Carlotta Di Stefano – Qualcosa di cui non parlare

Venezia - 11/12/2014 : 31/01/2015

La creatività di Carlotta Di Stefano si fa trascinare dal ludico, dal colore, dal piacere di creare immagini che evocano un qualcosa, che viene poi camuffato e dimenticato, attraverso una manualità, una libertà e svariati punti di vista che richiamano il mondo dell’infanzia o il concetto di art brut.

Informazioni

  • Luogo: AL BARON
  • Indirizzo: Campo Santa Maria Nova, Cannaregio 6061 - 30121 - Venezia - Veneto
  • Quando: dal 11/12/2014 - al 31/01/2015
  • Vernissage: 11/12/2014 ore 18,30
  • Autori: Carlotta Di Stefano
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Email: intransitmoods@gmail.com

Comunicato stampa

inTransit ; moods || meets || QUALCOSA DI CUI NON PARLARE

inTransit ; moods || C’era una volta un piccolo Campo, dove l’incontro e scontro di umori [traballanti] narrava, distrattamente, situazioni e atteggiamenti transitori. Velocissimi, dalla letizia alla tristezza, si vestivano di tinte e sfumature senza mai volersi fermare; sgangherati tra la pietra, poche panchine e qualche albero.
Umori [pre]disposti al transito, al cambiamento, che si lasciano sbirciare e immediatamente mutano in forme nuove: sensibilità pronte ad occupare uno spazio e nel futuro [prossimo] a scapparne. Svelando una piccola parte della propria sostanza, intiepidendo l’altrui visione



[Incontri a cadenza casuale, allestimenti e tentativi di comunicare per immagini, ‘Al Baron’, Campo Santa Maria Nova, Cannaregio 6061 - 30121 Venezia]


QUALCOSA DI CUI NON PARLARE
Personale di Carlotta Di Stefano

Spontaneità nell’azione che dalla pancia si sposta al cervello, il quale, sottraendosi al concetto, all’input iniziale, lascia spazio al piacere estetico, puro. La creatività di Carlotta Di Stefano si fa trascinare dal ludico, dal colore, dal piacere di creare immagini che evocano un qualcosa, che viene poi camuffato e dimenticato, attraverso una manualità, una libertà e svariati punti di vista che richiamano il mondo dell’infanzia o il concetto di art brut. Pittura acrilica, pittura ad olio, pennarelli, acquerelli e stoffe sono solo alcuni dei materiali utilizzati. Il processo creativo libera l’artista dai condizionamenti esterni, dalle paranoie mentali alimentate giorno dopo giorno dal bombardamento confuso di immagini che ci opprime, ma al quale siamo [quasi] abituati.
Carlotta Di Stefano studia i meccanismi del corpo umano, focalizzandosi su malattie e patologie che lo trasformano dall’interno all’esterno, ma svestendoli delle loro sembianze, li ripropone in forme nuove: così una patologia dello stomaco, diviene un’incantevole fiore tropicale. Un corpo malato, psicologicamente affranto dalla propria condizione, si presenta con tinte e sfumature forti e l’alternanza tra benessere e malessere diviene una precarietà affascinante alla vista.