Beatrice Taponecco / Piergiorgio Balocchi

Informazioni Evento

Luogo
FORTEZZA FIRMAFEDE
Via Cittadella , Sarzana, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

14 - 23 agosto
dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 18:00 alle 24:00
24 agosto – 24 settembre
dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 20:00
24 settembre – 30 settembre
dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 20:00
Ottobre
sabato e domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00

La mostra è pensata come mostra collaterale alla Mostra Nazionale dell’Antiquariato e inaugurerà il 13 agosto alle 21. Terminata la Mostra Nazionale, “L’Eternità dell’istante” proseguirà fino a ottobre.

Vernissage
13/08/2026

ore 21

Artisti
Beatrice Taponecco, Piergiorgio Balocchi
Curatori
Roberto Spinetta
Generi
arte contemporanea, doppia personale

Mostra a cura di Roberto Spinetta – HC Gallery (Pietrasanta).

Comunicato stampa

L'Eternità dell'Istante si inserisce nel più ampio progetto
“Sarzana Contemporanea”, il programma culturale che promuove il dialogo
tra arte contemporanea, patrimonio storico e comunità.

Dal 14 agosto all'11 ottobre Sarzana ospiterà L'Eternità dell'Istante, un'esposizione che riunisce 25 opere in marmo di Beatrice Taponecco e Piergiorgio Balocchi e che culminerà in un progetto inedito: per la prima volta i due artisti realizzeranno un'opera a quattro mani dedicata a Sarzana, destinata a essere donata alla città al termine della mostra. Le opere, allestite in installazioni site specific, accompagneranno i visitatori in un percorso immersivo attraverso i suggestivi sotterranei della Fortezza Firmafede.
Piergiorgio Balocchi e Beatrice Taponecco vivono e lavorano a Torano, nel cuore delle Alpi Apuane, dove il marmo è parte integrante del paesaggio e della vita quotidiana. È qui, a stretto contatto con la materia, che prende forma la loro ricerca artistica. Ma Sarzana occupa un posto speciale nel loro percorso umano. Per Piergiorgio Balocchi rappresenta il luogo dei ricordi d'infanzia, delle estati trascorse con i cugini nella casa della nonna, che qui viveva prima del trasferimento della famiglia a Siena, città natale dello scultore. Per Beatrice Taponecco, invece, Sarzana è la città delle proprie origini, il luogo delle radici e degli affetti.
La mostra L'Eternità dell'Istante nasce dall'incontro dei due artisti che, pur percorrendo strade diverse, condividono una medesima tensione: sottrarre un istante al tempo. Nelle sculture di Piergiorgio Balocchi il marmo trattiene il moto del panneggio, trasformando il gesto in memoria permanente. Nelle opere di Beatrice Taponecco la natura viene colta nell'attimo della sua metamorfosi: una foglia che si apre, un petalo che si incurva, una forma organica che si raccoglie su sé stessa. In entrambi i casi non viene rappresentato un oggetto, ma un processo. Il marmo, materiale simbolo della durata, conserva ciò che nella realtà esiste solo per un momento. L'istante diventa così eterno e la scultura si rivela come il luogo in cui il tempo smette di scorrere senza mai arrestare la vita della forma.
Questa mostra rappresenta anche un ritorno. Riporta infatti il percorso artistico di Beatrice Taponecco e Piergiorgio Balocchi in una città che appartiene profondamente alla loro storia personale, trasformando l'esposizione in un dialogo tra la scultura e un luogo che continua a custodire una parte della loro identità.
Proprio da questo legame nasce il progetto più significativo dell'esposizione: per la prima volta Balocchi e Taponecco realizzeranno un'opera a quattro mani dedicata a Sarzana. Concepita come un gesto di riconoscenza verso la città che li unisce alle proprie radici, le due poetiche si incontreranno in un'unica scultura, destinata a entrare a far parte del patrimonio del Comune come testimonianza permanente di questo speciale ritorno.
PATROCINI, SOSTENITORI, RINGRAZIAMENTI

La mostra promossa da Comune di Sarzana, Confcommercio La Spezia e Associazione Antiquari Sarzana è a cura di Roberto Spinetta (HC Gallery - Pietrasanta).

Ha il patrocinio dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, del Comune di Carrara, e l’apprezzamento del Club per l’UNESCO “Città dei marmi”.

Ha il sostegno della Direzione Regionale dei Musei Liguria, della Camera di Commercio Riviere di Liguria Imperia Savona La spezia, La Nazione, la Banca Versilia, Lunigiana e Garfagnana, la Cooperativa Earth.

Si ringrazia Franco Barattini (Cave Michelangelo SRL) per il contributo alla realizzazione della mostra.
Beatrice Taponecco

Beatrice Taponecco, nasce a Sarzana nel 1987, è laureata in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara ed è Accademica d’Onore della Accademia delle Arti del Disegno di Firenze dal 2024. Vive e lavora a Carrara nel suo atelier a Torano.
La poetica di Beatrice Taponecco parla di forme che sappiano esprimere la delicatezza, la forza ed in particolare modo le emozioni che l’occhio e la sensibilità dell’artista colgono attraverso l’osservazione diretta della natura. Le sue opere sono qualitativamente e tecnicamente portate alla massima compiutezza, con un concetto di estetica legata all’astrattismo lirico nel quale si riconosce e che cerca di portare avanti traducendo in marmo frammenti di natura. Le sculture in marmo che lei realizza personalmente a taglio diretto e di cui ne segue direttamente l’intero processo di lavorazione, si librano nello spazio attraversate dalla luce e ne compenetrano i raggi. Ciascuna opera è realizzata in esemplare unico.
Beatrice crea direttamente dal blocco di marmo, con una ricerca che partendo da un dato naturale si articola su eleganze squisitamente formali.
Fa parte della cosiddetta Scuola di Scultura Apuo-Versiliese, comprensorio che tra Carrara e Pietrasanta dagli anni ’60 in poi ha visto all’opera Maestri della Scultura Internazionale dediti al marmo.
Ha ottenuto riconoscimenti in concorsi di scultura nazionali e internazionali e tenuto mostre personali e partecipato ad importanti collettive. Si posso citare tra le altre le personali “A Tu per Tu. Beatrice Taponecco – Piergiorgio Balocchi, a cura di Maria Mancini a Carrara nella sede di Palazzo Binelli; “Sentire la Forma”, a cura di Laura Barreca, project-room#1 al mudaC | museo delle arti Carrara; “Venezia Madre” a cura di Paolo Asti e Valerio Dehò; “Forme nel Verde” San Quirico d’Orcia a cura di Carlo Pizzichini, e le collettive “X Premio Fondazione VAF” al Mart-Museo di Arte Contemporanea di Trento e Rovereto ed alla Stedtgalerie di Kiel.

Ha vinto premi significativi, come il Primo Premio al Concorso di Idee per la realizzazione di un’opera d’arte per la cinquina finalista al Premio Strega nel 2019, il Primo Premio Corti Milano2020 per la realizzazione di un’opera monumentale per via Manzoni 48 a Milano ed il Primo Premio del Concorso pubblico Internazionale svoltosi nel quadro del progetto CREW del Programma Interreg Italia – Slovenia 2021 – 2027, per la realizzazione di una scultura pubblica sul confine lato Sloveno.

La sua presenza in ambito artistico è rafforzata dalla partecipazione a simposi internazionali di scultura e alla realizzazione di opere di grandi dimensioni per committenze private.

Espone, selezionata tra i 15 finalisti del X Premio Fondazione VAF, sette opere in marmo alla Stadgalerie di Kiel ed al Mart di Rovereto.

Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private tra cui la prestigiosa Fondazione VAF, e l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. E’ rappresentata dalla galleria HC Gallery di Pietrasanta.

Hanno scritto sul lavoro di Beatrice Taponecco Valerio Dehò, Alessandro Chiodo, Francesco Galluzzi, Piergiorgio Balocchi, Massimo Bertozzi, Bruno d’Udine, Angelo Tonelli, Paolo Asti, Luisa Passeggia, Maria Mancini, Laura Barreca, Cinzia Compalati, Serena Redaelli.

Piergiorgio Balocchi

Nasce a Siena nel 1954, è professore emerito della Cattedra di Scultura nella Accademia di Belle Arti di Carrara e Membro della Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. A partire dal 1975, anno in cui viene invitato alla X Quadriennale di Roma La Nuova Generazione, partecipa a importanti mostre in Italia ed all’estero. Nel 1981 tiene la sua prima personale presso la Galleria Toninelli di Piazza di Spagna a Roma presentato da Enzo Carli, lo storico dell’arte che fin dall’inizio ha voluto occuparsi del suo lavoro curandone ogni aspetto: la scultura di Balocchi “nasce” sotto il magistero di Enzo Carli e fino alla scomparsa del Maestro ne sarà profondamente segnata. In questi anni si lega inoltre di profonda amicizia con Mariano Apa da cui viene invitato alla XLI Biennale di Venezia del 1984 e di seguito alla XI Quadriennale di Roma del 1986. Negli anni 80 espone con la Galleria Toninelli di Roma alla Fiac di Parigi e con le Gallerie Gentili e Guastalla alla Expo Arte Bari ed Arte Fiera a Bologna. Partecipa inoltre su invito di Mario Guidotti, con il quale da allora sarà intensamente legato, a numerose edizioni di Forme nel Verde a San Quirico d’Orcia. Del suo lavoro si occupa amichevolmente anche Pier Carlo Santini che presenta il Catalogo “Balocchi Anni 80”, stampato a Siena con un saggio di Mariano Apa ed una profonda ed affettuosa “lettera” di Enzo Carli. Nel 1988 dopo varie esperienze didattiche ottiene la Cattedra di Scultura nella Accademia di Belle Arti di Carrara. Da questo momento si dedica particolarmente alla scultura in marmo di grandi dimensioni per committenti pubblici e privati. Le sue opere monumentali si trovano in musei e parchi in Italia, Corea del Sud, Spagna, Germania, Siria, Turchia, Marocco.
Nel 1994 cura l’edizione del Simposio Internazionale di Scultura di Fanano di cui sarà poi curatore e partecipante per alcuni anni e da allora partecipa attivamente ai Simposi di Scultura nel mondo.

Nel ‘95 è ancora Mariano Apa ad invitarlo alla rassegna internazionale di Arte Sacra che si tiene nel Braccio di Carlo Magno in Vaticano. Negli anni 90 si sono occupati del lavoro di Balocchi Massimo Bertozzi, che lo ha invitato ad importanti collettive in Italia ed all’estero, e Marco Pierini, con i quali imposta un serrato dialogo sui temi della scultura in marmo e sulle problematiche esecutive e creative.

Espone in numerosissime collettive internazionali d'arte.

È stato Segnalato Bolaffi - Mondadori per la Scultura da Tommaso Paloscia, Enzo Carli, Luigi Lambertini, Flavio Caroli e nel 2007 riceve il Premio “Duccio” a Siena.