Apologia della storia – The Historian’s Craft

Milano - 24/01/2019 : 17/03/2019

Mostra collettiva inaugurale di ICA Milano – Istituto Contemporaneo per le Arti, spazio no profit per la città nel segno dell’inclusione, dedicato alle arti e alla cultura contemporanea, alla ricerca e alla sperimentazione.

Informazioni

Comunicato stampa

Situato nell’ex area industriale di via Orobia, la sede inaugura con la collettiva Apologia della Storia – The Historian’s Craft, a cura di Alberto Salvadori e Luigi Fassi.



Fondazione ICA Milano | PH

Dario Lasagni

Immagini e cartella stampa scaricabili al link: http://bit.ly/ICAmilano

ICA Milano – Istituto Contemporaneo per le Arti nasce dalla passione, dalla volontà di scoperta e condivisione di cinque persone con un grande sogno: la costituzione di un ecosistema ideale per le arti e la cultura contemporanee, in cui gli artisti possano trovare uno spazio libero d’azione in grado di mettere in scena le principali urgenze della ricerca attuale. Il tutto nell’ambito di un dinamismo continuo con il territorio e nel segno dell’apertura al grande pubblico.

La città di Milano, con la sua naturale propensione alla progettualità ibrida tra pubblico e privato, ha offerto la cornice ideale per dare forma a questo nuovo organismo, il primo Istituto Contemporaneo per le Arti al di fuori del mondo anglosassone.

Diretta da Alberto Salvadori, ICA Milano è una fondazione privata nella quale convergono diverse forze e tipologie di protagonisti del mondo dell’arte: artisti, collezionisti, professionisti del settore, appassionati. L’attività dell’Istituto si sostanzia in un’offerta alla città e al pubblico, dove condivisione e partecipazione sono le parole chiave per comprenderne l’attitudine.
Mostre, editoria d’arte, ceramica, cinema, performance, musica, letteratura, attività seminariali di divulgazione, formazione, educazione e molto altro ancora costruiranno un percorso improntato su interdisciplinarità e transmedialità.

Espressione di una precisa identità ‘milanese’ che storicamente mette in relazione l’iniziativa privata con la dimensione istituzionale, ICA Milano trova ispirazione nella cultura del give back, ossia restituire per condividere.
È a Londra che nasce nel 1946 il primo Istituto per le Arti Contemporanee, dall’idea di un collettivo di artisti, poeti e benefattori, da cui poi è scaturita una vasta costellazione di istituti di questa natura. Un luogo leggendario che ha ospitato le esposizioni dell’Indipendent Group, considerate dagli storici dell’arte alla base della nascita e dell’affermazione della Pop Art.
Sul modello di questa esperienza pionieristica, ICA Milano sarà una presenza attiva e propositiva, a sostegno della migliore produzione artistica del nostro tempo. Un incubatore di idee ma anche una fucina di attività diverse.

A dare avvio alla prima stagione di ICA Milano è una esposizione collettiva curata da Alberto Salvadori e Luigi Fassi: Apologia della Storia – The Historian’s Craft, ispirata a Apologie pour l’histoire ou Métier d’historien, volume fondamentale scritto nel 1944 dallo storico francese Marc Bloch, una delle figure centrali del pensiero contemporaneo, e pubblicato postumo nel 1949.
La riflessione di Bloch sulla storiografia ha portato l’autore ad analizzare l’utilità pratica della storia e del mestiere di storico. Bloch introduceva la Storia come disciplina di conoscenza dell’uomo nella società, che assolve una funzione interpretativa attraverso una metodologia, promuovendo un approccio impegnato nell’equa e dignitosa rappresentazione di tutte le storie.

Prendendo le distanze da una sindrome tipica del nostro tempo, la “mania del giudizio”, Apologia della Storia – The Historian’s Craft porta alla luce storie nascoste e fornisce spunti metodologici in cui il recupero della memoria collettiva e il suo ruolo diventano elementi centrali per ogni società contemporanea. La mostra mette in scena il parallelismo storia – arte affinché si possano leggere le due discipline come strumenti di conoscenza dell’uomo nella società, accomunate dalla pratica continua del cambiamento contro l’immobilismo, e dalla necessità intrinseca per la loro sopravvivenza, che l’uomo continui a porsi delle domande e a interrogare se stesso.
Attraverso le opere e le pratiche degli artisti invitati, la mostra rivela e approfondisce stratificazioni, ambiguità e dissonanze della storia. Tale operazione rappresenta un momento fondamentale nel percorso dell’istituzione e un ambito di ricerca che sarà ulteriormente indagato nelle attività future del programma culturale di ICA Milano.

La mostra riunisce le opere di Yto Barrada (1971, Francia), Lothar Baumgarten (1944 – 2018, Germania), James Lee Byars (1932, USA – 1997, Egitto), Nanna Debois Buhl (1975 – Danimarca), Ryan Gander (1976, Regno Unito), Haroon Gunn-Salie (1989, Sudafrica), Arjan Martins (1960 – Rio de Janeiro, Brasile), Santu Mofokeng (1956, Sudafrica), Antonio Ottomanelli (1982, Italia), Paul Pfeiffer (1966, Hawaii), Javier Téllez (1969, Venezuela), Mona Vatamanu & Florin Tudor (1968, Romania; 1974, Svizzera).

Il percorso espositivo occupa il piano terra e il primo piano dell’edificio. La coralità delle opere esposte, costituita da testimonianze particolari, danno forma a un’idea di Storia universale, letta attraverso un caleidoscopio di impressioni sul presente: una esplorazione di culture altre, con un forte accento sulla storia delle culture extraeuropee.

L’impegno di ICA non si esaurisce nella presentazione di esposizioni collettive e monografiche ma promuoverà un filone di ricerca sulla storia dell’arte, sulle arti applicate e l’editoria anche attraverso un ricco public program che comprenderà iniziative di approfondimento delle mostre in corso, analizzandone i contenuti per offrire ai visitatori nuove chiavi di lettura.
ICA Milano darà vita a un calendario costituito da appuntamenti per il pubblico e nuove iniziative in connessione con l’agenda culturale milanese, nazionale e internazionale.

A completare l’offerta di ICA Milano, le iniziative education, con il programma ICA Extra che comprende anche una Scuola di filosofia ICA Milano. L’iniziativa, su base annuale, è coordinata da Riccardo Venturi e prenderà casa presso l’Istituto offrendo un workshop di più giorni, volto a tematizzare il rapporto tra produzione artistica e ricerca filosofica contemporanea. Il programma sarà sviluppato in sinergia con istituzioni filosofiche italiane e internazionali, coinvolgendo giovani filosofi e privilegerà la lingua italiana come medium di dialogo e confronto.

ICA Milano si fa poi promotore di un progetto pilota dalla durata triennale, dedicato alle persone affette da Alzheimer e a chi se ne prende cura. In collaborazione con l’associazione culturale immaginar.io, AAA - Arts and Access for All si struttura prima di tutto come un progetto di formazione che punta a creare sul territorio le competenze necessarie per diffondere attività educative accessibili e fa di ICA il capofila di un approccio differente alla didattica museale.
Infine, sul filone degli approfondimenti dedicati alla realtà espositive private, Formarsi in galleria: avvicinarsi ai centri di produzione di mostre con progetti ad hoc.



James Lee Byars, The Conscience, 1985 | PH. Dario Lasagni


La mostra inaugurale
APOLOGIA DELLA STORIA
THE HISTORIAN’S CRAFT
a cura di Alberto Salvadori e Luigi Fassi

25 gennaio - 15 marzo 2019

«Papà, spiegami a cosa serve la storia.»
«Si ricorre alla storia quando c’è di mezzo l’uomo.
Sono gli uomini che la storia vuole afferrare.»
Apologia della storia, Marc Bloch

Javier Téllez, Letter on the Blind, For the Use of Those Who See, 2007 | PH. Dario Lasagni

ICA Milano inaugura l’attività espositiva con la mostra Apologia della Storia – The Historian’s Craft, a cura di Alberto Salvadori e Luigi Fassi. Un progetto inedito, in grado di dialogare con lo spazio e restituire la vocazione dell’Istituto a farsi crocevia di incontri e scambi culturali.

ICA Milano – Istituto Contemporaneo per le Arti presenta, da venerdì 25 gennaio a venerdì 15 marzo 2019, la mostra inaugurale Apologia della Storia – The Historian’s Craft, a cura di Alberto Salvadori e Luigi Fassi.

Per dare avvio alla stagione espositiva dell’Istituto, Alberto Salvadori, direttore di ICA Milano, ha concepito insieme a Luigi Fassi, direttore del MAN di Nuoro, un progetto espositivo inedito e di respiro internazionale in omaggio al grande storico francese Marc Bloch (1886, Lione – 1944, Lione), una delle figure centrali del pensiero contemporaneo.
Instaurando un dialogo dinamico con lo spazio, la mostra si struttura come un racconto corale sugli accadimenti geo-politici e sociali che hanno interessato alcuni territori nella Storia recente, restituendo in questo modo la vocazione dell’Istituto a farsi crocevia di incontro tra linguaggi, retaggi culturali, storie e narrazioni differenti.

Apologia della Storia – The Historian’s Craft propone una riflessione contemporanea sul ruolo della Storia come metodologia di conoscenza del presente e raccoglie le opere di dodici artisti differenti per età e provenienza geografica: Yto Barrada (1971, Francia), Lothar Baumgarten (1944 – 2018, Germania), James Lee Byars (1932, USA – 1997, Egitto), Nanna Debois Buhl (1975 – Danimarca), Ryan Gander (1976, Regno Unito), Haroon Gunn-Salie (1989, Sudafrica), Arjan Martins (1960 – Rio de Janeiro, Brasile), Santu Mofokeng (1956, Sudafrica), Antonio Ottomanelli (1982, Italia), Paul Pfeiffer (1966, Hawaii), Javier Téllez (1969, Venezuela), Mona Vatamanu & Florin Tudor (1968, Romania; 1974, Svizzera).

La mostra, come rivela il titolo, trae ispirazione dall’omonimo libro dello storico Marc Bloch, pubblicato postumo nel 1949. L’iniziatore della scuola de Les Annales, sostenitore della pari dignità di rappresentazione delle diverse vicende particolari che hanno interessato l’umanità, sottolineava il primato dell’uomo come soggetto della Storia, colto nelle tracce del suo procedere nel tempo.

Nelle teorie formulate da Bloch è decisivo il recupero della memoria collettiva come momento di riflessione fondante per ogni società, che da una più consapevole conoscenza del passato può trarre forza per meglio affrontare i problemi del presente.
La nuova, epocale modalità di fare storia inaugurata della scuola de Les Annales apriva alle ricerche comparate, alla psicologia collettiva, agli uomini comuni e alla vita quotidiana, dando spazio a tutto ciò che in passato non era stato considerato degno di attenzione dalla storiografia tradizionale. Nella formulazione di questa nuova metodologia risiede la volontà di comprendere l’atmosfera di uno specifico momento storico, lo Zeitgeist o “spirito del tempo”, modalità di raccontare il presente che accomuna i mestieri dello storico e dell’artista.

Il percorso espositivo portato in scena da Apologia della Storia – The Historian’s Craft si sviluppa come un susseguirsi di luoghi, tempi e atmosfere differenti. Attraverso gli strumenti delle arti visive, gli artisti contemporanei hanno accolto e messo in pratica la lezione di Marc Bloch. Le opere raccolte in mostra, infatti, ricercano nel presente i segni dei mutamenti in atto, delle tensioni verso il futuro, a partire dalla comprensione del passato.
L'ispirazione tratta dalla metodologia di Bloch è stata interpretata come stimolo per raccontare luoghi e vicende con la particolare forza di comprensione della ricerca artistica che apre nuove prospettive, propone accostamenti inediti e invita a ripensare il presente alla luce del passato prossimo.

La mostra Apologia della Storia - The Historian’s Craft è accompagnata da un public program pensato appositamente per approfondirne i contenuti, offrendo chiavi di lettura inedite.
In calendario due appuntamenti serali: il primo, nel mese di febbraio 2019, è dedicato all’opera di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi e prevede una serata in dialogo con Yervant Gianikian e la presentazione di alcuni loro lavori, tra cui Santander – Bohemiens (2017), che viene mostrato in Italia per la prima volta in questa sede.
Il secondo, invece, è in programma per il mese di marzo 2019. In quest’occasione sarà presentato al pubblico il libro fotografico dell’artista Lisetta Carmi Travestiti, quasi del tutto sconosciuto al pubblico italiano a causa delle numerose difficoltà incontrate dalla sua diffusione. Edito nel 1972 da Essedì, il volume raccoglie le immagini di alcuni travestiti nella Genova degli anni Settanta.



IL PROGRAMMA ESPOSITIVO

ICA Milano – Istituto Contemporaneo per le Arti vuole rappresentare per la città uno spazio dinamico, sempre vivo e propositivo: un luogo dove ritrovarsi per raccontare e parlare di arte.

La programmazione espositiva include mostre collettive che si alterneranno a esposizioni personali, tutte appositamente concepite per gli spazi dell’Istituto.

Dopo la collettiva Apologia della Storia – The Historian’s Craft, ICA Milano presenterà la prima personale italiana dello scultore svizzero Hans Josephsohn, organizzata in collaborazione con il Kesselhaus Josephsohn e Hauser and Wirth. Si tratta del primo episodio di un programma di monografie dedicate alla riscoperta di grandi autori del secondo Novecento.


IL PROGRAMMA CULTURALE

SEMINARI E ATTIVITÀ DI DIVULGAZIONE
ICA Milano darà vita a un calendario di appuntamenti per il pubblico e a nuove iniziative in grado di rispondere con proattività all’agenda culturale nazionale e internazionale.

GALLERY FOCUS
Tra le proposte di studio, un’esplorazione in capitoli della storia delle gallerie italiane che, dagli anni Cinquanta a oggi, hanno agito in maniera determinante per l’affermazione del contemporaneo in Italia: Gallery Focus. La prima edizione è dedicata alla milanese galleria L’Ariete di Beatrice Monti della Corte ed è curato da Caterina Toschi, ricercatrice e docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università per Stranieri di Siena.

CERAMICS
Ceramics è invece il progetto dedicato alla ceramica che ne indaga la storia, dal Novecento fino alla contemporaneità.

BOOKS AND OTHERS
A queste iniziative si aggiunge l’appuntamento annuale Books and Others: un lungo week end di quattro giorni dedicato all’editoria indipendente e al libro d’artista, durante il quale si potranno vedere - ma anche acquistare - libri d’artista contemporanei. Il progetto è organizzato in collaborazione con Gregorio Magnani, curatore di mostre dedicate a libri d’artista e direttore della casa editrice Compagnia, e Chiara Costa, editor e storica dell’arte contemporanea.

32 MQ
32 MQ è un progetto periodico che prevede il coinvolgimento di artisti italiani o attualmente di base in Italia, d’età inferiore ai 32 anni. 32 MQ è un‘iniziativa dedicata alla ricerca e alla proposta di progetti inediti, sperimentali e poco conosciuti al pubblico italiano che andranno a includere mostre personali e collettive, progetti site-specific, performance, proiezioni, talk e presentazioni pubbliche realizzate sempre all’interno di uno spazio specifico dell’Istituto: una project room sita al primo piano. Il programma si focalizzerà in particolare su una nuova generazione di artisti emergenti, la cui pratica sfida l’idea d’identità nazionale e riflette, al contempo, sulla cultura italiana contemporanea.

PUBLIC PROGRAM
Il public program comprende iniziative di approfondimento delle mostre in corso che ne analizzano i contenuti attraverso l’utilizzo di diverse chiavi di lettura.

HOW TO DO THINGS WITH WORDS – COME FARE COSE CON LE PAROLE
How To Do Things With Words – come fare cose con le parole prendendo in prestito il titolo della principale opera di John Langshaw Austin in cui si analizza la performativity degli atti linguistici, invita il pubblico all’azione attraverso programmi sperimentali di coinvolgimento e interazione diretta. La parola dal vivo sarà la vera protagonista delle diverse attività pianificate.

ICA CINEMA
In continuità con le proposte espositive di ogni stagione, la serie ICA Cinema presenta in orario serale una selezione di docu-film e cinema del reale. Il programma è realizzato in collaborazione con diverse realtà italiane e internazionali. La prima edizione della serie sarà curata in collaborazione con Film Explorer di Basilea. Per l’estate, invece, sarà presentata la collaborazione con Il Cinemino Milano.

POSTI AL SOLE E GIOCHI DI SPECCHI:
PER UNA STORIA DELLA LETTERATURA ITALIANA D’OLTREMARE
Infine, la letteratura sarà la grande protagonista di Posti al sole e giochi di specchi: per una storia della letteratura italiana d’oltremare. Ogni stagione espositiva vedrà l’intervento di un curatore che porterà in scena dei reading serali, aperti al pubblico, con testi appartenenti a scrittori italiani ‘fuori sede’.

ICA EXTRA
A chiudere il cerchio dei molteplici interessi di ICA Milano e della variegata offerta per il pubblico, le iniziative education: ICA Extra.

SCUOLA DI FILOSOFIA ICA MILANO
ICA Extra comprende una Scuola di filosofia ICA Milano, coordinata da Riccardo Venturi, che su base annuale prenderà casa presso l’Istituto, offrendo un workshop di più giorni, volto a tematizzare il rapporto tra produzione artistica e ricerca filosofica contemporanea. Il programma sarà sviluppato in sinergia con istituzioni filosofiche italiane e internazionali, coinvolgendo giovani filosofi e privilegerà la lingua italiana come medium di dialogo e confronto.

AAA – ARTS AND ACCESS FOR ALL
ICA Milano si fa promotore di un progetto pilota dalla durata triennale, dedicato alle persone affette da Alzheimer e a chi se ne prende cura. In collaborazione con l’associazione culturale immaginar.io, AAA - Arts and Access for All si struttura prima di tutto come un progetto di formazione che punta a creare sul territorio le competenze necessarie per diffondere attività educative accessibili e fa di ICA il capofila di un approccio differente alla didattica museale.

FORMARSI IN GALLERIA
Infine, sul filone degli approfondimenti dedicati alla realtà espositive private, Formarsi in galleria: avvicinarsi ai centri di produzione di mostre con progetti ad hoc.