Carla Accardi. La vita delle forme

Roma - 11/10/2011 : 11/10/2011

Questa nuova monografia assume un’importanza rilevante per una completa visione del lavoro di Carla Accardi, infatti il volume ricco di immagini delle opere dal 1996 al 2010 raccoglie anche opere che, dal 1946 al 1995, non erano state inserite nel volume “Carla Accardi” edito nel 1996 da Charta e Zerynthia. Una selezione di lavori fino al 1995 e l’apparato completo di quelli dal 1996 al 2010 conclude la pubblicazione.

Informazioni

Comunicato stampa

Presentazione del volume
“Carla Accardi. La vita delle forme”

di Germano Celant
edito da SilvanaEditoriale e Zerynthia.

11 Ottobre 2011 ore 18.00

MACRO - Museo d’Arte Contemporanea Roma
Sala Conferenze - ala storica, Via Nizza, 138 Roma

Intervengono Germano Celant, Alessandra Mammì
Bartolomeo Pietromarchi, Stefano Chiodi

Ingresso libero fino a esaurimento posti – rsvp:
[email protected],
[email protected]



La ricerca artistica di Carla Accardi sempre tesa al cambiamento si impone con forza vitale e rigeneratrice: “Nel mio lavoro ci sono stati cambiamenti radicali, veri traumi

Potrei dire che è stato un mio impegno, quello di dar vita a un’opera mutevole ma che potesse essere percepita come un tutto” (C.Accardi). L’esaltazione del rapporto tra segno, forma e colore pone il lavoro dell’artista tra i più complessi e stimolanti del panorama contemporaneo italiano.

Questa nuova monografia assume un’importanza rilevante per una completa visione del lavoro di Carla Accardi, infatti il volume ricco di immagini delle opere dal 1996 al 2010 raccoglie anche opere che, dal 1946 al 1995, non erano state inserite nel volume “Carla Accardi” edito nel 1996 da Charta e Zerynthia. Una selezione di lavori fino al 1995 e l’apparato completo di quelli dal 1996 al 2010 conclude la pubblicazione.



La presentazione del volume “Carla Accardi. La vita delle forme” è un evento in collaborazione con RAM radioartemobile

MACRO presenta nei propri spazi la nuova estensione del progetto Postcard from…,
promosso dalla Fondazione Pastificio Cerere e ideato dal suo direttore artistico Marcello
Smarrelli. Nel foyer del museo viene esposta l’opera Finally di Massimo Grimaldi, un
racconto poetico sulla figura dell’artista inserito nel contesto di un grande cartellone
pubblicitario.
Il progetto della Fondazione Pastificio Cerere Postcard from…, si propone di diffondere l’arte
contemporanea nel contesto urbano attraverso la disseminazione di manifesti ideati da artisti in
luoghi diversi della città di Roma. Realizzato grazie al supporto di A.P.A. – Agenzia Pubblicità
Affissioni – il progetto è fondato sul dialogo tra spazio pubblico e produzione artistica
contemporanea.
L’opera testuale Finally di Massimo Grimaldi (Taranto, 1974), installata nell’ impianto da cartellone
pubblicitario di 4 x 3 metri, sarà affissa nel foyer del nuovo MACRO ideato da Odile Decq, uno
spazio da lei stessa concepito come punto nevralgico del museo e allo stesso tempo come luogo
“urbano” di attraversamento pubblico. L’opera di Grimaldi sottolinea così la fluida identità dello
spazio MACRO e conferma la volontà del museo di portare al proprio centro la figura e la
produzione dell’artista.
La struttura della cartellonistica pubblicitaria, normalmente associata a immagini promozionali o
messaggi commerciali, viene trasformata in un veicolo capace di comunicare altro. Finally fa parte
di una serie di lavori che Grimaldi sta portando avanti dall’inizio della propria carriera artistica: un
insieme di testi al tempo stesso poetici e disorientanti, incentrati sulla figura dell’artista, il suo ruolo
nella società, la sua identità di individuo tra solitudine e relazioni con l’altro. La successione delle
frasi e l’utilizzo della prima persona singolare permettono a ciascun osservatore di costruire le
proprie connessioni immaginarie, attivando così una nuova soglia di attenzione.
“I miei lavori non sono tigri ruggenti, sono più simili alle sabbie mobili che le risucchiano”, ha scritto
Grimaldi. In questo vortice infinito, capace di far perdere l’orientamento e di aprire a nuove
prospettive sulla realtà, l’artista suggerisce una riflessione sull’amore e il desiderio, sulla meraviglia
e il cambiamento, su un destino aperto e “acquoso” in cui l’artista e l’individuo vivono sospesi tra la
bellezza e il fallimento. “Credo di lavorare per capire la mia relazione con gli altri”: il manifesto, con
le sue lettere grigio chiare che quasi scompaiono sul fondo bianco, costringe l’osservatore a un
rapporto intenso e diretto con l’opera, a specchiarsi in essa per riconoscere se stesso e l’altro.
Grazie a questo importante progetto si rafforza la collaborazione tra MACRO e la Fondazione
Pastificio Cerere, già consolidata con il programma di residenze 6Artista: un dialogo intenso e
continuo tra due istituzioni impegnate nella diffusione della contemporaneità e nella formazione del
pubblico e degli artisti.