentire di cogliere un profondo dialogo tra le tematiche affrontate.
Le immagini e gli oggetti realizzati da Giovani, tra luci e lati oscuri, mostrano le identità e i codici che regolano l’esistenza, sviluppando i concetti di individuo e natura, e offrendo così il senso di una diversa possibilità e di nuove regole. L’artista mostra lo sviluppo di un nuovo codice che emerge dalle ombre e dalle forme di oggetti comuni deprivati delle loro funzioni e dai corpi e dalle fitte trame in cui sono avvolti, e con cui emergono dal buio. Netzhammer, attraverso il video e l’installazione, proietta le profondità di un universo sommerso, in cui si verificano le condizioni e gli episodi dell’essere dell’uomo nel mondo. Egli ne studia la natura raffigurando il singolo come struttura di potere, in relazione a dinamiche sociali come la violenza e la reciprocità. Il video è collegato all’installazione di sagome di oggetti, visti come icona del nostro vivere, forme conosciute che rappresentano la vita dell’individuo e la vita in comunità. Con il video e una serie di immagini e oggetti, Goldbach esplicita il tema del potere del singolo nella sua relazione non solo con le cose, ma con la sua stessa immagine. Con ironia, egli opera una moltiplicazione dell’uguaglianza per rappresentare l’omologazione nella società di oggi. Questo tema è fortemente presente nel video Bel Air, presentato in anteprima dalla Galleria Bianconi ad Art Miami, dove ha suscitato grande interesse raccogliendo un unanime successo tra visitatori, collezionisti e critici. Il video racconta un percorso interiore, attraverso un vero e proprio viaggio in auto nel paesaggio desertico degli Everglades di Miami, in cui Christoph Bach, migliore attore tedesco nel 2010, interpreta quattro personaggi diversi, emblematici dei ruoli e dei giochi di forza che si instaurano nei comportamenti umani. In questo racconto, l’idea di omologazione dell’individuo è spinta fino al punto che l’uomo, uguale a se stesso, diventa un elemento e un ulteriore oggetto da osservare.

Se accordo, disaccordo, consenso o agonismo – per usare una definizione di Chantal Mouffe – possano creare opportunità o conflitti nell’ambito di collaborazioni è il tema di Click or Clash?. Partendo da questa domanda, ogni artista coinvolto è invitato a confrontare le proprie posizioni su determinate questioni con artisti provenienti da altri paesi, background culturali e ambiti di intervento. A partire dalla prima tappa, la Galleria Bianconi invita tre artisti per ogni mostra, aprendo un confronto visivo accompagnato, di volta in volta, da un dibattito sui temi affrontati in ciascun appuntamento. Galleria e team curatoriale intendono infatti cercare di individuare nuovi contenuti e stimoli su una tematica così ricca di aperture e di controversie. Linguaggi, geografie, modalità e approcci differenti animano quindi in ciascuna tappa un insieme di riflessioni sulle opere e sui concetti che queste affrontano.
Attraverso una strategia di collaborazione orientata verso l’affermazione di una vicinanza complessiva, declinata anche attraverso il valore delle singole differenze, Click or Clash? Strategie di collaborazione sviluppa nel suo secondo episodio un percorso in cui il rapporto di potere viene analizzato a partire da queste idee di individuo, spazio, relazione e di ruolo dell’immagine.
Alla collaborazione e allo scambio tra artisti farà poi seguito un analogo percorso tra i curatori, che attiveranno una loro strategia di collaborazione nella lettura delle opere al fine di estendere e di approfondire le possibilità critiche e il potere narrativo dei singoli lavori e della mostra, anche attraverso un sistema di scrittura e di analisi inedito e congiunto.

Con questo progetto di lungo periodo, la Galleria Bianconi affronta una ricerca e una sperimentazione volta al coinvolgimento di artisti che si sono distinti nel panorama contemporaneo, attivando di volta in volta collaborazioni a livello nazionale e internazionale. Il primo ciclo di Click or Clash? conferma la volontà della Galleria di creare un surplus fondamentale in termini di nuove visioni e di energie positive essenziali per lo sviluppo della società di oggi. Con il sostegno e l’attivazione di questa forma di sperimentazione, la Galleria Bianconi amplia e sviluppa la sua mission in ambito contemporaneo, a cui affianca la propria decennale vocazione alla ricerca e alla rivalutazione di importanti figure della scena artistica della seconda metà del Novecento, come Carlo Zauli.