Biografia di un sogno

Torino - 03/10/2013 : 02/11/2013

Nella mostra saranno presenti opere inedite nate dalla riflessione sul legame tra dimensione reale e onirico.

Informazioni

  • Luogo: FUSION ART GALLERY
  • Indirizzo: Piazza Amedeo Peyron 9G - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 03/10/2013 - al 02/11/2013
  • Vernissage: 03/10/2013 ore 19
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: martedì, mercoledì e venerdì dalle ore 16 alle 19,30

Comunicato stampa

“Biografia di un sogno” è il nome che dà il titolo alla mostra personale di Alessandra
Elettra Badoino e Chiara Morando, vincitrici del primo premio del concorso “Verticalità”
promosso dalla Regione Liguria, dalla Fondazione Regionale per la Cultura e lo
Spettacolo, dal CRAC – Centro Regionale per l’Arte Contemporanea – dal Comune di
Genova e da Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, nell’ambito del progetto
‘Sala Dogana. Giovani idee in transito’
Le due artiste genovesi, entrambe scenografe, nel 2008 avviano insieme una ricerca
artistica che ha come punto di partenza lo studio dello spazio

I loro lavori sono firmati
sotto la sigla “Articolazione”.
La mostra ospitata negli spazi torinesi della Fusion Art Gallery, curata da Walter Vallini e
Roberto Mastroianni, sarà aperta al pubblico dal 4 ottobre 2013 al 2 novembre 2013,
martedì, mercoledì e venerdì dalle ore 16 alle 19,30.
Nella mostra saranno presenti opere inedite nate dalla riflessione sul legame tra
dimensione reale e onirico.
Prato, ferro, pietra sono le materie prescelte per parlare di un sogno mai abitato, ma
sempre spiato dal di fuori.
Questo sguardo restituisce un’idea di sogno diversa da quella a cui si è soliti pensare;
non un sogno leggero, etereo, fragile e bidimensionale, ma “un sogno che vuole un
proprio peso specifico, un sogno che vuole essere”.
In questo sogno nudo non emerge la memoria di un movimento onirico, neppure la sua
interpretazione, bensì tutta la pesantezza di uno stare reale.
L’uomo, il corpo, la testa sono costantemente assenti, ma in questa assenza c’è un
richiamo silenzioso ad abitare le forme del sogno.