Christian Zucconi

Milano - 08/05/2014 : 08/05/2014

La personale di Christian Zucconi si rinnova con vari eventi.

Informazioni

Comunicato stampa

a personale di Christian Zucconi si rinnova
giovedì 8 maggio 2014 dalle ore 19,
a un mese esatto dall’inaugurazione dello scorso 8 aprile, con:

la presentazione della scultura ricomposta durante la performance in cui ai presenti è stato chiesto di rompere un’opera dell’artista, ponendo un interrogativo culminato con la scelta di un visitatore di porsi come meccanismo attivo in una fase del lavoro di Christian Zucconi
la presentazione del documento video della performance, rigorosamente in bianco e nero e incentrato sull'azione come la documentazione grezza e impersonale di una telecamera di sorveglianza, testimonianza visiva raccolta da un punto d'osservazione fisso e idealmente oggettivo che tralascia l'audio per concentrarsi sull'azione
la presentazione del catalogo edito da Vanilla Edizioni con testo di presentazione di Emanuele Beluffi


Leggi qui il testo completo della mostra



CHRISTIAN ZUCCONI

Nato a Piacenza nel 1978. Intraprende la propria ricerca artistica già dal ’90, quando inizia la collaborazione carrarese con il Laboratorio Corsanini e con l’Officina Martello di Broni.

Sono anni in cui lo studio della tecnica e la passione per Michelangelo lo portano a soluzioni estetiche poderose, che saranno protagoniste della prima personale organizzata da Piero Molinari all’Università Cattolica di Piacenza nel 1998. Nel successivo decennio si impegna, oltre che in un’oculata attività espositiva, nella realizzazione di grandi monumenti pubblici.

Summa di questo periodo, la personale del 2007 curata da Alain Toubas nella Pinacoteca del Castello Visconteo di Legnano, dove in piazza San Magno espone la gigantesca Legione.

Da quel momento la scultura monumentale interessa sempre meno a Zucconi, che vira la propria ricerca verso una scultura più intimista e meditativa basata sull’interpretazione individuale del mito classico, tanto che alla fine del 2007 inventa la tecnica kenoclastica, tecnica scultorea consistente nella distruzione di un’opera finita, nel suo svuotamento e nella successiva ricomposizione. Attraverso il drastico abbattimento di peso e all’uso di strutture interne invisibili, amplia le possibilità tecniche e iconografiche della scultura in pietra. I risultati di quella “sofferta distruzione, svuotamento e ricostruzione di una scultura (e di se stessi)” vengono presentati da Rudy Chiappini nel 2010 in una “scandalosa” personale nel museo d’arte antica del Castello Sforzesco di Milano.

Dopo Edipo e dopo la Cena in Emmaus di cadaveri esposta alla Biennale di Venezia del 2011, sentendo esaurita la vena mitologica e religiosa, senza più filtri Zucconi spinge profondamente la sua ricerca nelle zone d’ombra dell’uomo contemporaneo. Mentre la sua scultura si fa sempre più “brutale e sporca”, inizia una serie di collaborazioni trasversali che lo porteranno dai Musei Civici di Palazzo Farnese di Piacenza per la cura di Elena Percivaldi al Museo dell’Opera del Duomo di Prato per la cura di Luca Beatrice, fino a contaminazioni con la moda, la musica, la fotografia e la video arte. Importanti in questo periodo le collaborazioni con Mustafa Sabbagh, con il quale concepisce progetti comuni di scultura e videoinstallazione a Porto (Portogallo) e a Milano in occasione di Hot, sempre a cura di Beatrice. Da questo momento, stratifica e completa la sua ricerca artistica affiancando alla scultura la performance, il video e soprattutto la fotografia nel progetto in progress Cenere presentato per la prima volta al Museo d’Arte Contemporanea del Ticino a cura di Mario Casanova in occasione della mostra Combinations: reflecting on silence. Dal 2013 il drammatico momento storico e una coscienza ecologica sempre più forte lo portano ad assemblare scarti di lavorazione in grandi blocchi per dare espressione a una società sempre più violenta, disgregata e confusa.