Claudia Chianese – wood.wood.wood.

Roma - 24/09/2015 : 24/10/2015

Uno spazio privato, e allo stesso tempo pubblico, in cui la condivisione del pensiero e del gesto nutrono la conoscenza.

Informazioni

Comunicato stampa

wood.wood.wood è la mostra inaugurale con cui l’atelier di Claudia Chianese festeggia la sua apertura.
Uno spazio privato, e allo stesso tempo pubblico, in cui la condivisione del pensiero e del gesto nutrono la conoscenza. Un’officina di antica memoria in cui l’arte si esprime attraverso linguaggi differenti, dove ogni cosa è concepita per ritrovare la propria radice interiore.
Il legno è l’elemento di raccordo di tutto il lavoro di Claudia Chianese, che spazia dalla scultura al gioiello, dalla fotografia alla pittura.
Legno trovato, accarezzato dai venti, lambito dalle acque, modellato dal tempo

Legno che ha perso la sua funzione originaria e attende l’occasione giusta per trovare una nuova definizione d’identità. Pregno di forza ancestrale, non è che un frammento momentaneamente sradicato, pronto a scavalcare il regno vegetale per rilanciare il messaggio di cui è portatore.
“Il legno è la ricerca dell’unità, formalmente rappresentata da un segno che è sempre il serpente della Kundalini”, afferma l’artista.
Spiritualità e creatività procedono parallelamente nella sua ricerca artistica, da quando nel 2008 – nel prendere le distanze da una brillante carriera in ambito pubblicitario – mette in discussione quelle che erano state fino a quel momento delle certezze e inizia una nuova fase di vita praticando la meditazione nel fare arte, oggi nel suo atelier esperienza condivisa e condivisibile.
Il risveglio parte dall’interno, come insegna la Kundalini mostrando proprio il serpente attorcigliato che riposa inerte nel primo chakra. E’ il simbolo dell’energia che nel riattivarsi cresce per trovare la sua massima tensione nel settimo chakra, quando la testa è finalmente eretta e punta in alto.
La forma del serpente, con il suo apparato iconografico e iconologico, è presente in tutte le opere di Claudia Chianese. Nella scultura Edenripercorre, ad esempio, l’andamento del ramo, ed è sempre una traccia – sia nei gioielli che nelle sculture – che si materializza nella fusione in bronzo rosa a cera persa.
In Cerchio di fuoco il segno stesso del fuoco, visibile nel cerchio di legno, ricorda che il cambiamento passa attraverso un’iniziazione, lì dove in Totum il dialogo è tra pieno e vuoto e vede l’impiego del legno con la ceramica bianca.
Divino Femminile, Scie, Fiamme di luce, Radice, Evoluzione, Cenere… ogni pezzo trova la sua armonia nella preziosità dell’unicità. Il bronzo, in particolare, è un metallo usato dalla preistoria che procede di pari passo con la storia evolutiva dell’uomo.
Il filo di bronzo che abbraccia il legno, insinuandosi nelle sue pieghe, s’illumina di quarzi traslucidi dalla sommità convessa (taglio cabochon) e da perle barocche, scelte proprio per la loro sintonia con l’irregolarità dei legni. In alcuni gioielli è presente anche l’impiego di occhio di tigre e corallo nero.
Anche nei diversi monili – pendenti, orecchini, bracciali, collane, anelli, spille, cinture – viene rispettata la forma e l’essenza dei materiali. Nell’indossarli si mette in atto una trasmissione di energie che rafforza l’estetica stessa dei pezzi.
Quanto all’attenzione alla luce e alle sue declinazioni, si ritrova nel lavoro fotografico di Claudia Chianese, linguaggio che l’artista ha sempre praticato nel tempo. Nella serie a colori Foreste interiori, realizzata nel 2105 e concepita come un working progress, la luce è spesso soffusa. Una luce che accompagna lo sguardo, assecondando il mistero che avvolge la natura. I dettagli appaiono in tutta la loro pregnanza a definire un momento del presente che diventa immortale.
Claudia Chianese (Acireale 1969, vive e lavora a Roma). Nei primi anni ‘90 inizia la carriera di art director all’interno di agenzie pubblicitarie internazionali. In una di esse, diventa direttore creativo del reparto di graphic design. Vince premi nazionali e internazionali, tra cui un leone di bronzo a Cannes. Artista da sempre, qualche anno fa lascia i suoi impegni pubblicitari per dedicarsi a tempo pieno alla ricerca creativa. Attraverso la meditazione, praticata per lunghi anni, fa confluire nelle sue opere il mondo della creatività e quello della spiritualità.
Nel 2013 è ideatrice del progetto DIECI OCCHI. PiÙ DUE (a cura di Manuela De Leonardis), realizzato in collaborazione con 5 studenti della Sandipani Muni School di Vrindavana (India), presentato nel 2013 allo Spazio Cerere, Roma e nel 2015 da Acta International, Roma.
Tra le mostre recenti: 2015 – Genius Noci, Museo Orto Botanico, Roma (a cura di Anna D’Elia); 2014 – La grande illusione, Temple University, Roma (a cura di Manuela De Leonardis); 2013 – Quando fotografano le donne, Palazzo Corgna, Città della Pieve; Gioielloinarte – Il preziosismo pittorico di Gustav Klimt, Università e Nobil Collegio degli Orefici, Roma; Electronic Art Cafè, Camponeschi, Roma (a cura di Umberto Scrocca e Manuela Van; Coincidenze, Bibliothè Contemporary Art Gallery, Roma (a cura di Francesco Gallo Mazzeo); IO klimt, Palazzo dei Consoli, Gubbio (a cura di Francesco Gallo Mazzeo); 2012 – Gallery Fumi, Porto Cervo; Frammenti di Memoria, Accademia Angelico Costantiniana, Roma (a cura di Sveva Manfredi Zavaglia); Fuorisalone di Milano, Spazio Rossana Orlandi; collettiva Mater Extensa, Galleria Opio5, Montepulciano; 2011 – Eka, Roma; 2010 – libreria Cafè Bohemien, Roma; 2008 – Doozo, Roma.