Che cosa significa “rifornirsi in paradiso”? La frase suggerisce la scelta di che cosa portare via dal paradiso, in qualunque forma o luogo lo si intenda. Ma suggerisce anche l’idea di partenza connessa a una distopia: dopotutto perché lasciare il paradiso?

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Comunicato stampa

To bunker significa rifornire. Il termine descrive il processo di rifornimento delle navi al porto, un punto di incontro con la terraferma dal quale dipende il loro destino in mare. Che cosa significa allora “rifornirsi in paradiso”? La frase suggerisce la scelta di che cosa portare via dal paradiso, in qualunque forma o luogo lo si intenda. Ma suggerisce anche l’idea di partenza connessa a una distopia: dopotutto perché lasciare il paradiso?

In modi diversi Max Ruf, Sebastian Lloyd Rees e Adriano Costa si occupano tutti delle caratteristiche di determinati luoghi

I lavori in mostra interpretano questi luoghi, che siano essi beatitudine o inferno, come siti dalle specifiche coordinate, costellazioni di oggetti, processi e storie che, nelle loro configurazioni si caricano di significati sociali, economici e storici. Scavando le parti costituenti di un dato luogo, gli artisti ne estraggono, recuperano, rivelano e ri-rappresentano i residui, disegnando sui frammenti e sulle memorie, per coinvolgere e allo stesso tempo espandere la relazione tra lo spettatore e lo spazio.

Le tele e le registrazioni di Max Ruf rispecchiano lateralmente il genere tradizionale della pittura sur le motif. Una volta uscito all’esterno, il lavoro diventa palco e oggetto di un entusiasmo diretto a cogliere, apprendere, e lasciarsi alle spalle. Nel suo lavoro, le fenditure tra spazio e memoria sono riempite di qualcosa d’imprevedibile e casuale; Ruf adotta questa tattica per legare i suoi dipinti al luogo, nonostante essi mantengano una serie di possibilità aperte e suggestioni che rifiutano espropriazioni interpretative.
La negazione dell’intento autoriale è esemplificato dall’azione dell’artista nel premere i dipinti l’uno contro l’altro quando il colore è ancora fresco. Questa tecnica a farfalla (spesso eseguita nel retro del furgone di Ruf durante i suoi viaggi in campagna) descrive le condizioni di transizione e creazione del lavoro. L’immagine è costruita attraverso il passaggio da fase di produzione a fase di consumazione – essa parla di partenza e di arrivo, vicinanza e distanza, in un unico respiro.

Sebastian Lloyd Rees esplora i dimenticati spazi urbani dai quali preleva gli oggetti che poi ripresenta come opere d’arte. Lloyd Rees è sempre alla ricerca delle risorse nascoste dietro gli oggetti comuni, dai quali far fuoriuscire storie tramite interventi minimi. Ciò che Lloyd Rees recupera dalle strade è infatti già di per sé rivelatore; l’appropriazione di tutto ciò che è stato inutilizzato e sprecato - un insegna della Budweiser, una porta, un cartellone pubblicitario - spinge l’aspetto narrativo latente ad essere interrogato in continuazione. Come opere d’arte, questi oggetti diventano protagonisti di una riflessione sull’aspetto sociale, politico e culturale legato alla loro produzione, consumazione e obsolescenza.

Gran parte del lavoro realizzato da Lloyd Rees fino ad oggi può essere letto come una prosa immaginaria ma precisa. Nonostante ciò, ci sono momenti, in particolare nei lavori con le porte (Untitled, 2014), in cui l’artista si orienta verso gli stessi versi lirici dei quali Adriano Costa è così esperto. Il lavoro di Costa è sempre stato rivolto a una composizione poetica che enfatizza la narrativa dall’oggetto. Le sue composizioni sono spesso piene di un tranquillo, a volte assurdo, pathos. Questa sua capacità sensibile procura una certa continuità tra i lavori scultorei, e bidimensionali, e le performance che Costa presenta in questa mostra. POPCORNPINGPONGPAINTINGS testimonia che Costa è un drammaturgo, motivo per cui tragedia e commedia convivono nello stesso lavoro con così poca incongruenza. La poesia è spesso usata come mezzo per scappare dalla politica, ma Costa è in grado di usare le persone come termine medio tra le prime due, a prova della sua perfetta conoscenza degli oggetti.
Bunkering In Paradise/ The Rest of Us Just Live in It;
Adriano Costa, Max Ruf & Sebastian Lloyd Rees

7 - 12 Novembre, lun-dom 11.00 - 19.00
Opening e Performance: Giovedì 6 Novembre, 19:30 – 21:30

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Ufficio stampa:
Leopold Thun | [email protected] | +44 (0) 77 94 64 53 80



ARTUNER

ARTUNER è una piattaforma on-line per l’arte contemporanea fondata da Eugenio Re Rebaudengo. La mostra fisica di Torino allestita da ARTUNER è la terza di un programma di mostre realizzate in spazi pop-up che avranno luogo nei prossimi mesi in diverse parti di Europa in relazione a importanti eventi del mondo dell’arte. ARTUNER offre un innovativo accesso ad una serie di mostre curate da esperti del settore, includendo artisti sia emergenti sia affermati. ARTUNER è riconosciuto per il suo supporto verso collezionisti e artisti, e per il suo ulteriore intento educativo.

Adriano Costa

Adriano Costa (1975) ha esposto le sue opere a livello internazionale. I suoi lavori fanno parte, tra le altre prestigiose collezioni pubbliche e private, della collezione permanente del Guggenheim Museum di New York. Tra le mostre personali del 2014: Sadie Coles HQ, Londra; Zabludowicz Collection, Londra; Peep-Hole, Milano; e Mendes Wood, Sao Paulo. Ha inoltre fatto parte di mostre collettive al Guggenheim, New York; UNION PACIFIC, London; Musée D’Art Contemporain, Lione e Casa do Povo, San Paolo.

Max Ruf

Max Ruf (Germania, 1982) ha frequentato un master al Royal College of Art di Londra. Le sue recenti personali includono 6:45, Mùrias Centeno, Lisbona e La Passion Est une Chance, CSA Space, Vancouver, Canada. Tra le mostre collettive Union, Union Pacific, Londra; Postcodes (soft), Casa do Povo, San Paolo, Brasile; Oliver Osborne, Emanuel Rohss, Max Ruf, Carl Kostyal, Londra; e infine New Contemporaries, Institute of Contemporary Art, Londra.


Sebastian Lloyd Rees

Sebastian Lloyd Rees (b. 1986, Stavanger, Norway) si è laureato nel 2010 presso la Goldsmiths University di Londra. Ha presentato numerose mostre personali e collettive come Lloyd Corporation, in gallerie ed istituzioni quali Carlos/Ishikawa, Hayward Gallery a Londra, il Musée du château des ducs de Wurtemberg, a Montbéliard in Francia. La personale più recente era Abnormcore, alla Room East, NY.