Camouflage

Trevi - 29/10/2011 : 08/01/2012

Con Camouflage, Palazzo Lucarini torna su un argomento delicato e spesso frainteso: il concetto di “identità”. Questa mostra, infatti, punta a mettere in discussione mediante l’arte contemporanea, tutta la retorica che, nell’anno delle celebrazioni per l’Unità Nazionale, ha invaso stampa, cultura, politica, in una parola: l’opinione pubblica.

Informazioni

Comunicato stampa

Con Camouflage, Palazzo Lucarini torna su un argomento delicato e spesso frainteso: il concetto di “identità”. Questa mostra, infatti, punta a mettere in discussione mediante l’arte contemporanea, tutta la retorica che, nell’anno delle celebrazioni per l’Unità Nazionale, ha invaso stampa, cultura, politica, in una parola: l’opinione pubblica. I due artisti, Mario Consiglio e Yonel Hidalgo Peréz, si sono concentrati sugli aspetti concreti del tema. Partendo da questioni legate al vivere quotidiano, il loro intervento ha messo in luce l’esistenza di un’inedita categoria sociale, di cui a loro volta fanno parte

Parliamo di un soggetto ibrido – nato da flussi migratori eterogenei per modi e motivazioni – che si pone in atteggiamento problematico nei confronti del contesto di accoglienza. Non più, quindi, solo l’“emigrante” che – passivamente – mira all’integrazione, ma elemento propulsivo di una cultura che fa della contaminazione, necessariamente, un nuovo principio identitario.

Nel loro caso, ciò è quanto mai appropriato. Mario Consiglio è un italiano che risiede a Berlino, dopo aver trascorso un lungo periodo londinese. Yonel Hidalgo Peréz, invece, è un cubano che da molti anni vive in Italia. Il confronto intrecciato dei loro punti di vista, pertanto, è una cartina di tornasole dell’attuale situazione, sociale, politica, linguistica. Ma non solo. La versatilità del loro talento ci permette anche di verificare come le rispettive realizzazioni, improntate alla trasformazione fisica e di senso della materia artistica, trasporti sul piano della ricerca la loro vocazione al cambiamento, indispensabile per sopravvivere alle pressanti istanze dell’attualità.

In mostra, saranno presentate le ultime produzioni di entrambe. Mario Consiglio presenterà lavori inediti. Disegni, manifesti modificati attraverso l’uso di smalti, collage. Opere in cui impera la poetica della dissimulazione, del camuffamento (camouflage). Il tutto esercitato con un taglio istintuale, nuova cifra stilistica dell’artista. Yonel Hidalgo Peréz esporrà invece in prevalenze opere installative e scultoree. Si calerà nello spazio con forme anomale. Entità ibride ove oggetti, elementi naturali ed umani si innestano a restituire identità in bilico.

La mostra, infine, è collocata all’interno di FESTIVOL 2011 Ancora una volta ciò dimostra l’attenzione che questa rassegna, abitualmente, riserva alla cultura contemporanea. Un’ulteriore prova di come Trevi riesca a coniugare felicemente tradizione e innovazione facendosi, proprio per questo, testimone più che attendibile dei nostri tempi, in constante, inarrestabile evoluzione.


BREVE SCHEDA DEGLI ARTISTI


MARIO CONSIGLIO

Nasce a Maglie (Lecce) nel 1968. Vive e lavora tra Berlino e Perugia.

Si diploma all'Accademia di Belle Arti, Urbino. Ha collaborato con: Galleria Carbone di Torino, Galleria Seno di Milano, Trolley Gallery di Londra, Studio Visconti di Milano, Studio La Città di Verona, Galleria Astuni di Pietrasanta (Lucca).

Egli è uno dei più significativi artisti umbri, attualmente residente a Berlino ed affermato a livello internazionale. Le sue immagini, che nei primi lavori rimandavano al mondo del fumetto, nelle opere più recenti scaturiscono da un’attenta analisi del quotidiano abitativo, televisivo, simbolico. Lo raccontano attraverso tecniche originali ed in continua evoluzione. Mario Consiglio lavora sull'alterazione ironica dell’immagine e sul riutilizzo dei materiali, affrontando temi caldi legati alla società contemporanea ed alla sua decadenza.



YONEL HIDALGO PEREZ

Yonel Hidalgo Peréz nasce a Las Tunas, Cuba, nel 1970. Si diploma come maestro di pittura e disegno nel 1989 presso

l'Academia de Arte “Vicentina de la Torre” della stessa città. Fra il 1992 e il 1994 Hidalgo viene scelto dalla Galéria Municipal de Arte di Guaimaro come curatore della programmazione culturale. Nel 1997 riceve una cattedra d'insegnamento di pittura presso l'accademia dove si era diplomato, coprendo in contemporanea il ruolo di disegnatore grafico per il Dipartimento di Stampa della Direzione Provinciale di Cultura di Camagüey e quello di scenografo per la Compañia de Ballet di Camagüey. In questi stessi anni l'artista è invitato a partecipare a numerosi “salones”, mostre di arte contemporanea sparse in tutte le provincie del Paese dove riceve menzioni e premi.Dal 2003 Hidalgo vive in Italia. Nel paese di adozione ha privilegiato la partecipazione a progetti espositivi non convenzionali.


Dal 1998 ad oggi, l'intera produzione dell'artista ha come fulcro centrale di riflessione il rapporto che intercorre tra uomini ed oggetti del quotidiano. Influenzato certamente dal contesto culturale cubano, un connubio unico di post-colonialismo e ideologia marxista, Hidalgo avvia una critica empatica sull'attaccamento alle cose materiali; affronta lo spinoso concetto di proprietà “mettendoci la faccia”: con un ampio ricorso quindi all'autoritratto nelle opere grafiche. Quasi ogni lavoro evidenzia il dualismo intrinseco degli oggetti: nati come protesi ausiliari e divenuti fonte di ossessioni schiavizzanti, incarnazione del bisogno/non-bisogno, sintesi indissolubile dei traguardi e allo stesso tempo dei limiti del genere umano.