Cen Long – The Constellations

Venezia - 11/05/2019 : 24/11/2019

La mostra “Cen Long: The Constellations” è la prima mostra in Italia che vede l’artista come protagonista.

Informazioni

Comunicato stampa

La mostra “Cen Long: The Constellations” è la prima mostra in Italia che vede l’artista come protagonista.
Nato a Canton (Cina) nel mio 1957, Cen Long è una personalità particolare e introversa che ha deciso di dedicare tutta la sua vita alla propria produzione artistica. Dopo un complicato rapporto con il mercato dell’arte cinese e un periodo di introspezione che egli dedicò all’insegnamento, decise di ritornare a dipingere. Cen si dedicò anche alla produzione di illustrazioni per bambini. Quest’ultime si riallacciano alla sua idea di arte e di rappresentazione, che fu apprezzata in Asia e in Europa

Fu l’incontro con Metra Lin, attuale curatrice della mostra, che gli infuse nuova speranza e forza per continuare a produrre. Lo scopo di Metra è quello di rendere l’arte di Cen Long fruibile alle persone, diffondere il suo messaggio di speranza e di rispetto.

Il nome dell’esposizione è ispirato al quadro principale The Constellations, in cui il cielo stellato fa da sfondo ad una pastorella scalza che cammina per la montagna insieme alle sue pecore.
Le stelle, fonte di luce nell’oscurità della notte, simboleggiano la speranza che dovrebbe sovrastare ognuno di noi. Allo stesso tempo, non siamo forse anche noi delle stelle, piccoli elementi che non solo compongono un reticolato di vita ma allo stesso tempo luccicano, nonostante l’oscurità e le avversità della vita odierna?

Durante un periodo all’interno dell’esercito, Cen Long viaggiò per i vasti terreni montuosi del nord della Cina, entrando a contatto con delle realtà sociali piccole e povere. Furono proprio queste immagini ad ispirare l’artista, che fin dai primi anni della sua produzione si dedicò alla riproduzione di scenari, usi, costumi e personaggi di queste zone. Cen rimase colpito dalla semplicità e dalla durezza della vita di queste persone, tanto da provare un profondo rispetto per la loro tenacia e la loro forza. Questo approccio alla vita è simbolico, in contrapposizione col mondo che viviamo oggi; per questo motivo l’artista iniziò a dedicare tutto il suo atto pittorico a queste persone, a questi paesaggi così caratteristici ed esemplificativi dell’esistenza umana.
I sentimenti di speranza, forza e rispetto sono accompagnati da un forte amore per la vita, un sentimento che si potrebbe definire materno, primordiale e spontaneo nei confronti del prossimo. Ogni quadro, con la sua ambientazione rurale e le sue figure particolarmente realiste e dinamiche, esprime forza e rispetto: la forza di chi affronta, anche se con difficoltà, il percorso della propria esistenza trasmettendo coraggio e speranza, e il rispetto che ognuno di noi dovrebbe indirizzare a ogni essere vivente.
Un altro elemento che salta sicuramente all’occhio è la gamma cromatica, composta da colori basici, che richiamano la terra e che fanno risaltare maggiormente i punti di luce di ogni dipinto. Le pennellate, spesse ma precise, rendono ogni dipinto estremamente dinamico così da coinvolgere ancora di più il visitatore, che rimane sbalordito dalla forza espressiva di ogni gesto effettuato dai personaggi che vi sono rappresentati.
La location è la chiesa priorale del Sovrano Militare Ordine di Malta di San Giovanni Battista, a Venezia. La curatrice, dopo aver esposto le opere di Cen Long in altri spazi, capì che il giusto luogo per quest’arte doveva un posto che esprimesse un senso di spiritualità e gli stessi valori che fanno da cardine alla pittura di Cen. La chiesa permette a questi dipinti di comunicare al massimo il loro potenziale, permette di unire l’antico col nuovo: gli ideali di amore, fede e speranza vengono così doppiamente espressi, echeggiano nella solennità della chiesa.

Durante una presentazione dell’artista tenutasi domenica 10 Novembre, la curatrice ha affermato: “Quando ho un periodo triste nella mia vita, osservo i dipinti di Cen Long perché mi danno forza e speranza. Per questo motivo voglio che tutti possano avere la possibilità di apprezzare la sua arte.” È proprio da queste parole che, forse, si dovrebbe partire per comprendere al meglio questa esposizione: un connubio di bellezza che nasce dal legame che vi è tra una raffinata tecnica pittorica e un profondo senso di umanità.