Antonio Calderara / Helene Appel – Luce Giorno

Bologna - 23/11/2013 : 11/01/2014

È possibile far dialogare due artisti molto diversi tra loro, due pittori provenienti da contesti - e per giunta epoche - differenti? Ed è possibile fare discorso su alcuni aspetti della pittura attraverso la sovrapposizione di lavori accostabili l’uno all’altro solo per contrasto?

Informazioni

Comunicato stampa

Inaugurerà il prossimo 23 Novembre alle ore 18 presso la galleria p420 (piazza dei Martiri 5/2, Bologna) la mostra Luce, giorno curata da Davide Ferri, dedicata a due pittori di diversa generazione e origine: Antonio Calderara (Abbiategrasso, 1903-1978) ed Helene Appel (Karlsruhe, 1976)


E' possibile far dialogare due artisti molto diversi tra loro, due pittori provenienti da contesti - e per giunta epoche - differenti? Ed é possibile fare discorso su alcuni aspetti della pittura attraverso la sovrapposizione di lavori accostabili l’uno all’altro solo per contrasto? Come misurare la distanza tra due approcci apparentemente inassimilabili (eppure germinali rispetto a qualsiasi discorso sulla pittura), tra neoplatonismo e mimesi, oppure, più semplicemente, tra il rigore di Calderara e il virtuosismo di Appel?
Antonio Calderara é morto nel 1978 e, dopo una formazione da autodidatta, ha trascorso la sua vita tra Milano e il Lago d’Orta. Pochi viaggi, qualche trasloco a cercare le condizioni ottimali per il lavoro, una specie di autarchia conquistata a fatica, “una stanza tutta per sé” più volte evocata come condizione indispensabile, necessaria.
Helene Appel é nata nel 1976 a Karlsruhe, e dopo essersi formata a Londra, la città che ha anche segnato i suoi esordi, é rientrata solo da poco tempo in Germania, a Berlino.
I dipinti di Calderara sono rigorosamente astratti, o, meglio, lo sono dal 1958, la data di una decisiva svolta verso l’astrazione, una svolta come se ne annoverano pochissime nel Novecento italiano, per modalità, tempi, risolutezza. «Nel 1958, col disegno di mia madre - afferma Calderara in una lunga nota autobiografica – traccio la mia ultima linea curva».
I lavori di Appel sono invece figurativi, di un iperrealismo ossessivo e intimo, e descrivono dettagliatamente alcuni oggetti - chicchi di riso, piccoli vegetali e rametti, reti, filo da cucito, stoffe, nastro adesivo, tessuti e pellicole di plastica – dipinti sulla tela grezza come se fossero sparpagliati/appoggiati su un tavolo o un ripiano, in modo più o meno casuale.
Nella mostra Luce, giorno i quadri astratti di Antronio Calderara e quelli iperrealisti di Helene Appel si incontrano in una Luce diurna, meridiana, inesorabile.

In collaborazione con Fondazione Antonio e Carmela Calderara Italiano

The exhibition Luce, giorno (Light, day) curated by Davide Ferri, on two painters of different generations and origins – Antonio Calderara (Abbiategrasso, 1903-1978) and Helene Appel (Karlsruhe, 1976) – opens on 23 November at 18.00, at Galleria p420 (piazza dei Martiri 5/2, Bologna).
Is it possible to establish a dialogue between two very different artists, two painters hailing from disparate contexts and eras? And is it possible to address certain aspects of painting through the juxtaposition of works that lend themselves only to a relationship of contrast? How can we measure the distance between two apparently inassimilable approaches (yet ones that are germinal to any discourse on painting), between neo-Platonism and mimesis or, put more simply, between the rigor of Calderara and the virtuoso technique of Appel?
Antonio Calderara died in 1978. After teaching himself to paint, he lived in Milan and at Lake Orta. He seldom traveled, though he did change his residence several times to find better working conditions, in a sort of arduous self-reliance, to obtain “a room of one’s own” often evoked as an indispensable, necessary condition of existence.
Helene Appel was born in 1976 in Karlsruhe. After studying in London, the city of the early part of her career, she has recently returned to Germany, and now lives in Berlin.
Calderara’s paintings are rigorously abstract or, more precisely, they take this approach starting in 1958, the date of his decisive move towards abstraction, a shift akin to only a very few others in the Italian 20th century, in terms of its radical timing and resolve. «In 1958, with the drawing of my mother – Calderara wrote in a long autobiographical passage – I made my last curved line.»
Appel’s works, on the other hand, are figurative, based on an obsessive and intimate hyper-realism, depicting certain objects in great detail – kernels of rice, small plants and branches, screens, thread, fabrics, adhesive tape, plastic wrap – painted on raw canvas as if they were scattered on a table or a shelf, more or less at random.
In the exhibition Light, day the abstract paintings of Antonio Calderara and the hyper-realist works of Helene Appel meet in a diurnal, southern, inexorable light.

In collaboration with Fondazione Antonio e Carmela Calderara English