Bob Dylan – The New Orleans Series

Milano - 04/02/2013 : 10/03/2013

Liberamente ispirati ad alcune fotografie, i dipinti del cantautore alternano soggetti isolati a scene corali dove i personaggi vivono una tensione profonda, definendo un'atmosfera sospesa. L'occhio si trasforma in una lente capace di sostituire la registrazione della realta' al ricordo.

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO REALE
  • Indirizzo: Piazza Del Duomo 12 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 04/02/2013 - al 10/03/2013
  • Vernissage: 04/02/2013 alle ore 12 per la stampa
  • Autori: Bob Dylan
  • Curatori: Francesco Bonami
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Lunedì dalle 14.30 alle 19.30 Martedì, Mercoledì, Venerdì e Domenica dalle 9.30 alle 19.30 Giovedì e Sabato dalle 9.30 alle 22.30 Ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura.
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

“Bisogna credere in ciò che si fa e dedicarsi a quello.
È facile rimanere intrappolati in quello che la gente pensa che dovresti fare .
Ma restare convinti di questo ha un suo prezzo.”
(Bob Dylan)

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Dal 5 febbraio al 10 marzo 2013 Palazzo Reale ospita la prima mostra dei dipinti di Bob Dylan in Italia,
esponendo nelle stanze dell’Appartamento di Riserva la serie più recente delle creazioni dylaniane
realizzata dall’artista nel 2012. La mostra è curata da Francesco Bonami



Tutti conoscono Bob Dylan come musicista, poeta della canzone e autore di testi entrati nella storia della
musica come colonna sonora della vita di intere generazioni, pochi però sanno che Dylan è da sempre anche un artista visivo, che disegna fin da quando era molto giovane e che verso la fine degli anni ‘60 ha iniziato a dipingere.
Il set dei 22 dipinti esposti nelle sale di Palazzo Reale sarà una New Orleans impregnata nell’atmosfera un po’ losca ma cool degli anni ‘40 e ‘50. Basati su immagini fotografiche, i dipinti si muovono fra l’isolamento dei soggetti e scene dove i personaggi sono immersi in una tensione ed una violenza intime . Amore e violenza sembrano però rimanere sempre sul bordo della tela, creando una strana atmosfera di sospensione. L’emozione rimane intrappolata nel dipinto, in attesa che lo sguardo dello spettatore la liberi. Anche il tempo è come rallentato e Dylan unifica la sua illusione pittorica svuotando quasi completamente i lavori del loro colore, come su una vecchia pellicola un po’ sbiadita. L’occhio si trasforma così in una lente capace di sostituire la registrazione della realtà al ricordo.