Cesare Pietroiusti – La lingua degli affetti e del desiderio

Bologna - 23/02/2016 : 23/02/2016

Xing e Work.lab presentano negli spazi di Raum gli esiti del laboratorio La lingua degli affetti e del desiderio condotto dall’artista Cesare Pietroiusti insieme a venti giovani artisti e studenti d'arte selezionati attraverso un bando. Il progetto è coordinato da Lelio Aiello, docente dell'Accademia di Belle Arti di Bologna.

Informazioni

  • Luogo: RAUM
  • Indirizzo: Via Ca' Selvatica 4/D - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 23/02/2016 - al 23/02/2016
  • Vernissage: 23/02/2016 ore 21.30
  • Autori: Cesare Pietroiusti
  • Generi: presentazione

Comunicato stampa

on gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna:

Riccardo Ambiveri, Davide Bartolomei, Veronica Billi, Gerardo Brentari
Barbara Cardella, Marco Casella, Matilde Cassarini, Tiziana De Felice, Anna Dissabo
Mimì Enna, Marco Fontichiari, Elena Genco, Gianfranco Mazza, Floriana Mitchell, Mattia Pajè
Chiara Prodi, Simona Saggion, Simone Tacconelli, Agata Torelli, Yelena Yang

coordinamento Lelio Aiello

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Raum
via Ca' Selvatica 4/d Bologna

Martedi 23 febbraio alle 21.30 Xing e Work.lab presentano negli spazi di Raum gli esiti del laboratorio La lingua degli affetti e del desiderio condotto dall’artista Cesare Pietroiusti insieme a venti giovani artisti e studenti d'arte selezionati attraverso un bando. Il progetto è coordinato da Lelio Aiello, docente dell'Accademia di Belle Arti di Bologna.

Il laboratorio si è interrogato sull’importanza della competenza relativa alla propria lingua madre per il lavoro, per la ricerca, per la comunicazione artistica. In una situazione in cui il dominio del Basic English rischia di determinare un appiattimento e una semplificazione del pensiero, oltre che delle modalità comunicative, si può pensare ad un rilancio di un uso raffinato, consapevole e complesso della lingua italiana in un ambito tanto intimo (e forse poco analizzato socialmente) quanto decisivo, quale quello erotico-sessuale? Cesare Pietroiusti e i partecipanti del lab che si è tenuto nel corso di tre settimane tra l'Accademia di Belle Arti e Raum, hanno provato ad esplorare, condividendo esperienze e momenti di sperimentazione, i campi dell'enunciazione, del lessico, della fonetica, connessi all'espressione degli affetti e del desiderio, così come quelli delle particolarità delle funzioni della lingua come organo anatomico, sede di forme spiccate di sensibilità e, a volte, oggetto di tabù.

Cesare Pietroiusti, artista e docente, vive a Roma. Laureato in Medicina con tesi in Clinica Psichiatrica, è co-fondatore del Centro Studi Jartrakor, Roma (1977) e della Rivista di Psicologia dell’Arte (1979). E' stato uno dei coordinatori delle residenze Oreste (1997-2001) e del convegno Come spiegare a mia madre che ciò che faccio serve a qualcosa?, Link, Bologna (1997). E' stato inoltre co-fondatore di Nomads & Residents (New York, 2000), co-curatore del Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti di Como (2006-2011), membro del comitato promotore del Forum dell'Arte contemporanea italiana, Prato (2015), e membro del collettivo Lu Cafausu (2007-). E’ docente di Laboratorio Arti Visive presso lo Iuav, Venezia (2004-) e MFA Faculty presso LUCAD (Lesley University, Boston, 2009-). Pietroiusti indaga i microeventi, le situazioni paradossali, i comportamenti e i gesti minori che costituiscono l'esperienza della vita quotidiana. In molti casi le sue operazioni, sempre antispettacolari, coinvolgono direttamente il pubblico, altre volte implicano un impegno personale che può mettere in causa i limiti della resistenza fisica o psicologica dell'artista stesso. Dal 1977 ha esposto in spazi privati e pubblici, deputati e non, in Italia e all’estero. Negli ultimi anni il suo lavoro si è concentrato soprattutto sul tema dello scambio e sui paradossi che possono crearsi nelle pieghe dei sistemi e degli ordinamenti economici. A partire dal 2004 ha irreversibilmente trasformato altrui banconote; distribuito gratuitamente decine di migliaia di disegni individualmente prodotti e firmati; venduto storie; ingerito banconote al termine di un’asta per poi restituirle al legittimo proprietario dopo l’evacuazione; aperto negozi in cui la merce in vendita sono banconote e la 'valuta' con cui si possono acquistare è lo sguardo dell’acquirente; allestito mostre in cui le opere sono in vendita non in cambio di denaro, ma delle idee o delle proposte dei visitatori.
www.pensierinonfunzionali.net

Con il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Xing/Raum. In collaborazione con Work.lab/Accademia di Belle Arti di Bologna. Media partner: Edizioni Zero.