Carol Rama e Guglielmo Castelli – La libertà dei piromani
L’Archivio Carol Rama annuncia la mostra che metterà in dialogo l’artista Guglielmo Castelli con la figura e l’opera di Carol Rama.
Comunicato stampa
L’Archivio Carol Rama annuncia la mostra che metterà in dialogo l’artista Guglielmo Castelli con la figura e l’opera di Carol Rama.
Il progetto sarà presentato venerdì 30 ottobre alle 18 nella sede dell’Archivio in via Andorno 22. Con l’occasione, l’Archivio Carol Rama inaugura il suo spazio operativo e culturale all’interno di un complesso storico per la scena dell’arte torinese, che già ospita la Fondazione Giorgio Griffa, l’Archivio Marco Gastini e gli studi di Luigi Mainolfi, Elisa Sighicelli, Grazia Toderi e Gilberto Zorio.
La mostra, dal titolo La libertà dei piromani, nasce dalla visione di Carol Rama come figura germinativa la cui eredità si pone al di là del tempo e dello spazio, una presenza vitale e di stimolo, capace di trasformare la sua monumentalità in humus. Carol Rama non è solo stata una protagonista del Novecento ma le sue opere entrano in relazione con il contemporaneo, in una conversazione aperta con il pubblico e con artiste e artisti anche di giovani generazioni. L’Archivio Carol Rama si propone quindi in un ruolo non solo conservativo, scientifico e di tutela ma anche di promozione e produzione culturale nel presente, accendendo via via le luci su opere della contemporaneità entrate in dialogo con l’artista.
Il titolo nasce da una suggestione scaturita dal primo incontro di Guglielmo Castelli con Carol Rama.
Mi ricordo un’intervista a Carol Rama in cui le chiesero che cosa fosse per lei la libertà, e lei rispose che è un concetto relativo, perché per un piromane la libertà consiste nel dar fuoco alle cose.
La mostra presenta cinque opere di Castelli, di cui quattro inedite, in conversazione con altrettante di Rama, appartenenti a momenti diversi del suo eclettico percorso artistico lungo settant’anni.
Tra le opere dei due artisti nasce naturalmente un gioco di riverberi, di affinità estetiche e tematiche, una corrispondenza di amorosi sensi. A partire da uno sguardo anatomico sull’umanità che si fa corpo, che coinvolge il disegno e la pittura ma anche il collage, che parte dall’infanzia come dimensione ab origine e che rimane paesaggio nell’età adulta.
Nel lavoro di interviste che da un anno l’Archivio ha intrapreso come progetto in progress per documentare ed esplorare la memoria, l’eredità e l’influenza dell’opera e della figura di Carol Rama in quello che fu il suo tempo storico così come nel contemporaneo, Castelli ha approfondito in un lungo dialogo la sua esperienza e il suo rapporto con l’artista.
L’incontro con lei per me è stato un ricalcolo. Carol Rama ha sempre costruito il trauma nel corpo. E io, in qualche modo, da quella visione, da quell’insegnamento, il trauma lo metto in scena
Lei è sempre stata un insediamento, un’insinuazione tra le pieghe di qualcosa, prima di tutto legato all’umano.
Ho sempre trovato quasi commovente la sua capacità coriacea di rimanere, di continuare, di trattare, di barattare, di portare e di tendere l’umano fino a un passo prima della rottura.
Le cinque opere in mostra di Carol Rama, da un sorprendente acquerello del 1939 alla ridondanza figurativa dei dipinti degli anni ottanta, sono un assaggio della grande varietà di mezzi, materie e soluzioni stilistiche della sua produzione, anticipando tante pratiche di artisti più giovani, semi che nel lavoro di Castelli si rigenerano e fioriscono in maniera personale e autonoma.
Carol era treccia, era perla ma anche bitume, era sanguigna ma anche velluto.
Penso che per il suo enorme talento, il suo sapere non fosse più sufficiente un mezzo solo, questo caleidoscopio, una via lattea così prolifica, la capacità di mantenere tutto con la stessa potenza, con materiali diversi, costituiscano un esempio fondamentale per gli artisti delle nuove generazioni.
La risonanza tra i due artisti si concretizza anche in un concetto comune di archivio, nella pratica di collezionare elementi del mondo esterno, del pescare orizzontalmente ovunque, senza pregiudizi e gerarchie. O addirittura, per Carol Rama, nella pratica di collezionare iconografie delle proprie opere, come nella sorprendente e intrigante “scatola di fiammiferi”.
I loro studi sembrano concepire la collezione dell’esistenza in forma di catalogo. Una memoria raccolta poco per volta, fatta anche di piccole cose trascurabili, di una wunderkammer intima e preziosa che appare come un diario personale. Un atlas di motivi a disposizione.
Un archivio come un abecedario, lo definisce Castelli.
Quel divario, quella sismografia tra alto e basso, quando non si sa perché ma si prova un’attrazione viscerale che ti si alza la temperatura corporea verso qualcosa che incontri e sai che ti appartiene, che contiene qualcosa di te.
Sembra di sentire un’eco della voce di Carol nella spiegazione di questa curiosità onnivora che porta il corpo e lo spirito del mondo nel lavoro di un artista, che lo rende personale e insieme universale.
La libertà dei piromani. Carol Rama e Guglielmo Castelli
A cura di Olga Gambari e Cristina Mundici
Inaugurazione venerdì 30 ottobre h 18
Sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre h 10-19
Archivio Carol Rama
Via Andorno 22, 10153 Torino
archiviocarolrama.org
Si ringrazia la Galleria Sylvia Kouvali