Arte al Centro 2019

Biella - 13/10/2019 : 31/03/2020

Torna Arte al Centro, una rassegna di mostre, incontri e seminari che raccontano pratiche artistiche di trasformazione dei contesti sociali in cui si sviluppano.

Informazioni

  • Luogo: CITTADELLARTE - FONDAZIONE PISTOLETTO
  • Indirizzo: Via Giovanni Battista Serralunga 27 - Biella - Piemonte
  • Quando: dal 13/10/2019 - al 31/03/2020
  • Vernissage: 13/10/2019 ore 16,30
  • Generi: arte contemporanea

Comunicato stampa

“Io sono il robot. Il robot sono io.” Michelangelo Pistoletto, 2019.
“La Rassegna come di consueto a Cittadellarte è dispositivo attivo e attivatore, laboratorio in progress,
ma soprattutto è scuola, ancor più oggi che quell'Università delle Idee nata nel 1999, giunge (nel 2019)
ad avviare il processo di costituzione dell'Accademia del Terzo Paradiso” (Paolo Naldini, Direttore
Cittadelarte)
Arte al Centro è una rassegna di mostre, incontri e seminari che raccontano pratiche
artistiche di trasformazione dei contesti sociali in cui si sviluppano, realizzate da
Cittadellarte e dalla sua rete internazionale consolidata negli anni


La rassegna comprende nuove mostre intese come dispositivi di attività aperti alla
collaborazione di diversi soggetti oltre che alla fruizione da parte dei visitatori.
La giornata, che prenderà il via alle 16 con i percorsi e i trattamenti delle Terme Culturali per poi
inaugurare ufficialmente alle 18.30 aprirà al pubblico anche i nuovi spazi di archeologia
industriale appena ristrutturati presso la Sede del Paradiso.
TERME CULTURALI
un nuovo percorso di visita esperenziale di Cittadellarte e della più grande collezione di
opere di Michelangelo Pistoletto
a cura di: Ruggero Poi e Juan Sandoval
(Ufficio Ambienti d'apprendimento / Ufficio Arte Cittadellarte)
(dal 13 ottobre al 31 marzo 2020)
In collaborazione con: Nico Angiuli (artista), Max Casacci (Subsonica), Danilo Craveia
(archivista e ricercatore), Flavia La Rocca (fashion deisgner), Patatrac Teatro, Teatrando.
Le Terme Culturali sono un’esperienza di visita assolutamente inedita che Cittadellarte ha
progettato direttamente in collaborazione con artisti e designer (Max Casacci dei Subsonica e
Flavia La Rocca, vincitrice dei Green Carper Award 2019) per raccontare al pubblico se stessa e la
più grande collezione di opere di Michelangelo Pistoletto.
L’obiettivo di quest’inedito percorso è quello di riattivare e “massaggiare il muscolo atrofizzato
della sensibilità” (Achille Bonito Oliva) attraverso la cultura e l’arte in un percorso che mira a
riequilibrare le energie di mente, spirito e corpo verso una nuova consapevolezza sostenibile.
Oggi sono l’arte e la cultura la seconda vita di molte fabbriche sorte lungo i corsi d’acqua. Edifici
che ormai hanno smesso la loro attività produttiva e che costituiscono un eccezionale patrimonio
di archeologia industriale. A muovere i tempi della prima parte del percorso una guida
performer, mediatrice tra il pubblico e l’esperienza diretta tra installazioni interattive, giochi
d’acqua, musica in sale immersive, sale wellness, e una delle collezioni d’arte più importanti al
mondo. “L’arte – spiega Paolo Naldini, direttore di Cittadellarte – opera come l’acqua: è un fluido
energetico che mette in comunicazione le diverse parti dell’organismo, lo spirito e l’intelletto, le
emozioni e la ragione, le percezioni sensoriali e le intuizioni dell’intelligenza, il conscio e l’inconscio,
il razionale e l’irrazionale. Essa, connettendo e sciogliendo i nodi e le separazioni, opera tanto a
livello del corpo dell’individuo, quanto a livello del corpo sociale”.
Le stanze delle Terme culturali che inaugurano, oltre a due nuove installazioni realizzate da
Michelangelo Pistoletto, sono:
“Watermemories “, di Max Casacci (subsonica) e Hati Suara
L'opera, realizzata appositamente per Cittadellarte, si articola in due brani:
“Watermemories” creato con i suoni presi dalle sorgenti, ai torrenti, alle pale dei mulini che
hanno trasformato negli anni la forza dell’acqua in energia per il lavoro, passando per Santuari e
opere d’arte come “l’orchestra di stracci” di Michelangelo Pistoletto che include il sibilo della
bollitura dell’acqua. Anche l’opera “Barra d’aria” di Giuseppe Penone, che si affaccia verso il
torrente Cervo e ne cattura una componente armonica, è tra gli elementi sonori del brano.
“Ta Cenc” (omonima scogliera sull’isola di Gozo) è una traccia realizzata - in collaborazione con
Hati Suara - esclusivamente con il suono di alcune rocce calcaree già conosciute nell’antichità. La
pietra calcarea a detta del grande artista scultore Pinuccio Sciola “conserva memoria dell’acqua”.
“Abito Habitus Abitare”
progetto in collaborazione con Flavia La Rocca (fashion designer della piattaforma moda di
Cittadellarte, ha vinto quest'anno il GCFA Franca Sozzani Award for Best Emerging
Designer)
“L’acqua che cura e che muove i telai e le fabbriche è la stessa. L’acqua aziona energie sotto diverse
forme. In questo senso si può affermare che il benessere passa attraverso l’acqua, se includiamo nel
benessere anche quello economico che il biellese ha costruito con l’industria tessile che da sempre
usa l’acqua per le sue produzioni di eccellenza“.
Nel 1996 Pistoletto e Bruno Corà, curavano la mostra Habitus Abito Abitare, nella quale le stanze
erano ‘abitate’ da artisti, sociologi e designer e venivano organizzate iniziative che coinvolgevano
gli abitanti in diversi luoghi della città. Da qui parte il percorso dell’omonima stanza nata in
collaborazione con l’Ufficio Moda di Cittadellarte e la fashion designer Flavia La Rocca. Per
entrare alle Terme è necessario sospendere il proprio ruolo sociale, svestire i proprio panni. Così
anche per le Terme Culturali. Habitus-Abito-Abitare è uno spazio in cui abitare nuovi abiti, in cui
vestire creazioni di moda sempre diverse, in cui essere attori di un cambiamento di abitudini. Un
vero e proprio ‘Gioco dell’Abito’, sostenibile per materiali e produzione. Flavia La Rocca ha scelto
di concentrarsi sugli abiti da lavoro, sottolineando l’importanza di avviare un lavoro su se stessi
partendo proprio dall’abito, che in sé porta la funzione comunicativa del ruolo sociale. L’abito è
infatti uno dei primissimi artefatti umani. La sua funzione si è evoluta con il tempo, le culture, le
mode: protezione, attrazione, esibizione, occultamento, decorazione, identificazione in un
gruppo o in uno status. L’abito diventa costume. Per questa ragione da una parte della stanza
troviamo gli abiti progettati da Flavia La Rocca e dall’altra alcuni costumi che ancora ci portano a
identificarci nel costume dei ruoli appena citati.
“Vasi comunicanti”, installazione video
regia di Nico Angiuli
testi di Paolo Naldini e Chiara Belliti
con la collaborazione di Teatrando e Patatrac Teatro
Come passa l’arte da un contesto a un altro? Come si trasmette un principio che fonda una nuova
visione del mondo dell’arte a uno dei settori che compongono il tessuto sociale? Come si
trasforma il mito del terzo Paradiso (rappresentato da un simbolo) In pratiche concrete in rituali
quotidiani con cui dare luogo e corpo all’impegno per la sostenibilità? Le organizzazioni del
tessuto sociale sono collegate o collegabili da un sistema di vasi comunicanti che permetta al
fluido catalizzatore dell’arte di passare dall’uno all’altro. Già nel 1994 Pistoletto attribuiva
all’artista il ruolo di mettere in comunicazione tutti i settori della società (vedi manifesto di
progetto arte). Cittadellarte, atraverso la sua Accademia UNIDEE, studia e trasmette i metodi
con cui realizzare questo progetto epocale. In questi 20 anni migliaia di persone hanno preso
parte a questa scuola del Terzo Paradiso: artisti ma anche imprenditori, infermiere e consiglieri
comunali, ristoratori e sindacalisti. Quasi tutte le componenti del tessuto sociale di Biella hanno
alimentato e si sono alimentate abbeverandosi alle sorgenti da cui scaturisce questo fluido
magico, l’arte della trasformazione in senso responsabile della società. L’installazione raccoglie
alcune storie aneddotiche ispirate a fatti realmente avvenuti nel corso di questo ventennio.
Ognuno si fa sorgente e vaso comunicante in questo processo comune.
“CirculART”
progetto artistico realizzato e prodotto da Cittadellarte
Artisti: Laura Harrington (UK), Silvia Giovanardi (IT), Juan Manuel Gomez (COL), Emanuele
Marullo (IT)
Aziende: Lenzing Group, Lanificio Cerruti, Brugnoli Giovanni S.p.A. Lampo – Giovanni Lanfranchi
S.p.A. Officina +39, Ribbontex S.R.L. RGT Finissagi, Filatura Astro S.R.L. Tessitura di Sondrio.
Lo scopo del progetto è spingere la ricerca artistica a confrontarsi con i diversi comparti che
compongono la filiera tessile, lavorando con organizzazioni che hanno scelto di abbracciare l’idea
di sostenibilità e di sviluppare la loro attività in modo innovativo e lungimirante. In quest’ottica,
gli artisti coinvolti nel progetto si ‘introdurranno’ tra la trama e l’ordito del ciclo vitale della
produzione dell’abbigliamento e saranno, a questo proposito, inaspettate lenti attraverso cui il
pubblico potrà osservare i processi di produzione tessile, generando nuovi atteggiamenti verso i
prodotti che acquistiamo. Attraverso i loro lavori, quindi, gli artisti dialogheranno con la filiera
dell’industria dell’abbigliamento, che è di per sé parte del processo di valorizzazione che
Cittadellarte e i suoi partner hanno concepito per il progetto. Qual è il traguardo da
raggiungere? Una filiera in grado di riprodurre un ciclo produttivo altamente sostenibile, a
partire dalle fibre riciclate, i tessuti sostenibili, fino alle finiture dei capi eseguite con tinture,
accessori e macchinari innovativi; moda e arte, così, sono impegnate a praticare una
combinazione assolutamente ragionata e affascinante di sostenibilità, sensibilità e bellezza.
LE SIEPI
progetto allestitivo a cura di Joël Auxenfans
L’installazione «Le siepi» è ata da una coproduzione tra Regione e Direzione Regionale degli
Affari Culturali della Normandia. Il sistema di esposizione delle «siepi» è costituito da una
struttura in legno e alluminio di 2.25 mt di altezza, 1.26 mt di larghezza e 20 mt di lunghezza, a
sostegno di teloni stampati con dei testi di Malgorzata Grygielewicz, filosofo, di Michelangelo
Pistoletto, artista, e di Valérie Cabanes, giurista. Le scritte, in lettere capitali e senza
punteggiatura come in epoca romana, evocano un mondo radicato, un mondo in divenire, un
mondo di pensiero in movimento e creazione, per formare un fogliame di lettere in cui vaga lo
spettatore. L’installazione in spazi chiusi fa da eco a un processo artistico che si svolge all’aperto,
nel paesaggio vicino a produttori bio o a comunità, e consiste in piantumazioni di siepi vere in cui
il tipo di albero o arbusto cambia ogni 10 metri. Questo ritmo sgargiante di biodiversità crea un
artefatto che segnala e valorizza nel paesaggio la presenza di un’economia agricola biologica.
STREET VENDORS
installazione video a cura di Su Tomesen
Premiere italiana di un ambizioso progetto, durato sei anni, sulla vita di tutti i giorni dei venditori
di strada di quattro continenti. Vediamo gli ambulanti mentre sono osservati da Su Tomesen nel
corso delle loro sfide e fatiche quotidiane. Il giorno scorre e progredisce, senza nessuna voce
fuori campo, dialogo o spiegazione. Questi imprenditori si mostrano pieni di risorse nella loro
rivendicazione dello spazio sui marciapiedi e, pur improvvisando, riescono a generare un reddito.
Tomesen li ritrae mostrando allo stesso tempo la bellezza di composizioni involontarie, colori,
forme ed elementi ripetitivi. Questi fanno sì che i quattro film rimandino all’istallazione artistica
e alla performance.
Su Tomesen è un’artista e regista basata ad Amsterdam e Yogyakarta. Il suo lavoro consiste di video,
fotografie e istallazioni. Negli ultimi anni ha tenuto mostre personali all’Erasmus Huis a Jakarta, alla Casa
Tres Patios a Medellín e alla House of Province di Maastricht. Ha partecipato a varie collettive, tra le quali
‘Works of Mercy’ al CBK Zuidoost ad Amsterdam, ‘Into the Great Wide Open’ a Vlieland, ‘Oét d’r Sjtub’ al
Schunck* a Heerlen e ‘Female Power’ al Museum voor Moderne Kunst di Arnhem. Il suo progetto ‘Plastic
Indonesia’ è presentato da Frans Oomen, collezionista e proprietario della mo-artgallery. Dal 2017 e per
quattro anni il suo lavoro è stato e sarà sostenuto dal Mondriaan Fund, grazie al loro Stipend for
Established Artists.
THE HUMAN TOOLS
scritto e diretto da Nico Angiuli
Il progetto filmico dell'artista Nico Angiuli ha l’obiettivo di innestare una riflessione sul tema
dell’umanizzazione delle macchine ‘umanoidi’ analizzando la de-umanizzazione dell’essere
umano. L’opera – curata e promossa da Cittadellarte – è risultata tra i vincitori della III edizione
del bando Italian Council (2018), concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura
contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per
promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo.
L’inaugurazione della rassegna prevede ALLE 16.30 un dibattito sulle iniziative di sviluppo
territoriale nelle quali l’arte e la cultura ricoprono un ruolo significativo, in particolare attraverso
la formazione. Cittadellarte è fino dagli anni Novanta una Scuola che unisce gli obiettivi della
formazione professionale con il potenziale di resilienza e sviluppo insito nelle scienze umane.
Il dibattito “I temi chiave per lavorare sullo sviluppo diun territorio partendo dalla cultura e
dall'arte” sarà commentato e arricchito dalla partecipazione di Pier Luigi Sacco, special
adviser all’Unione Europea-Commissione per l’Educazione e la Cultura, docente presso
l’Università IULM Milano, ricercatore presso Harvard University a Cambridge USA. Pier Luigi
Sacco è docente anche presso i corsi di formazione di Cittadellarte.
Alle 20.30 sarà proiettato il film “Il Patto della Montagna” di Manuele Cecconello e Maurizio
Pellegrini. A seguire un dibattito a cui partecipano, oltre agli autori, la conosciuta
produttrice Elda Ferri e l'ospite speciale Gianni Rosas (Direttore Generale ILO Italia)
Il film sta facendo la sua strada in Italia e all’estero, suscitando ovunque molta attenzione, come
esempio calzante di storytelling applicato: l’orizzonte narrativo è quello che il Biellese fa più
fatica a esplorare per ridefinire una sua identità collettiva tra vocazione industriale e
cambiamento, e gli autori hanno realizzato un oggetto significante che comunica in modo
innovativo una storia e un ambiente produttivo unici al mondo. infine sviluppa e risuona
perfettamente con le logiche di attivazione sociale e condivisione che la candidatura di Biella
quale Città Creativa UNESCO ha innescato.