Carlo Vicenti – Caduta massi

Noci - 20/10/2015 : 04/11/2015

“Caduta massi”, la nuova produzione scultorea di Carlo Vicenti, è l’esito di una sperimentale connessione tra identità e radici – rappresentate dalla pietra della Murgia – e personale vissuto quotidiano costituito dalle automobiline del figlio.

Informazioni

  • Luogo: CHIOSTRO DELLE CLARISSE
  • Indirizzo: via Porta Putignano - Noci - Puglia
  • Quando: dal 20/10/2015 - al 04/11/2015
  • Vernissage: 20/10/2015 ore 19
  • Autori: Carlo Vicenti
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 18:00 – 20:30

Comunicato stampa

“Caduta massi”, la nuova produzione scultorea di Carlo Vicenti, è l’esito di una sperimentale connessione tra identità e radici – rappresentate dalla pietra della Murgia – e personale vissuto quotidiano costituito dalle automobiline del figlio. L’autore non tradisce la predisposizione a sperimentare, a saggiare, a scandagliare nuovi percorsi così come esige la sua indole vivace e indomita


La curiosità, la passione, l’acume e una caratterizzante “inquietudine dinamica” consentono a Vicenti di scorgere nell’ambiente circostante forme, elementi, oggetti, che aspettano di essere interpretati e valorizzati per diventare fulcro di opere o di installazioni in grado di esternare un messaggio, a prescindere dal valore artistico che eventualmente dette creazioni potranno assumere.
La roccia locale, già utilizzata col materiale informatico nella serie “Emersione”, è ora abbinata a modelli in scala di autovetture e altri mezzi di trasporto: natura e tecnologia ludica!
Le sculture sono costituite da macchinine accostate, lambite o schiacciate da pezzi di roccia in una rappresentazione plastica dei possibili effetti della caduta di massi in una strada di montagna.
Quello che ne scaturisce non è un semplice giocoso passatempi dagli insperati e apprezzabili aspetti estetici. Il divertissement cela un significato allegorico che all’osservatore attento di certo non sfugge. La pietra e la roccia hanno da sempre simboleggiato il cosmo. La pietra in molte culture è la forza della vita e anche la morte; rappresenta spesso le difficoltà per raggiungere la conoscenza, i propri obiettivi.vLe pietre di Vicenti, pertanto, stanno a rappresentare il fato, il destino irrevocabile al quale nessun uomo-macchina può sottrarsi.
Ogni individuo percorrendo la sua strada segnata dal fato non sa cosa lo aspetta. Sarà schiacciato da eventi avversi? Riuscirà a schivarli? Avrà una vita piena di pericoli?
O forse l’autore-vigile nocese vuole farci riflettere sull’ipotesi secondo la quale “faber est suae quisque fortunae”, ciascuno è artefice della propria sorte?
In ogni caso le opere stimolano la curiosità e sollecitano la riflessione: di questi tempi non è poco!

Giuseppe Basile

Carlo Vicenti è nato a Noci (Ba) il 24 luglio 1954.
L’inizio del suo personale e originale percorso artistico risale al 1994. Gli esordi sono il frutto di un impegno estemporaneo e sperimentale. Le prime opere spaziano tra arte povera (usa trucioli di legno, residui di ferro, sabbia, vetri, etc.) e paesaggi informali spatolati. Durante questa fase embrionale, tra pratica e teoria, s’imbatte nell'arte di Casimir Malevič e del suo proposito di ottenere una totale liberazione dell'arte dal mondo oggettivo. Al pittore russo è ispirata una serie di quadri astratti geometrici. Seguono le prime opere che Vicenti sente veramente sue: una serie di tele legate al territorio, al recupero e alla valorizzazione di tipiche emergenze architettoniche e culturali: i Trulli.
La spasmodica ricerca del pittore nocese sfocia nel 2001 nella fase "blu" con la tipica produzione denominata Correnti.
Linee sinuose, curve, cerchi, volute, spirali, onde…: la materialità del blu oltremare, ora scalfita, ora lavorata dal sapiente uso della spatola riesce ad attivare la fantasia e la creatività del fruitore.
Il blu oltremare che caratterizza la produzione artistica di questo periodo è protetto da un Marchio registrato. La particolare combinazione cromatica accoppiata all'espressione "blu vicentiano", è infatti depositata nel 2001 presso l'Ufficio italiano brevetti e marchi di Roma.
Il “blu vicentiano” resta protagonista e attivo ispiratore della seguente produzione del 2006, intitolata Il colore del vento.
Nel 2007 è la volta della singolare ed originale serie Lo zoo. La opere presentano una caratteristica insolita e innovativa: ogni pezzo è impreziosito da scaglie di vero oro.
Il 2008 è l’anno della collezione Oltre. Vicenti nelle sue tele, caratterizzate sempre dal classico blu, supera la dimensione terrena per proiettarsi verso il cielo, verso l’infinito, oltre ogni limite spaziale e temporale, oltre ogni convenzione.
L’infinito come paradigma di quello slancio vitale e quella tensione verso la felicità, verso nuove mete che albergano nell’animo d’ogni uomo.
Tra il 2008 e 2009 la frequentazione di molti grandi artisti italiani consente a Vicenti di arricchire il suo bagaglio culturale e di accrescere competenze e sensibilità. I consigli di amici come Pietro Coletta e Claudio Olivieri sono di stimolo per la collezione Neumi, ispirata al Canto gregoriano. Una tela di questa collezione è stata personalmente donata al Santo Padre Benedetto XVI.
La collezione 2011, a cui Franco Arminio ha dato il titolo “TERRA INVISIBILE”, ritrae il paesaggio nell’astrattismo totale. Nel settembre 2013 presenta una mostra di sculture dal titolo “Emersione”.