Ciprian Mureşan

Roma - 25/09/2016 : 30/10/2016

Con la mostra di Ciprian Mureşan, la prima personale dell’artista presso una pubblica istituzione a Roma, prosegue al Museo Pietro Canonica di Villa Borghese il ciclo espositivo dal titolo Fortezzuola, promosso da Roma Capitale Assessorato alla Crescita Culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Informazioni

  • Luogo: MUSEO PIETRO CANONICA
  • Indirizzo: Viale Pietro Canonica 2 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 25/09/2016 - al 30/10/2016
  • Vernissage: 25/09/2016
  • Autori: Ciprian Mureșan
  • Curatori: Pier Paolo Pancotto
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Nel mese di settembre: da martedì a domenica ore 13.00 - 19.00 (ingresso consentito fino alle 18.30) Nel mese di ottobre: da martedì a domenica ore 10.00 - 16.00 (ingresso consentito fino alle 15.30)
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Con la mostra di Ciprian Mureşan, la prima personale dell’artista presso una pubblica istituzione a Roma, prosegue al Museo Pietro Canonica di Villa Borghese il ciclo espositivo dal titolo Fortezzuola, promosso da Roma Capitale Assessorato alla Crescita Culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Il progetto, ideato e a cura di Pier Paolo Pancotto, è volto a far riflettere sul rapporto tra protagonisti dell’arte contemporanea internazionale e l’Italia e offre al pubblico l’opportunità, per la prima volta, di apprezzare la produzione di esponenti particolarmente rappresentativi della creatività odierna ma scarsamente presenti, se non del tutto assenti, nella scena espositiva pubblica italiana. Ancora oggi molti artisti stranieri si confrontano con il contesto storico e culturale italiano, rinnovando un’antica tradizione e reinterpretandone canoni e modalità esecutive. Ciascun autore è chiamato a realizzare un intervento originale concepito espressamente per le sale del museo, in stretta relazione alle loro caratteristiche storiche e strutturali. In sintonia con le linee guida generali di Fortezzuola.
Ciprian Mureşan, dopo aver soggiornato a più riprese a Roma, ha concepito un progetto ispirato al contesto storico e culturale del Museo Canonica che si sviluppa attraverso alcuni dei sistemi espressivi più ricorrenti nel suo percorso creativo: plastico, grafico, performativo, installativo. A far loro da comune denominatore la figura umana, ideale omaggio al lavoro di Pietro Canonica che attorno a questo soggetto ha incentrato buona parte della sua produzione. Il tema costituisce per l’artista uno spunto di riflessione sull’idea di scultura ed il significato che tale pratica espressiva possiede oggi e, al tempo stesso, sul concetto di identità culturale e sociale che essa è in grado di esprimere, nel passato come nel presente. A tale scopo Mureşan attinge ad un articolato repertorio iconografico e iconologico ove i richiami all’attualità si fondono con evocazioni storiche, in particolare quelle relative al proprio contesto d’origine, la Romania, che egli eleva a prototipo universale per indagare su miti, utopie e contraddizioni del mondo moderno e post-moderno. Tale esercizio creativo si esplicita attraverso una sequenza di calchi in bronzo di alcune sculture appartenenti al Museo Nazionale di Cluj, veri e propri emblemi del realismo sociale (tra loro il ritratto di un operaio, di un contadino, del poeta Mihai Eminescu….) che, sotto l’azione dell’artista, perdono la loro consistenza plastico/volumetrica per smaterializzarsi e ricomporsi sotto forma di impronte “in negativo” definite dallo stesso Mureşan delle “sculture d'aria, vuote, con un guscio di bronzo”. I calchi, presentati a nuclei installativi, si snodano per le sale del museo e, come le tessere di un mosaico, si alternano alle opere di Canonica integrandosi ad esse sia sotto il profilo morfologico che semantico. Analoga soluzione viene adottata per i lavori su carta disposti lungo i muri dell’edificio ove affiorano come apparizioni fantasmatiche, avvicendandosi dialetticamente ai dipinti e alle suppellettili appartenenti alla collezione permanente. La figura umana e la sua traduzione visiva sono protagonisti anche del video Untitled (2008). Il filmato documenta un’azione concepita da Mureşan ove il pittore Adrian Ghenie, qui in veste di perfomer, realizza in pochi minuti un ritratto di Nicolae Ceausescu cogliendone i tratti fisiognomici/morfologici di superficie, enfatizzandone così il ruolo di icona appartenente all’immaginario collettivo contemporaneo ove tutto è assimilato, metabolizzato e reinterpretato con la rapidità che caratterizza i più recenti sistemi comunicativi e tecnologici. L’ampio numero di ritratti storici eseguiti da Canonica e presenti nel museo fa eco al video offrendogli una ideale collocazione densa di suggestioni visive ed intellettuali.
Come Martin Soto Climent, Alfredo Aceto e Claire Tabouret, Tillman Kaiser, Claire Fontaine anche Ciprian Mureşan da luogo a un percorso visivo site specific sviluppato mantenendo un atteggiamento quasi “performativo” (operando di giorno in giorno all’interno del museo, abbandonandosi alle suggestioni del luogo) il cui esito finale sarà noto solo al termine della sua realizzazione, vale a dire a ridosso della data di inaugurazione della mostra.
Note biografiche
Ciprian Mureşan (Cluj, 1977; vive e lavora a Cluj). Mostre personali (selezione): Ludwig Museum, Museum of Contemporary Art, Budapest (2015); Museion, Bolzano (2013); Contemporary Art Gallery, Vancouver (2013); Tate Modern, Project space, London (2012); Centre d’art contemporaine, Geneva (2012); Museum of Art Cluj-Napoca, Cluj (2012); FRAC Champagne-Ardenne, Reims (2011); Neuer Berliner Kunstverein, Berlin (2010). Mostre collettive (selezione): Freundschaftsspiel Istanbul:Freiburg, Museum für Neue Kunst, Freiburg (2016); Mapping Bucharest, MAK, Vienna (2015); Working from Language, The National Museum of Contemporary Art, Bucharest (2015); Chercher le garçon, Musée d´art contemporain du Val-de-Marne, Vitry-sur-Seine, Paris (2015); Workers leaving the studio, National Gallery of Arts, Tirana (2015); Few Were Happy with their Condition, Kunsthalle, Winterthur (2015); A few grams of red, yellow, blue, Centre for Contemporary Art Ujazdowski Castle, Warsaw (2014); Without Reality There Is No Utopia, Yerba Buena Center for the Arts, San Francisco (2013); Analogital, Utah Museum of Contemporary Art, Salt Lake City (2013); Imagine, National Museum of Contemporary Art, Bucharest (2013); Six Lines of Flight, Museum of Modern Art, San Francisco (2012); Genius without talent, De Appel, Amsterdam (2011); Les Promesses du passé, Centre Pompidou, Paris (2010); Biennale of Sydney (2010); Where do we go from here?, Wiener Secession, Vienna (2010); The Generational: Younger Than Jesus, New Museum, New York (2009); Biennale di Venezia, Padiglione della Romania (2009); Fusion // Confusion, Museum Folkwang, Essen (2008).

La mostra è realizzata in collaborazione con la Galeria Plan B, Cluj/Berlin