Celestino Ferraresi – Pensieri sulla religione di un pittore laico

Roma - 07/10/2016 : 17/10/2016

Una decina di quadri di Celestino Ferraresi, eseguiti dagli anni '80 ad oggi, saranno esposti alla Galleria ART G.A.P. a raccontare la sua pittura attraverso il filo rosso di quelle riflessioni sulla religione che lo hanno sempre accompagnato.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA ART G.A.P.
  • Indirizzo: Via San Francesco a Ripa, 105/a 00153 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 07/10/2016 - al 17/10/2016
  • Vernissage: 07/10/2016 ore 18,30
  • Autori: Celestino Ferraresi
  • Curatori: Cecilia Paolini, Tommaso Ferraresi
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Da Domenica a Giovedì dalle 15.30 alle 19.30; Venerdì e Sabato dalle 15.30 alle 21.30

Comunicato stampa

Dal 07 al 17 ottobre prossimo una decina di quadri di Celestino Ferraresi, eseguiti dagli anni '80 ad oggi, saranno esposti alla Galleria ART G.A.P. a raccontare la sua pittura attraverso il filo rosso di quelle riflessioni sulla religione che lo hanno sempre accompagnato.

Laico per incapacità di aderire con Fede a quel credo in cui pure era cresciuto, ha sempre subito il fascino del rapporto dialettico che si stabilisce tra i credenti e la religione

Profondamente convinto che la pittura debba rivolgersi, proprio come la religione, all'animo dell'uomo, ha racchiuso nei suoi dipinti la grande bellezza dei cieli aperti, l'armonia delle forme architettoniche di splendide chiese, ma anche la vertigine dell'ombra e della consapevolezza della insondabile labilità dell'esperienza umana. Innamorato della bellezza del colore, non si attarda mai a compiacersi di effetti facili, usa una materia sobria ed opaca, mette in scena oggetti quotidiani, riproduzioni di opere d'arte di maestri del Cinquecento consumate dall'uso, per raccontare la profondità di un'emozione, della grande emozione della sofferenza umana.
Quella di questi dipinti è una pittura di straordinaria intensità, in un equilibrio formale e narrativo tra luce come rivelazione e tempo come limite inesorabile, malinconia. Sintetica al limite dell'astrazione o narrativa in chiave quasi espressionista, la sua personale religione laica è tutta in questo fraterno disincanto sulla condizione umana. Ma è la Pittura la vera protagonista di questa pur breve rassegna, una pittura che sa affascinare, commuovere, condurre a riflettere proprio grazie alla sua piena Bellezza.
Una mostra questa che non stupisce, non sorprende né genera inattesi spaesamenti come molta contemporaneità, ma riempie gli occhi ed emoziona profondamente attraverso la bellezza del colore, della Pittura.