Architetture di pane

San Biagio Platani - 20/04/2014 : 18/05/2014

Il progetto “Architetture di Pane Sacralità e Contemporaneità” è progetto artistico-culturale che ha quale obiettivo la promozione e la valorizzazione di quell’ antica tradizione religiosa degli Archi di Pane della città di San Biagio Platani.

Informazioni

  • Luogo: CORSO UMBERTO
  • Indirizzo: corso Umberto I - San Biagio Platani - Sicilia
  • Quando: dal 20/04/2014 - al 18/05/2014
  • Vernissage: 20/04/2014
  • Generi: serata – evento
  • Sito web: http://www.archidipane.com/
  • Email: archidipane@hotmail.it
  • Patrocini: Con il patrocinio di REGIONE SICILIA - Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana - Dipartimento dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana Progetto a cura di AGORA’ di Stefania Giacchino e Art Project Direzione artistica di Tanino Bonifacio

Comunicato stampa

Nel paese dove viene realizzata la tradizionale festa degli Archi di Pane, una festività che si tramanda tra Oriente ed Occidente, l’artista Marco Nereo Rotelli, insieme a Mimmo Di Cesare (scultore), Letterio Pomara (fotografo) e Carmelo Navarra (pittore), si affida all’idea del pane come simbolo di poesia. Nell’anno dedicato al Centenario di Mario Luzi, che fu personale amico dell’artista, Rotelli sceglie l’utilizzo di un profondo significativo verso del poeta per ‘trasformarlo’ in oggetto reale, simbolo sociale, culturale e spirituale: il pane



E penso al pane della salvezza tenuto in serbo, […] e altro non desidero che il mare e il vento.

Tratte dalla poesia “Tra quattro mura” le parole di Luzi saranno realmente panificato dalle maestranze di San Biagio Platani che creeranno parole di pane ad altezza uomo vivificando il desiderio di una umanità che non sfiorisce nelle trame concettuali ma che si apre alla vita e al sentimento. Ma per sentire cosa? Per esaudire quale desiderio? Il vero sentire.

Installazione Le mani

San Biagio non è solo il paese della festa degli Archi di Pane, è il paese che custodisce il dolore. Questo è infatti il territorio con il più grande cimitero di migranti. L’arte non si rassegna per sua natura al decreto del ‘così fu’. Rotelli rende visibile un’installazione in cui sono protagoniste le mani, quelle mani che impastano il pane e che sono al contempo la trama di un alto e drammatico discorso. 12 finestre mostrano mani in diversi atteggiamenti, quasi un muto alfabeto che muta con le parole di 12 grandi poeti del mondo, chiamati a donare un verso sul mare come infinito e come limite.

Con i poeti:
· Adonis, Siria
· Yang Lian, Cina
· Thar Ben Jelloun, Marocco
· Muriel Augry Merlino, Francia
· Tahar Bekri, Tunisia
· Yolanda Castaño, Spagna
· Miguel Angel Cuevas, Spagna
· Venus Khoury Ghata, Libano
· Elio Pecora, Italia

e dei poeti siciliani:
· Paolo Lisi
· Angelo Scandurra
e con un verso del filosofo, recentemente scomparso:
· Manlio Sgalambro.

E con
Mimmo Di Cesare (scultura in ferro)
Letterio Pomara (fotografia)
Carmelo Navarra (artista locale)


In un mondo globalizzato, dove un’insicurezza globale pervade il soggetto, in un mondo dove tutto scorre in modo veloce ed inesorabile, questa opera carica di pietas apre senza sentimentalismi una dimensione etica e commovente. È il mare che parla e invoca chi lo naviga. Le mani trattengono un valore antico, congiunte o disparate, sono in preghiera di fronte la speranza che ha portato tanti uomini a sognare una nuova vita attraversando il mare per approdare in Sicilia. Mai come ora catastrofe ed epistrofe sono state così vicine. L’arte non accetta il ‘così fu’, di fronte la morte di tante speranze risponde con l’investimento sui valori umani invitando alla condivisione.
Non si tratta di sognare un mondo nuovo ma di proporre un nuovo rapporto con esso, in cui mente fresca e occhi nuovi trasformano la speranza in serena possibilità di vita: porgendo la mano a chi ne ha bisogno come si fa con un pezzo di pane.

Dedicata alla poesia di Luzi sarà anche un’opera grafica di Marco Nereo Rotelli (presentata da un intenso testo di Massimo Cacciari) che sarà esposta alla galleria Agorà di Palermo. In questa sede Rotelli continua l’idea dell’installazione di San Biagio Platani puntando sulla parola come rappresentazione dell’interiorità. Saranno infatti esposte qui anche 24 lastre in acciaio dorato e specchiante che riportando disegnate dall’artista messaggi chiave per l’umanità, piccoli segnali indizi,…meraviglie della parola.


Dodici poeti nel mare

per sapere
come vivere e come morire
ondeggiando.

Adonis (Siria)

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Sur tes flancs se brise la houle de nos délires
S’infrange sui tuoi fianchi l’ondata dei nostri delirii

Muriel Augry-Merlino (Francia)

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Se la tua mano si chiude come la pietra.

Tahar Bekri (Tunisia)

________
Nessun albero abbandona la sua foresta , nessun uccello risponderà mai agli enigmi celati nel profondo dei cespugli, nessun essere umano può lasciare la sua terra con trasporto e gioia. La folgore è nella fame e nell’indigenza. Precipita come il fuoco che incenerisce l ‘anima.
Il viaggio attraverso gli stenti non riserva i piaceri di una crociera con le sue amenità.
Gli sono amiche la solitudine e la morte solitamente in agguato.
Bisogna donare, perché il dono è anche un ricevere : non si offre per avere indietro qualcosa. Si dona e non ci si pensa più perché prendiamo a nostro carico i pesi altrui e facciamo tutto quello che è in nostro potere.
In silenzio, senza inutile fanfare .
Basta il silenzio e un pò di speranza.

Tahar Ben Jelloun (Marocco)

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El mar se un hueco immens,
una nada de agua, un verde bunker.

Yolanda Castaño (Spagna)

________
Ábrese el mar, penetra
las arenas, alumbra
entre médanos limo de tiniebla.

Miguel Ángel Cuevas (Spagna)

________
Leur signature sur la dernière de la mer
est écriture d’algue…

Venus Khoury- Ghata ( Libano )

________
Le immagini sulle palpebre.
Lì dove è l’orizzonte.

Paolo Lisi (Italia)

________
suo il mormorio dolcissimo
per le distese specchianti:
bellezza e orrore si compongono.

Elio Pecora (Italia)
________
Le ricadute del mare
rinserrano il deserto.

Angelo Scandurra (Italia)

________
Per l’ambivalenza occulta della
sua tranquillità però qualcuno ha
sostenuto che ogni cimitero marino
è sempre divino...

Manlio Sgalambro (Italia)
_______
i giorni senza salire ne’ scendere raggiungono
l’ultimo ebbro ruminato mare.

Yang Lian (Cina)


NOTE
Architetture di pane
Sacralità e Contemporaneità

del curatore Tanino Bonifacio


Il progetto “Architetture di Pane Sacralità e Contemporaneità” è progetto artistico-culturale che ha quale obiettivo la promozione e la valorizzazione di quell’ antica tradizione religiosa degli Archi di Pane della città di San Biagio Platani.
In questa bella e solare città che si trova in provincia di Agrigento, in occasione della domenica di Pasqua, è antica tradizione settecentesca realizzare delle vere e proprie architetture con dei grandi Archi elaborati artisticamente mediante il pane e altri prodotti della terra.
Questa antica e sacra tradizione religiosa è realizzata da due confraternite locali, quella del SS. Rosario e del SS. Sacramento.
Per il mese seguente la Pasqua, la bellissima macchina scenica deli Archi di Pane composta da archi, porte, cupole, fontane, mosaici e decorazioni, sarà visibile in un incantevole e poetico scenario urbano.
Gli Archi di Pane di San Biagio Platani oggi rappresentano una delle più belle e significative manifestazioni religiose siciliane, dall’alto valore culturale e antropologico.
Per valorizzare e promuovere questa importante tradizione artistico-religiosa, il progetto “Architetture di Pane Sacralità e Contemporaneità” coinvolgerà alcuni dei più grandi artisti italiani ad intervenire creativamente sulle strutture degli archi di pane.
Dunque, l’azione di promozione prevede il felice intreccio fra due linguaggi: la tradizione e il contemporaneo, l’espressione della cultura popolare con l’espressione dell’arte figurativa contemporanea.
In un luogo dall’antica storia e dalla centenaria tradizione religiosa, come lo è San Biagio Platani, soggiorneranno e lavoreranno alcune fra le più prestigiose figure dell’arte contemporanea italiana che, in un connubio creativo e umano, realizzeranno le loro opere, aiutati dalle maestranze degli Archi di Pasqua.
Opere d’arte contemporanee realizzate a San Biagio Platani, che troveranno naturale collocazione all’interno delle architettura di pane e che successivamente saranno custodite nel futuro Museo degli Archi di Pane.