Brahim Achir – Portraits

Bologna - 15/12/2012 : 19/01/2013

L’artista algerino ha elaborato per questa occasione un progetto ad hoc per lo spazio espositivo bolognese, mettendo in mostra 19 opere inedite realizzate a olio su cartoncino, che hanno come fil rouge la rappresentazione del volto femminile.

Informazioni

  • Luogo: FANTOMARS ARTE ACCESSIBILE
  • Indirizzo: via De Marchi 23a - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 15/12/2012 - al 19/01/2013
  • Vernissage: 15/12/2012 ore 18
  • Autori: Brahim Achir
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal lunedì al sabato dalle 16.30 alle 19.30.

Comunicato stampa

Il 15 dicembre alle ore 18.00 presso Fantomars Arte Accessibile, in via De Marchi 23A a Bologna, inaugura la personale del pittore Brahim Achir dal titolo Portraits. L’artista algerino ha elaborato per questa occasione un progetto ad hoc per lo spazio espositivo bolognese, mettendo in mostra 19 opere inedite realizzate a olio su cartoncino, che hanno come fil rouge la rappresentazione del volto femminile. La mostra sarà visitabile fino al 19 di gennaio 2013 con i seguenti orari: dal lunedì al sabato dalle 16.30 alle 19.30


Brahim Achir approfondisce nel corso della sua carriera determinati soggetti, tra cui si segnalano soprattutto i ritratti e i paesaggi. Pur evolvendo il proprio linguaggio, l’artista algerino ha da sempre ben chiaro il fine ultimo del suo fare artistico: comporre la tela attraverso un sapiente utilizzo della modulazione cromatica. Ciò che nel corso della sua carriera è mutato in maniera costante è la quantità di luce che dà vita alle sue composizioni, bastano, infatti, pochi tocchi per ottenere un effetto unico che rende lo stile di Achir facilmente riconoscibile nel panorama italiano: non a caso, nel 2009, è stato invitato a esporre alla mostra dal titolo Convergenze mediterranee, che si è svolta a Palazzo Montecitorio, presso la Camera dei Deputati a Roma. L’arte di Brahim, infatti, risulta interessante proprio nella dimensione di sintesi tra differenti culture figurative: egli stesso non nasconde il suo interesse per le opere dei maestri italiani, veneti in primis, mentre dalla tradizione algerina eredita una spazialità distesa e la rarefazione degli sfondi. Tuttavia, nel corso degli ultimi quindici anni la sua pittura è cambiata radicalmente senza il bisogno di stravolgere se stessa, a dimostrazione che il sentiero seguito in origine racchiudeva i semi degli sviluppi futuri. I colori tenui, i confini meno netti tra le figure, i volti carichi di un realismo più marcato hanno lasciato il posto a una marcata pienezza strutturale, frutto anche di una maggiore capacità di fondere i piani. L’impressione è che nei lavori di Achir sia andata progressivamente scomparendo una vena malinconica nel guardare alla propria terra d’origine. Di questa trasformazione ha beneficiato la sua pittura, che muove verso una maggiore contemporaneità ogni qual volta l’artista indirizza le sue capacità tecniche in una dimensione di atemporalità - quasi metafisica - dei soggetti: il paesaggio esteso e inabitato (a volte anche solo nello sfondo) rende le sue tele visionarie e fantastiche, pur senza inserirsi esplicitamente in una tradizione avanguardistica.
Del progetto bolognese Portraits colpisce l’immediatezza con la quale il pittore algerino realizza le proprie composizioni: la tecnica a olio su cartoncino accentua una dimensione di work in progress dei suoi lavori, che nella dimensione di “non-finito” rivelano tutto il loro fascino e le loro indeterminazione. Portraits comprende anche tre paesaggi, che nell’allestimento si alternano ai volti femminili, ma il discorso artistico si orienta nei termini di un corpus unico, in cui la luce, vero soggetto dei dipinti, è generatrice di una poetica che può essere estesa alla multiformità degli elementi rappresentati. Tuttavia, il volto femminile resta un enigma, la donna viene immaginata come una sfinge, un oracolo contemporaneo, a cui rivolgere i propri interrogativi senza aspettarsi in cambio risposte definitive.
Brahim Achir è nato in Algeria nel 1958, all’età di 19 anni si trasferisce in Italia per studiare presso l’Accademia navale di Livorno, che lascerà in maniera repentina per spostarsi in Olanda e coltivare la sua passione per la pittura. Dal 1979 vive a Roma, città in cui attualmente lavora; il suo studio, in via Saluzzo 77, è un luogo d’incontro per personaggi outsider del mondo della cultura romana. Tra le sue mostre principali si segnalano: Brahim Achir, Galleria Margutta 102, Roma (2007); Artisti arabi tra Italia e Maghreb, mostra itinerante (2008); Convergenze mediterranee, Palazzo Montecitorio, Roma (2009); Nuovo surrealismo visionario e fantastico oggi in Italia, Rocca Aldobrandesca, Piancastagnaio (SI), (2009); Brahim Achir, Galleria Triphè, Cortona (2010).