Barbara Brugola / Trond Arne Vangen – The stone in my mouth is a bait

Bari - 21/05/2016 : 30/06/2016

I due artisti riflettono sull’esperienza della violenza fisica e psicologica di cui spesso sono vittime le donne, investigando quel territorio oscuro rappresentato dall’evento traumatico.

Informazioni

  • Luogo: MURATCENTOVENTIDUE ARTE CONTEMPORANEA
  • Indirizzo: Via Gioacchino Murat 122b - Bari - Puglia
  • Quando: dal 21/05/2016 - al 30/06/2016
  • Vernissage: 21/05/2016 ore 19,30
  • Autori: Barbara Brugola, Trond Arne Vangen
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: Orario di apertura dal martedì al sabato o su appuntamento dalle 17.00 alle 20.00

Comunicato stampa


La galleria Muratcentoventidue Artecontemporanea prosegue il suo percorso espositivo con la mostra intitolata “THE STONE IN MY MOUTH IS A BAIT ” che nasce dalla collaborazione di Barbara Brugola con l’artista norvegese Trond Arne Vangen.
I due artisti riflettono sull’esperienza della violenza fisica e psicologica di cui spesso sono vittime le donne, investigando quel territorio oscuro rappresentato dall’evento traumatico


Il trauma può essere definito un evento inaspettato e troppo intenso che irrompe nella vita psichica di un soggetto interrompendo la trama narrativa del suo vissuto; il fatto che sia inaspettato e violento fa sì che per il soggetto diventi difficile integrarlo nella memoria del suo vissuto dandogli un senso.
Tale evento lascia una cicatrice nell’inconscio del soggetto e riaffiora in superficie, inaspettatamente, quando una causa, magari insignificante, ha l'effetto di riportarlo alla consapevolezza e creare sofferenza. Non importa quanto si tenti di tradurre questo disagio attraverso il linguaggio: ci sono sempre dei residui che funzionano come innesco per inscenare di nuovo la risposta all’evento traumatico passato.
Da qui nasce il progetto della mostra THE STONE IN MY MOUTH IS A BAIT che ha visto la collaborazione dei due artisti nel mettere a punto un dispositivo per catturare brandelli, tracce, suggestioni di ciò che è rimasto nascosto, depositato, in parte assorbito ma non inerte.
Il pre-testo di questo lavoro è stato Le déjeuner sur l'herbe di Manet dove sono raffigurati, intenti in una colazione all’aria aperta tre personaggi, tra i quali una donna svestita che sembra la sola a rivolgere lo sguardo a ciò che le sta di fronte.
In mostra è presente la doppia proiezione video “ Pic nic” dove è stata messa in scena un’altra colazione sull’erba che ha come protagonista una figura femminile mentre altri personaggi sono solamente evocati. Fare un pic nic è per definizione un momento di piccoli scambi e condivisioni, una sorta di spazio e tempo deputato alla ricreazione e al nutrimento.
Pic nic si snoda partendo da un'atmosfera leggera che presto cambia in inquietante, rivelando che, sotto l’apparente tranquillità della superficie, è sempre presente un interruttore che premuto, sollecita timore e sconforto. Alimenti appetitosi sono in sequenza con altri poco appetibili e la bocca che gusta il cibo è scossa da una tosse persistente e via via sempre più molesta. Nel video piacere e soddisfazione collidono con repulsione e disgusto rammentando che spesso le esperienze legate ai sensi del corpo sono potenti e capaci di creare nuovi spazi di interpretazione della realtà.
The Basket combina le ganasce metalliche di una trappola per volpi con i vimini con cui è costruito un cestino da pic nic, connettendo la valenza negativa e positiva associata ai due oggetti iniziali di cui mantiene entrambe le funzionalità. The Cloth è invece un'installazione di pietre dipinte sparse sul pavimento della galleria. Entrambe le opere si ispirano al lavoro video e sono stati create da Trond Arne Vangen accostando e combinando frammenti di realtà: hanno ancora l'apparenza degli oggetti del vivere quotidiano ma ne hanno perso la semplice tranquillità.
In mostra ci sono tre stampe fotografiche di Barbara Brugola ispirate a materiale scattato da fototrappole, quei dispositivi che associano alla classica fotocamera un sensore che scatta al passaggio di un essere vivente. Le immagini così ottenute non sempre catturano e mettono in posa ciò di cui si cerca traccia ma indubbiamente riescono a fermare un istante sul quale, né chi viene ripreso , né chi ha messo a punto la trappola, ha potuto esercitare un controllo.
Il dispositivo messo a punto dai due artisti risulta, come prevedibile, più allestimento scenico del proposito iniziale che strumento efficace per fissare ciò che è elusorio per natura, offrendo però allo sguardo di chi sta di fronte la possibilità di partecipare alla visione e produrre significato.



Sede
Muratcentoventidue-Artecontemporanea
Via G. Murat 122/b – Bari
Inaugurazione
Sabato 21 maggio 2016, ore 19.30
Periodo
21 maggio – 30 giugno 2016
Orario di apertura dal martedì al sabato o su appuntamento
dalle 17.00 alle 20.00
Info
334.8714094 – 392.5985840 -3938704029
mailto:[email protected]
http://www.muratcentoventidue.com
http://www.facebook.com/MuratcentoventidueArtecontemporanea
Barbara Brugola
Barbara Brugola (Monza, 1965) vive e lavora tra Milano e Trento. Diplomata all'Accademia di Belle Arti di Brera, ha conseguito il titolo Master of Arts presso il Royal College of Art ( Londra, 1998).
Ha esposto in mostre personali alla Galleria Muratcentoventidue (Bari, 2014), Sound of Mu (Oslo, 2009 e 2007), T293 (Napoli, 2002), Careof (Cusano Milanino, 2001). I suoi lavori sono stati mostrati presso istituzioni quali il Museo del Novecento (Milano, 2013), lo Spazio Gerra (Reggio Emilia, 2008), il Filatoio (Caraglio, 2007), il Museo d’Arte Contemporanea di Nuoro (Nuoro, 2004), il Palazzo delle Stelline (Milano, 2004). Tra le collettive più recenti Digital Flows (MACT/CACT, Bellinzona, 2016), Suspended territories and other Italian stories, (Muu Gallery, Helsinky, 2015), Videozero -il punto della situazione (Galleria Rivoli Due, Milano, 2015), The Others Fair (Torino, 2014), White Canvas ( Museum Tärli Crisurilor, Romania, 2014).I suoi video sono stati selezionati in numerosi festival, tra gli altri: Videoart Yearbook Bologna, Torino Film Festival e Visionaria a Siena, dove ha vinto nel 2003 il Premio della Critica. Tra le partecipazioni più recenti In your dreams I am a Landscape (Ateliersì, Bologna, 2015), Over the Real ( GAMC, Viareggio, 2015), Proyector15 (Madrid, 2015).
Ha esposto in spazi no profit come Viafarini e Careof (Milano), Velan Art Center (Torino), Galleria Nuvole (Palermo), Cork Film Center (Dublino), K3 Space Project (Zurigo). Per ulteriori informazioni: www.barbarabrugola.com
Trond Arne Vangen (Odda, Norvegia, 1969) vive e lavora a Oslo (Norvegia). Ha conseguito la laurea BA (hons) Degree in Fine Arts presso l'Università di Coventry nel 1996. Ha partecipato a diverse mostre personali, mostre collettive in Norvegia e in tutta Europa negli ultimi due decenni.
Si possono menzionare Momentum Art Biennale a Moss (Norvegia), Watertower Art Fest a Sofia (Bulgaria), Biennale di Venezia (1999), Ark 2000 a Londra, Belgrade Art Fair in Belgrado (Serbia), Gallery RAM ad Oslo. Il suo lavoro è stato selezionato per numerosi festival in tutta Europa, più recentemente al Festival Internazionale Videoarte Viareggio, Muu Gallery (Helsinky), Projector15 (Madrid).
E' stato attivo nel panorama culturale alternativo in Oslo, avendo partecipato alla gestione di tre differenti spazi espositivi nello stesso periodo di tempo: le gallerie G.U.N. e Sound of Mu sono state per anni i punti di riferimento della scena artistica alternativa di Oslo. E' attualmente direttore responsabile dell' Halden Art Union (Norvegia).
Per ulteriori informazioni: https://trondarnevangen.wordpress.com/