Austin Camilleri – CHap(ə)l
Tramite un nucleo di opere che attraversa scultura, pittura e intervento su materiali preesistenti, la mostra sviluppa una riflessione sulle forme del potere e sui dispositivi mediante cui esso costruisce identità, geografie e narrazioni storiche.
Comunicato stampa
La 10 & zero uno di Venezia è lieta di presentare, dal 4 settembre al 24 ottobre 2026, CHap(ə)l, mostra personale di Austin Camilleri, accompagnata da un testo critico di Lucia Longhi.
Tramite un nucleo di opere che attraversa scultura, pittura e intervento su materiali preesistenti, la mostra sviluppa una riflessione sulle forme del potere e sui dispositivi mediante cui esso costruisce identità, geografie e narrazioni storiche.
Austin Camilleri (Malta, 1972) sviluppa da anni una pratica che prende forma a partire dal contesto mediterraneo e che si espande toccando varie tematiche cardine della sua ricerca che saranno presenti in galleria. Come ci racconta Lucia Longhi attraverso il suo testo: “ CHap(ə)l vaglia i volti e le trame del potere, portando alla luce alcuni degli strumenti attraverso cui esso si manifesta, e in particolare le forme derivate dal potere coloniale: il controllo della libertà e dell'identità delle persone; la costruzione di un racconto storico e di una cartografia falsata; la disseminazione di effigi e simboli che appiattiscono il passato su una strada a senso unico.”
Nella sala principale dell’ex macelleria di via Garibaldi 1830, Longhi ci restituisce un’interpretazione delle due serie che troveremo in mostra: Passport Series e Ghost Trip Series. Nel primo caso, “Camilleri interviene direttamente sulle pagine del proprio passaporto, coprendo rosso le informazioni anagrafiche. Emblematico è come il supporto scelto non sia materiale neutro, come lo sarebbe un foglio bianco, bensì un oggetto che porta già con sé una storia e un'identità. Si tratta di un aspetto centrale nella pratica dell’artista: i materiali che sceglie hanno sempre un ruolo nella costruzione del significato dell'opera, forgiando così il contenuto, ed estendendo l’autorialitá dell’opera ad agenti esterni a sé, per amplificare le possibili letture. […] La stessa cancellazione attraversa, in altra forma, la Ghost Trip Series: anche qui Camilleri compie l'operazione già vista sul passaporto, coprire per far scomparire. Nella parte alta di ogni lavoro, disegni e collage vengono sommersi da uno strato di inchiostro blu. Anche qui a essere coperta è una storia: quella dei naufragi nel Mediterraneo, una storia che si preferisce tacere, sostituita da una narrazione distorta.”
In entrambe le serie, si sviluppa un’ulteriore azione “Su carta bianca, l'artista impressiona al torchio, con piccole cartucce di piombo di proiettili, i punti dei naufragi delle imbarcazioni di migranti, in diverse zone del Mare Mediterraneo. Ne risulta una cartografia nuova, che rende tangibili sulla mappa - nel senso letterale del termine, quasi come un’immagine in Braille - quegli eventi che sono di intralcio a una narrazione gloriosa di un equilibrio geopolitico stabile e giusto.”
L’esposizione si conclude con un’opera inedita presentata all’interno dell’ex cella frigorifera dello spazio che prende il titolo di A Riva e che, come osserva Longhi nel suo testo critico, è realizzata attraverso la fusione dell’effigie della regina Vittoria, ispirata alla statua di Republic Square a La Valletta, fusa sul retro alla carena di un'imbarcazione, per dar vita a una figura ambigua che accoglie molteplici interpretazioni e rimanda alla teoria dell’Hydrarchy.
Nel loro insieme, le opere riunite in CHap(ə)l delineano una riflessione sul potere non come fenomeno astratto, ma come esperienza inscritta negli oggetti, nei materiali e nelle immagini che abitano il quotidiano e che nella pratica dell’artista contribuiscono alla creazione del significato dei suoi lavori. Documenti, mappe, monumenti e simboli diventano luoghi in cui si sedimentano le relazioni tra individuo e istituzione, memoria e storia, appartenenza e controllo.
BIO
Austin Camilleri è un artista visivo la cui pratica comprende installazioni, pittura, disegno, interventi architettonici, video e scultura, e riflette una profonda indagine sulla condizione umana nel suo intrecciarsi con il non umano. Attraverso il suo lavoro esplora le idee di tempo e transitorietà, alle quali conferisce una dimensione di discernimento spirituale, come nell’opera lumen; una riflessione politica, attraverso lavori come zieme e homo immortalis; e una sensibilità ambientale, espressa in disgha e Stones.
Le sue opere sono state presentate al BOZAR, alla Centrale Électrique, alla CaixaForum, all’ACVIC – Centre d’Arts Contemporànies, all’Anchorage Museum of Art, al Kalmar Konstmuseum, al Museum of Contemporary Art di Cluj-Napoca, alla Fondation Villa Datris, alla Galerie GNG di Parigi, ai Musei Vaticani, Ex-Mattatoio di Roma, a Villa Barbaro di Maser, alla Münchner Künstlerhaus, al Konstanz Kulturzentrum, alla Visual Arts Gallery di New Delhi, al Malta National Museum of Fine Arts e al MICAS, oltre che alla Malta Biennale e alla Biennale di Venezia, tra le altre sedi.
Oltre alla sua produzione artistica, Camilleri è anche curatore e creative producer; tiene lezioni presso la Faculty of Built Environment dell’Università di Malta e collabora con coreografi, musicisti, scrittori e professionisti del teatro nell’ambito di progetti interdisciplinari. Il suo contributo al mondo delle arti è stato riconosciuto attraverso diversi prestigiosi premi, tra cui la Gold Medal della Malta Society of Arts e il MASP Architecture Award.
Attualmente si divide tra gli studi in Italia e a Gozo.
Lucia Longhi è una curatrice indipendente, art advisor ed editor con 15 anni di esperienza nel sistema internazionale dell’arte contemporanea, maturata nell’ambito della gestione di mostre, della produzione editoriale e della curatela di programmi artistici articolati. La sua ricerca critica e pratica curatoriale si concentrano, senza tuttavia limitarsi, sulle intersezioni tra arte, natura e tecnologia. Collabora con gallerie, fiere, istituzioni e musei.