Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma

Roma - 30/09/2014 : 06/10/2014

Il centro di gravità dell’antiquariato mondiale si trasferirà a Palazzo Venezia per una mostra che promette di essere la più prestigiosa e completa tra tutte le edizioni sinora realizzate.

Informazioni

Comunicato stampa

“Sarà una Biennale rivoluzionaria, perché volta pagina sul modo di organizzare, presentare e apprezzare l’antiquariato”. Luigi Michielon, patron della Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma, ne presenta con questa promessa la nona edizione. E le novità, in effetti, non mancano. A restare fissa è solo la sede, Palazzo Venezia, dal primo al 6 ottobre resa ancora più preziosa dai ricchi arredi verdi, affidati al Gruppo Mati


Le molte differenze con le edizioni precedenti e con le altre mostre di antiquariato iniziano innanzitutto con un allestimento pensato per assicurare il giusto spazio e la giusta visibilità ad ogni galleria evitando i classici stand fieristici e sfruttando le meravigliose sale di Palazzo Venezia come cornice delle opere e degli oggetti esposti. Una rigida selezione di ciò che sarà in mostra, inoltre, assicurerà qualità ed eccellenza ai visitatori, un pubblico internazionale, colto, esigente, fatto di appassionati e veri intenditori.
Un vero punto di svolta sarà rappresentato dalla tecnologia che offrirà un nuovo modo di vivere e apprezzare l’antiquariato: una app, sviluppata ad hoc per la Biennale, consentirà di richiamare sul proprio tablet la scheda storico-artistica e i dati tecnici delle opere esposte e di entrare in contatto diretto con le gallerie presenti.
L’organizzazione della Biennale, inoltre, ha lavorato duramente per ottenere il “diritto di notifica” per le opere esposte assicurando agli acquirenti la possibilità di godersi da subito gli oggetti acquistati.
Grazie a questa nuova veste, la Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma è stata scelta come esempio dell’Italia della qualità ma anche dell’innovazione, e per questo è stata inserita tra le eccellenze del Semestre Italiano in Europa.



Alcune tra le opere in mostra…

Rischiando di tralasciare proposte altrettanto notevoli, citiamo quelle di Cesare Lampronti, che della manifestazione romana è il Presidente. Cesare Lampronti ha selezionato il meglio del segmento del quale è leader: i grandi vedutisti, da Bellotto e Van Wittel e i Maestri caravaggeschi.
Fabrizo Moretti, segretario generale della Biennale Fiorentina, ha riservato a Roma opere straordinarie dei grandi toscani del Quattro e Cinquecento, opere degne di apparire nei grandi musei come spesso, in effetti, accade per alcune delle sue proposte.
E’ un terreno, quello dei grandi toscani e in generale dell’arte antica, sul quale ha molto da dire anche Alessandra di Castro che propone – ovviamente tra le altre – una bellissima Madonna e Santi di Matteo di Giovanni, oltre ad un San Girolamo del Cavalier d’Arpino.
Punta molto in alto Giovanni Pratesi che affascina con un bellissimo Torso di Venere del primo secolo dall’illustre lignaggio. Appartenne infatti a Lorenzo il Magnifico. Poi testimonianze dell’Italia delle grandi Casate. Come la portantina di Rapous fatta per Casa Savoia (Gallerie Benucci) o la meravigliosa acquasantiera in argento di Casa Borromeo (Dario Ghio) o la coppia di consolle di origine principesca romana proposte da Il Quadrifoglio.
Un’opera di altissima qualità del fiammingo Mattia Stomer è tra le proposte di Carlo Orsi mentre Valerio Turchi esporrà una sequenza mozzafiato di marmi greci e romani, tra cui l’eccezionale testa di Antonino Pio in marmo pario e un plastico torso del secondo secolo.
E’ un disegno che Annibale Carracci realizzò per la Galleria di Palazzo Farnese il “Nudo maschile seduto” proposto da Fondantico di Tiziana Sassoli.
Anche Robilant + Voena puntano sulla scultura antica portando il Giove del primo secolo appartenente alla celebre Collezione Giustiniani. Di tutt’altra epoca ma di sicuro prestigio il Concetto spaziale del 1961 di Fontana.
Del Novecento anche il Picasso del 1947 esposto da Tornabuoni o lo “Scoglio siciliano” di Savinio proposto da Laocoonte. E ancora l’Icaro, scultura di Chambellam per l’aeroporto di New York degli anni trenta della Galleria Roberta&Basta
Quella appena descritta è una difficile selezione tra le opere in mostra che trascura sicuramente pezzi di straordinaria importanza. Tra le migliaia di oggetti esposti, infatti, ci sono proposte che spaziano dalla grande scultura greco-romana alle opere di artisti viventi che, messi insieme, trovano nella rarità, la qualità e la ricercatezza il vero fil rouge dell’intera Biennale.

La nona edizione della Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma è alle porte: dall’1 al 6 ottobre il centro di gravità dell’antiquariato mondiale si trasferirà a Palazzo Venezia per una mostra che promette di essere la più prestigiosa e completa tra tutte le edizioni sinora realizzate.
Molte le novità rispetto al passato, a partire dal fitto calendario di eventi che arricchirà la mostra di antiquariato con attività collaterali di grande interesse.
L’inaugurazione, solo su invito, che accoglierà grandi collezionisti e personaggi di spicco del mondo politico ed imprenditoriale nazionale ed internazionale, si terrà la sera del 30 settembre e sarà preceduta da una press preview riservata alla stampa.
‘La Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma, - afferma Luigi Michielon, presidente di Doge srl e organizzatore della mostra - si presenta in una veste tutta nuova che si focalizza su alcuni punti cardine: eccellenza, internazionalizzazione, innovazione’.
L’eccellenza sarà riscontrabile in una selezione molto rigida di espositori ed opere che assicurerà ai visitatori una mostra di qualità elevatissima caratterizzata da oggetti rari e ricercati, adatti a collezionisti e antiquari più esigenti.
Al contempo, per garantire un pubblico di alto profilo alle gallerie che espongono, la Biennale ha allargato i propri orizzonti in ambito internazionale coinvolgendo collezionisti, buyer e appassionati da tutta Europa e dai principali mercati extra-europei ed assicurando alle opere in mostra il certificato di libera circolazione.
Grande spazio verrà dedicato all’innovazione tecnologica: il rinnovato sito web si affianca all’attivazione di una app realizzata ad hoc per la Biennale che, attraverso un sistema di QR code, renderà accessibile da telefonino, tablet e pc, in mostra ed online, tutte le informazioni relative a ciascuna opera esposta. Una novità assoluta, frutto della collaborazione con ArtNetWorth che si aggiunge alla digitalizzazione del catalogo che verrà fornito, per la prima volta in Italia, su card USB.

Tra gli eventi in calendario segnaliamo:
Mercoledì 1 Ottobre verrà assegnato il premio ‘Uomo dell’Anno 2014’: l’Associazione Nazionale ‘Le Donne del Vino’, infatti, ha scelto la Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma come cornice al conferimento del prestigioso riconoscimento a Philippe Daverio, simbolo di cultura ai massimi livelli internazionali.
Giovedì 2 Ottobre avrà luogo la presentazione in anteprima del libro ‘Gli eventi: come progettarli e realizzarli’ (di U. Collesei, F. Checchinato e M. Dalle Carbonare, edito FrancoAngeli). L’occasione aprirà una finestra su un mondo, quello degli eventi, fatto di talento creativo, analisi tecniche, e capacità organizzative, riassunto in un testo teorico-didattico su cui si confronteranno gli autori moderati da Ludovica Casellati, giornalista, direttore di viagginbici.com
Venerdì 3 ottobre verrà presentato il libro ‘Pietro Testa e la nemica fortuna. Un artista filosofo (1612-1650) tra Lucca e Roma.’ A cura di Giulia Fusconi con Angiola Canevari. Roma, Palombi Editori, 2014. Intervengono: Giulia Fusconi, Angiola Canevari, Marco Fabio Apolloni, antiquario, Adriano Amendola, docente presso l' Università di Salerno e di Mendrisio (Svizzera).
Nei giorni di apertura della mostra, inoltre, verrà allestita una sala in cui saranno esposti alcuni degli arazzi della famosa collezione Barberini. Gli arazzi, tessuti in lana, seta, oro e argento, vennero realizzati nel 1637 dalla rinomatissima arazzeria Barberini, istituita dal cardinale Francesco Barberini nel terzo decennio del Seicento, cui lavorarono artisti francesi, fiamminghi e italiani e per la quale fornirono i cartoni, tra gli altri, Pietro da Cortona e il suo allievo viterbese Giovanni Francesco Romanelli (1610-1662).