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Genova - 10/11/2011 : 10/11/2011

Genova negli anni sessanta ha rappresentato uno dei centri più importanti della sperimentazione, dalla poesia visiva fino alla nascita della rivista Marcatre, diretta da Eugenio Battisti, house organ del gruppo letterario '63 che ha avuto in Sanguineti uno dei più importanti protagonisti. Questo scenario ha prodotto nel decennio 1963-1973 un grande fermento culturale e il numero 1 di archphoto2.0 dedicato alla Radical City cerca di raccontarlo attraverso una serie di contributi significativi.

Informazioni

Comunicato stampa

Genova negli anni sessanta ha rappresentato uno dei centri più importanti della sperimentazione, dalla poesia visiva fino alla nascita della rivista Marcatre, diretta da Eugenio Battisti, house organ del gruppo letterario '63 che ha avuto in Sanguineti uno dei più importanti protagonisti.
E ancora l'opera dell'artista americano Gordon Matta Clark che ha realizzato agli Erzelli il suo unico lavoro italiano grazie al gallerista Paolo Minetti. In quegli anni si andava formando a Firenze, Torino e Milano il movimento della neo-avanguardia architettonica noto come architettura radicale

Radicale in quanto duro, estremo, contro un certo modo di fare architettura, contro il sistema accademico per una didattica migliore. L'architettura radicale ha eletto la città come spazio della sperimentazione e in particolare lo spazio pubblico, occupandolo con installazioni e performance da un lato e immaginando progetti teorici dall'altra. Ma contemporaneamente vi è un luogo simbolo della creatività giovanile la discoteca/piper, che ha rappresentato l'unica possibilità per gli architetti radicali di progettare un'architettura moderna. La discoteca è diventato così lo spazio in cui certamente ascoltare musica e ballare ma anche lo spazio della rappresentazione del living
theatre e delle performances artistiche.

Questo scenario ha prodotto nel decennio 1963-1973 un grande fermento culturale e il numero 1 di archphoto2.0 dedicato alla Radical City cerca di raccontarlo attraverso una serie di contributi significativi di: Massimo Ilardi, Hal Foster, Antonio Tursi, Bruno Orlandoni, Brunetto De Batté, Elisa Poli, Alessandro Mendini, Caroline Maniaque, Amit Wolf.