Chiara Foresti – Mania mi mina: anima mia mi ami?

Bergamo - 18/01/2013 : 01/02/2013

L'artista Chiara Foresti presenta il work in progress fotografico “Anime/A name” e, nella sezione “Fil Rouge” alcune opere pittoriche legate al tema dell'identità. Durante l'esposizione i visitatori potranno partecipare in prima persona al progetto, facendosi ritrarre dall'artista.

Informazioni

  • Luogo: GALGARTE
  • Indirizzo: via Galgario, 13 – 24124 - Bergamo - Lombardia
  • Quando: dal 18/01/2013 - al 01/02/2013
  • Vernissage: 18/01/2013 ore 18.30
  • Autori: Chiara Foresti
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 16/19 - martedì e festivi chiusura al pubblico.

Comunicato stampa

Mania mi mina: anima mia, mi ami?
Anime in mostra alla galleria Galgarte.
Inaugurazione Venerdì 18 gennaio, dalle 18:30 alle 22:00
L’ esposizione rimarrà aperta fino al 1 febbraio 2012 con orario 16/19 - martedì e festivi chiusura al pubblico.

Alla galleria Galgarte, dal 18 gennaio al primo febbraio 2013, l'artista Chiara Foresti presenta il work in progress fotografico “Anime/A name” e, nella sezione “Fil Rouge” alcune opere pittoriche legate al tema dell'identità. Durante l'esposizione i visitatori potranno partecipare in prima persona al progetto, facendosi ritrarre dall'artista.

Dare un nome all'anima, o un'anima al nome

Il logogrifo che presenta la mostra di Chiara Foresti è già una dichiarazione implicita. Una parola ne contiene molte, che rappresentano altrettante storie. Nello stesso modo un'anima ne contiene molte, che possono essere riassunte in un nome. Quello che i protagonisti del progetto si scrivono su una mano o su un biglietto, su un cartello, sulla superficie di un palloncino.

Nella “camera oscura”, che verrebbe da chiamare con Barthes “camera chiara” dell'artista le anime rappresentano se stesse nella loro forma fisica. Quella preferita, quella voluta, quella percepita nel momento stesso dello scatto. Così come le immagini si formano sulla superficie sensibile alla luce di una macchina con foro stenopeico, le anime diventano ologrammi di se stesse nella cabina costruita dall'artista.

Quattro pareti e un frontale dipinto, per suggerire una gigantesca Polaroid che ognuno vive come desidera. Può essere una cornice che racchiude un istante, un limite da sfidare, un'esposizione pubblica da vivere con esuberanza o ritrosia. Una dichiarazione d'identità che consiste soprattutto nel mettersi in gioco, davanti a un obiettivo e con un obiettivo: proporre la propria unicità, il proprio nome, in un momento irripetibile da condividere.

Anime / A name è un glossario della gente, un alfabeto dell'umanità che per sua natura non potrà mai essere completato. Ma, come un organismo vivente, si sposterà di luogo in luogo, di tempo in tempo, per accogliere dentro di sé la ricchezza unica della varietà. E per dare una voce e un volto all'anima, a tutte le anime.

Le opere pittoriche di “Fil Rouge” parlano invece dell’identità perduta e sommersa nell’intricata “foresta di segni” contemporanea. È il colore, che sia il rosso del pesce o il verde dell’erba, la labile traccia che identifica una presenza viva tra miriadi di volti, oggetti e parole che moltiplicano il significante, e annientano il significato.