Bruno Pinto – La Cena in Emmaus

Bologna - 12/01/2012 : 12/01/2012

In occasione della donazione all’Alma Mater Studiorum de La Cena in Emmaus – Discorsi a tavola di Bruno Pinto, il giorno 12 gennaio, alla presenza del Magnifico Rettore Ivano Dionigi, si svolgerà una discussione intorno all’opera dell’autore introdotta e coordinata da Piero Coda e Lorenzo Sassoli de’ Bianchi.

Informazioni

Comunicato stampa

“La Cena in Emmaus – Discorsi a tavola”
l’artista Bruno Pinto all’Università

Giovedì 12 gennaio 2012 – ore 17.30

Alma Mater Studiorum
Rettorato - Sala VIII Centenario
via Zamboni 33 - Bologna


“Una personalità pensosa e schietta, che si è spogliata di apparenze e di affissioni, respinte come inessenziali, che ha fatto di una conquistata ricchezza una semplicità densa ed irruente, che non teme di presentarsi nuda e disarmata, con la verità illuminante di una visione sincera e di una esperienza autentica di umanità”

(Carlo Ludovico Ragghianti su Bruno Pinto)

In occasione della donazione all’Alma Mater Studiorum de La Cena in Emmaus – Discorsi a tavola
di Bruno Pinto, il giorno 12 gennaio, alla presenza del Magnifico Rettore Ivano Dionigi, si svolgerà una discussione intorno all’opera dell’autore introdotta e coordinata da Piero Coda e Lorenzo Sassoli de’ Bianchi. L’opera donata all’Università già nel titolo anticipa il tema dell'incontro: ispirata a Martin Lutero e alle sue proposte di riforma del rapporto tra convinzioni individuali e gerarchie del potere, allude alla necessità di intendere le produzioni dell’arte – ancorché invenzioni di un individuo – come presupposti di arricchimento sociale, e dunque impulsi a una crescita di consapevolezza che dovrà aprirsi ben oltre l’esperienza di chi le ha concepite ed eseguite.
Bruno Pinto – noto ormai da oltre due decenni per il suo lavoro e per la sua presenza costante nel dibattito (bolognese e non solo) sull’arte – è recentemente rientrato in possesso di tutte le sue opere, ingiustamente sequestrate, al termine di una drammatica vicenda giudiziaria durata oltre tre anni.
Ha ripreso a dipingere e, attraverso la pittura, ha ricominciato il suo appassionato viaggio di esplorazione delle varie forme in cui l’esistente si manifesta: un percorso di libera ricerca espressiva, svincolato dai meccanismi del mercato artistico e teso sempre a restituire un’autentica “visione del mondo”, che si offre innanzitutto come dialogo con il fruitore, come materia di discussione, appunto, ossia nei termini di un coinvolgimento segnato dall’urgenza di mettere in comune emozioni e sentimenti. E il pensiero, nel suo lavoro, prende forma in semplici immagini visive, ma nate da una percezione inevitabilmente drammatica della realtà, delle sue istanze interiori ed esteriori, soggettive e sociali, e delle relazioni che intercorrono tra di esse.
Questo incontro a lui dedicato rappresenta un momento di condivisione con la città, ma anche di doveroso omaggio verso un artista che può davvero definirsi tale: autore di un’arte che egli stesso avverte come indispensabile e fondante e che chiede a chi la osserva una partecipazione viva e profonda.