Christopher Bucklow – Guests
Curata da James Putnam, in collaborazione con la Fondazione Gervasuti, ”Guests” porta una serie di opere di Christopher Bucklow all’Hotel Metropole durante la Biennale Arte 2026.
Comunicato stampa
“Guests” è una serie di fotografie uniche realizzate con una tecnica speciale basata sul principio della camera oscura. Nel 1993 Christopher Bucklow si trasferì a Venezia, dove visse e lavorò per due anni. Come molti artisti nel corso della storia, fu attratto dall’ambiente acquatico e dall’atmosfera della città, con la sua particolare qualità di luce dorata riflessa nelle acque della laguna. Qui realizzò molte delle sue prime fotografie della serie “Guests”, utilizzando una tecnica che aveva sviluppato mentre lavorava come curatore al Victoria and Albert Museum di Londra. Per questo processo distintivo impiega una grande macchina fotografica artigianale a foro stenopeico multiplo, con la quale
proietta le immagini su un grande foglio di pellicola cibachrome di 30”x40”. A differenza di una macchina fotografica tradizionale con obiettivo, questo dispositivo utilizza migliaia di minuscole aperture che funzionano come singole camere stenopeiche, producendo immagini del sole. I fori sono solitamente circa 25.000, numero che simboleggia approssimativamente i giorni della durata biblica di settant’anni della vita umana. Il processo di realizzazione di un’opera inizia tracciando la silhouette di una figura su uno stencil di foglio di alluminio, che viene poi perforato con migliaia di piccoli fori. Quando viene esposto alla luce solare, ciascun foro agisce come una lente che proietta migliaia di soli, i quali insieme formano una figura umana radiante. Ogni Guest rappresenta una persona che Bucklow ha sognato; i sogni agiscono come un ponte tra il conscio e l’inconscio. L’artista ritiene che i Guests alludano a un trasferimento di energia e riflettano quindi aspetti della sua stessa psicologia, diventando una sorta di autoritratti estesi. Li chiama Guests (“Ospiti”) perché la loro apparizione nella fotografia appare transitoria e fugace, proprio come la luce naturale, che è in costante mutamento e non si manifesta mai due volte nello stesso modo. La mostra fa parte della rassegna permanente di arte contemporanea del Metropole, organizzata in collaborazione con la Gervasuti Foundation, Londra-Venezia, e curata da James Putnam.
L’esposizione rappresenta inoltre l’ultima e più recente testimonianza del costante impegno dell’Hotel Metropole nella promozione e nell’organizzazione di progetti nei campi dell’arte, della moda, dell’artigianato e del design, fungendo da piattaforma per la creatività e l’innovazione sia a livello locale sia internazionale.