Chiara Lecca – Bigbigbubble

Faenza - 02/10/2013 : 08/11/2013

Per realizzare le proprie opere, sempre spiazzanti ed ironiche, Chiara Lecca (Modigliana, 1977) ricicla scarti animali.

Informazioni

  • Luogo: BANCA DI ROMAGNA
  • Indirizzo: Corso Garibaldi, 1 - Faenza - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 02/10/2013 - al 08/11/2013
  • Vernissage: 02/10/2013 ore 18
  • Autori: Chiara Lecca
  • Curatori: Marinella Paderni
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: lun-ven 8.20-13.20/14.50-15.50
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Banca di Romagna (c.so Garibaldi 1) presenta una personale di Chiara Lecca a cura di Marinella Paderni che inaugura il 2 ottobre, alle 18 e rimane allestita fino al 8 novembre.
Per realizzare le proprie opere, sempre spiazzanti ed ironiche, Chiara Lecca (Modigliana, 1977) ricicla scarti animali


“In un’epoca contraddistinta dalla bellezza effimera, assoggettata all’economia dell’edonismo e del consumo, - spiega Marinella Paderni - schiava del desiderio narcisistico e della ricerca di corpi sempre più performanti ma artificiali, Chiara Lecca riflette sulla vanitas e sull’abuso della bellezza che spinge l’umanità ad andare oltre i limiti della natura per riprogrammare il proprio corpo e l’identità con una perdita importante di quell’atavico carattere animale che è l’essenza più autentica del nostro esistere nel mondo.
Nella sua personale faentina, l’artista presenta una serie di sculture e installazioni che esplorano le frontiere dell’ibridazione e dell’ingegneria genetica da una prospettiva teriomorfa inedita, con lo sguardo rivolto all’altro che vive in noi da sempre di cui spesso ci dimentichiamo - il nostro essere animale.
Pervaso da una sottile ironia, il suo lavoro si focalizza sull’animalità perduta, camuffata o rimossa da anni di cultura antropocentrica e tecnologica, che hanno generato un profondo senso di estraneità dell’uomo dal regno animale. Una condizione dimenticata ma non ancora perduta, che vive nel territorio psichico delle pulsioni più profonde e istintive, quello spazio nascosto dell’essere che Edgar Morin chiamava la “caverna interiore”, e che l’artista sublima in un omaggio toccante.
Consapevole di ciò che è stato smarrito, Chiara Lecca indaga un nuovo eterospecifico di uomo e animalità, facendo ricorso al mondo animale come materia e sostanza dell’opera d’arte, soggetto e oggetto di un processo di riavvicinamento simbolico di due anime divise e frammentate”.