Claudio Colaone – Forme nella continuità dello spazio

Milano - 21/10/2014 : 01/11/2014

Curata dal professor Lorenzo Bonini, che con questo titolo introduce il catalogo della mostra, saranno raccolte una decina di sculture atte a rappresentare il lavoro recente dell’artista friulano.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA SCHUBERT
  • Indirizzo: Via Sirtori 11 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 21/10/2014 - al 01/11/2014
  • Vernissage: 21/10/2014 ore 18.30
  • Autori: Claudio Colaone
  • Curatori: Lorenzo Bonini
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: da martedì a venerdì 11-19 sabato 15-19 Chiuso domenica e lunedì

Comunicato stampa

Martedì 21 ottobre si inaugura la mostra personale di Claudio Colaone: “Forme nella continuità dello spazio” .
Curata dal professor Lorenzo Bonini, che con questo titolo introduce il catalogo della mostra, saranno raccolte una decina di sculture atte a rappresentare il lavoro recente dell’artista friulano.
Claudio Colaone nasce nella provincia di Udine nel 1959. Dopo gli studi si dedica alla pittura, alla
scultura ed alla musica; musica che mai lo abbandonerà e che lo vede oggi apprezzato sassofonista jaz.
La sua carriera artistica inizia negli anni novanta

Una attività che lo porterà nel 1998 a New York dove avrà modo di conoscere numerosi artisti e di collaborare con Gallery 33th che allestirà diverse mostre.
Il nuovo secolo lo vedrà impegnato nella realizzazione di diversi monumenti, tra cui quello a Pero, in prossimità della nuova Fiera.

La mostra raccoglie una decina di opere realizzate in rame, materiale che l’artista usa in fogli sagomati, forgiati e cuciti con ribattini fino a dare forma ad aere figure di danza, o realizzate in alluminio, altro materiale duttile che, con sottili tubi permette all’artista di eseguire dei disegni tridimensionali di esseri non antropomorfi, ma che comunque ne mantengono una memoria labilmente evocativa, come evocativi sono i titoli delle opere: “Carmen”, “Kaiam”, “Kalia Madra”, “Kimiti” etc. che richiamano esotici esseri, quasi divini, che forse traggono ispirazione dal suo soggiorno a Lahore in Pakistan quando nel 2004 fu invitato a creare delle sculture per il “Festival d’Arte Internazionale” e l’anno successivo a parteciparvi come musicista.